venerdì 16 novembre 2012

CASTAGNACCIO: ITALIAN CAKE 




Anche questa come quella della torta di mele è una ricetta su richiesta, stavolta da parte della mia collega e amica Eleonora, che intende prepararla con sua figlia Angelina. Pensare a me in cucina e pensare al castagnaccio, per le mie colleghe, deve essere una cosa sola, visto il quantitativo di questo dolce che ho fatto sfornare dai bambini della mia scuola. Castagnaccio per merenda, per la festa dell'Autunno e per quella di Natale, castagnaccio insieme ai genitori in occasione delle giornate aperte, e così via, fino quasi all'estate (a quel punto siamo passati alla pizza). E' il dolce perfetto da far fare ai bambini: i miei (i miei alunni, intendo), lo preparano da quando avevano due anni! Qualcuno è così bravo a schiacciare tutti i grumi che lo arruolerei anche a casa per preparare la besciamella o la crema pasticcera!

Del castagnaccio ho anche due ricordi cinematografici, il primo in cui due poveri emigrati sardi in una città del nord, interpretati dagli strepitosi Enzo Jannacci e Monica Vitti, affidano a questo dolce la loro speranza di riscatto sociale in formato frigorifero, e un altro in cui altro migrante, stavolta in un paese straniero, è Paolo Villaggio, che viaggia con il teglione gridando "Castagnacchen, italian cakeeee!". In entrambe le situazioni la vendita di questo dolce non sarà sufficiente alla realizzazione dei sogni dei protagonisti, che dovranno ricorrere invece ad altre attività (vi ricordate cosa? Vi risponderò privatamente, visto che questo blog è accessibile anche ai minori! Ahahaha!), ben più remunerative. Questo dolce, del resto, nasce poverissimo, visto che le castagne erano nei boschi e quindi gratis, e necessario integratore alimentare in tempi e luoghi in cui la polenta era l'unico alimento a disposizione. A Livorno, mia città, era il dolce della domenica dei poveri, o più di frequente del sabato, un piccolo lusso di un pasto con il "cinque e cinque" (cinque centesimi di focaccia o pan francese e cinque centesimi di torta, ovvero farinata di ceci), e infatti si comprava dal "tortaio". A sua volta il tortaio faceva parte del folclore locale: ancora quando ero ragazza (sono stagionata ma non sono nata a cavallo tra le due guerre!) c'erano tortai con i muri anneriti e i cartelli con scritto: "non si sputa per terra"(!), con un tavolino di vecchia formica su un lato coperto da una tovaglia di plastica. Ormai si sono spulizziti anche loro, e hanno preso più o meno tutti  un'aria da pizzaioli al taglio. Dove invece il castagnaccio non si vende.. Troppo antico e troppo evocativo di un passato di ristrettezze, forse... O troppo caro? Già, perché oggi la farina di castagne costa un capitale! Io l'ho pagata al discount 3 euro e ottanta per mezzo chilo! Del resto le caldarroste per la strada costano quasi quanto il caviale del Volga! Altro che dolce povero, ormai! 

Ma veniamo a noi: questa è la ricetta collaudata dai bambini e dalle bambine della mia classe, e non quella originale, dove il liquido era solo l'acqua e lo zucchero scarsino:
250 grammi di zucchero
250 grammi di latte+ un po' per ammollare l'uvetta
100 grammi di zucchero
50 grammi di uvetta
50 grammi di gherigli di noce
pinoli (se ve li potete permettere: 4 euro l'etto!)


Procedimento
Si comincia impastando pochissima farina precedentemente mescolata zucchero e una puntina di sale con pochissimo latte fino ad ottenere un composto molto liquido senza grumi. Nel frattempo si mettono le uvette a bagno in poco latte.

Si aggiunge progressivamente altra farina setacciandovela sopra e si amalgama fino a creare un composto morbido ma non liquido.


A questo punto si aggiungono le noci e l'uvetta ben strizzata e si amalgamano  con delicatezza. Poi si versa il composto in una teglia e lo si irrora con un filo di olio extravergine di oliva.


 Si mette quindi in forno a 180° per 15 minuti, dopodiché si estrae dal forno, lo si spolverizza con un paio di cucchiaiate di zucchero e si rinforna, dopo però aver abbassato il calore a 150°, e si mantiene in forno per altri 10 minuti. La cottura dipende molto dal vostro gusto personale. A noi piace croccante, come si può vedere:


Scrocchia quasi come se i quadrati di castagnaccio fossero biscotti!


Buon castagnaccio a tutti!



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