Avete spesso sentito nominare in questo blog la zia Mara: eccola! (E' la signora bionda tra Viola e Niccolò). Oggi partecipa, quasi a sua insaputa, alla rubrica "Guest star" del nostro blog, con una pietanza che non può mancare a casa nostra in qualsiasi buffet, cena, compleanno, scampagnata degna di questo nome: le sue famose melanzane sotto il pesto! Ci ha confessato che la ricetta non è sua, ma è quella di nonna Anna, che ci ha lasciato prima che Niccolò nascesse, e che lei ha ereditato, riproducendola filologicamente. Il risultato lo verificherete quando le avrete provate. E poi ci farete sapere...
Ingredienti
4 melanzane scure grandi
5 spicchi di aglio
1 bicchiere di olio di oliva
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di aceto bianco
peperoncino q.b.
sale q.b.
Procedimento
Affettate le melanzane e cospargetele di sale fine.
Mettele a sgocciolare l'acqua amarognola in un colapasta
Lavate le melanzane in acqua corrente e strizzatele energicamente
Le donne di Livorno, si sa, sono vigorose, lo dicono anche i letterati: ecco le povere melanzane dopo la strizzatura.
Consolate le melanzane strizzate passandole nella farina; per i/ le celiaci/che: va bene anche la farina di riso.
Scuotete le melanzane dalla farina in eccesso
e friggetele in un bicchiere di olio di oliva giunto a temperatura (lo sarà quando mettendovi uno spigolo di melanzana vedrete formarsi intorno ad essa delle bollicine).
Scolate le melanzane e mettetele in una zuppiera foderata di carta da cucina senza disegni (con l'alta temperatura non sappiamo per certo cosa succede ai colori delle decorazioni dei fogli di carta..)
Mettete in una padella 1 bicchiere di olio extravergine di oliva, 5 spicchi di aglio tagliati a fettine, un' abbondante spruzzata di peperoncino,

e mezzo bicchiere di aceto bianco
Accendete il fuoco sotto alla padella e fate scaldare qualche minuto
Mettete le melanzane in una zuppiera, irroratele con il condimento nella padella, giratele, e lasciatele riposare fuori dal frigo almeno mezza giornata. In seguito, qualora avanzassero (a noi non succede) conservatele coperte in frigo.
Noi le abbiamo usate anche per farcire il mitico cinque e cinque, ovvero la labronica focaccina con la torta di ceci, così chiamata perché in altre epoche era fatta con cinque centesimi di focaccia (schiacciata) e cinque centesimi di torta di ceci (o meglio torta, e basta). E buon appetito!
Ah! Famose sono anche le melanzane nel panino con prosciutto e salsa verde, che a Livorno ha fatto la fortuna di un paniniere antelitteram di nome Giovanni, la cui dinastia ora è alla terza generazione. In un altro post tenteremo la riproduzione di quella salsa verde, senza che però sia proprio lei, perché è brevettata come la bevanda scura con le bollicine e che finisce con cola. Cosa 'un t'inventano vesti livornesi! (trad: cosa non inventano questi livornesi!)
Con questa ricetta partecipo al contest di "Cuoco per caso":