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martedì 24 gennaio 2017

Patate alla crema d'autore per una buona causa


L'Associazione culturale Sandro Pertini è un posto carino, che io e Viola abbiamo contribuito a ristrutturare tre anni fa e dove lavoriamo in squadra tra vecchi amici. Facciamo cose interessanti di vario "spessore"  (le mie un po' meno "spesse") e ci divertiamo a farle, e i nostri ospiti sono in genere soddisfatti. Ma c'è un problema: non c'è riscaldamento!!!! Allora abbiamo pensato di darci dentro per tirare su i soldi per comprare una stufa. Così lo scorso venerdì Viola si è prestata, e visto che era in ferie, ci ha preparato una cena gourmet. Siccome il tempo per fare le foto non c'è stato, vi proponiamo il menù a pezzetti, neppure in ordine di apparizione, ma in ordine di "riedizione" a casa nostra. Il menù, che aveva come tema "le eccellenze d'Italia" è stato questo:

Menù IGP
Tortino di broccoli su fonduta di mascarpone e Parmigiano Reggiano e sfoglie di Speck dell'Alto Adige
Risotto agli asparagi con croccante di Prosciutto di Amatrice
Sella di maiale con coppa di Parma con patate alla crema su letto di spinaci
Pere dell'Emilia Romagna al vin brulè con gelato alla crema e vaniglia

Patate alla crema

Ingredienti
1 kg di patate
500 grammi di panna liquida 
200 grammi di parmigiano reggiano
sale q.b.

Procedimento

Affettate le patate sbucciate con una mandolina. 



Fate uno strato di patate, spolverizzate leggermente di sale e grattugiatevi sopra il parmigiano.


Intanto mettete a ritirare la panna in un pentolino a fuoco molto basso per circa mezz'ora. 


Stendete sopra le patate lo strato di panna ritirata.


 Proseguite con gli strati e terminate con uno strato di panna e parmigiano.


Infornate a 170° in forno statico per circa 40 minuti. Qualora la superficie diventasse troppo scura abbassate la temperatura e, al limite, coprite con un foglio di carta di alluminio.

lunedì 2 marzo 2015

Cous cous salvacena (e, volendo, salva-avanzi)

Quando nel frigo restano ingredienti apparentemente "scompagnati", insufficienti, presi uno per uno per uno, a sfamare quattro persone, la cena multietnica diventa una risorsa. Il cous cous lega tutto, polpettine, tacchino al curry e maiale in agrodolce, e quel residuo di minestra di verdure che avanza sempre (almeno in casa nostra). Valgono anche le monoporzioni relegate in freezer e magari dimenticate perché la pizza che occhieggiava da sotto tirava di più... L'importante è che si tratti di piatti dotati di sugo, o al cui condimento si possa dare un aiutino di emergenza con del brodo vegetale magari speziato. 


Qualora invece doveste partire da zero, ecco gli ingredienti e la tabella di marcia
Ingredienti per quattro persone 
400 grammi di cous cous
500 grammi di fettine di arista di maiale
500 grammi di macinato misto
400 grammi di fesa di tacchino
1 uovo
2 tazze di farina (noi amido di mais)
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 peperone verde
tre patate
4 carote
4 gambi di sedano
1 kg di cipolle
3 spicchi di aglio
1 litro di passata di pomodoro
1 bicchiere di vino bianco
1 barattolo di ananas sciroppato al naturale
250 grammi di ricotta
3 cucchiai di zucchero
1 tazza di pangrattato
1 cucchiaio abbondante di curry
2 cucchiaini di paprika
3 tazze di brodo vegetale
olio evo e sale q.b

Tabella di marcia

  1. Pulite le verdure; 
  2. tagliate a dadini due carote, due coste di sedano, due papate e mettetele a bollire in un litro di acqua insieme alle cipolle e alle restanti due patate
  3. tagliate a dadini i peperoni 
  4. affettate le cipolle restanti e mettetele a soffriggere in poco olio evo (per la quantità di olio regolatevi come vostro solito)
  5. tagliate la fesa di tacchino e le braciole, togliendo nervi alla prima e grasso alle seconde
  6. Se prevedete di cuocere in forno le polpette accendete il forno a 180°
  7. mettete metà delle cipolle, lasciandone da parte circa un quarto, soffritte in un'altra padella, riportate a temperatura e unite i peperoni
  8. passate le carni tagliate a cubetti nella farina
  9. quando le cipolle sono divenute trasparenti arrostite i quadretti di tacchino su ogni lato
  10. unite al macinato, in una zuppiera capiente, l'uovo, la ricotta le patate che avrete prelevato dalla pentola con le verdure, il sale e la paprika. Amalgamate bene.
  11. quando le carni nelle padelle saranno sigillate aggiungete metà bicchiere di vino in ognuna e lasciate sfumare a fuoco vivace.
  12. Aggiungete alle padelle con le carni, una volta sfumato il vino, il brodo vegetale e incoperchiate. Abbassate il fuoco al minimo
  13. realizzate delle palline con l'impasto di macinato, ricotta, patate e uovo eccetera, passatele nel pangrattato e mettetele in una pirofila unta sul fondo che infornerete a forno caldo per almeno 20 minuti
  14. prendete quelle cipolle che avevate messo via prima e ponetele in un altra padella dove avrete fatto soffriggere tre spicchi di aglio,  e unite la passata di pomodoro. Unite mezza tazza di brodo vegetale, il sale, la paprika e lasciate tirare. 
  15. Scaduti i minuti di cottura delle polpettine toglietele dal forno e mettetele nel sugo di pomodoro. Lasciate cuocere per 10- 15 minuti. Così almeno 1 condimento è pronto
  16. Spengete il fuoco sotto alla pentola con il tacchino. Controllate  la cottura. Se la cottura è giusta non vi resta che diluire il curry nella tazza di brodo e versarlo nella pentola. Prima verificate la consistenza dell'intingolo; dovesse risultarvi troppo liquida aggiungete un cucchiaio di amido di mais al brodo con il curry. Tenete al caldo
  17. nel frattempo dovrebbe essere arrivata a compimento anche la minestra di verdura: aggiustate di sale, prelevate le verdure intere, frullatele e aggiungete il frullato alla minestra.
  18. Controllate la cottura del maiale; se soddisfacente aggiustate di sale, aggiungete i cucchiai di zucchero e l'ananas tagliato a pezzetti e tutto il liquido del barattolo
  19. Cuocete il cous cous seguendo pedissequamente le istruzioni sulla confezione, impiattate e servite
I condimenti sono ottimi anche il giorno dopo, perché sono tra i pochi piatti che non temono il "riscaldamento"; quindi questa potrebbe essere anche la risposta ad una cena o un pranzo da predisporre prima e poi servire all'ultimo minuto.
Buon appetito



mercoledì 25 febbraio 2015

torta salata senza glutine alle patate e radicchio rosso



Tra le mie opere di domenica figura anche questa torta; scusate, le immagini continuano ad essere prese con la macchinina di Nicco; stasera, spero, ordinerò il cavetto via internet.

Ingredienti

700 g di pasta frolla salata senza glutine
Ingredienti
400 grammi di farina senza glutine
200 grammi di burro
2 tuorli d'uovo
acqua fredda q.b.
Procedimento
Amalgamate gli ingredienti con il metodo della fontana o con un robot; aggiungete l'acqua al bisogno, altrimenti rischierete di aver bisogno di altra farina per asciugare l'impasto, infilandovi in un loop pericoloso (perché vi verrà voglia di buttare tutto, come succede spesso a me, quando seguo le ricette "nette"...) . Mettete in frigo in una busta per alimenti; basterà il tempo per la preparazione di ripieno e farcia.

Per il ripieno
2 porri (io ne avevo uno e di certo mi mancava la voglia di tornare al supermercato)
5 patate (io le avevo rosse, ma qualsiasi colore va bene)
1 cespo di radicchio rosso trevigiano
Per la farcia
1 uovo
200 grammi di stracchino
200 grammi di formaggio spalmabile light

Procedimento
Scottate le patate perché siano cotte ma al dente; soffriggete i porri a rondelle in poco olio evo.
Stendete la pasta e foderatevi una tortiera. Bucherellate la superficie con i rebbi di una forchetta.
Disponete i porri soffritti sulla pasta.


Amalgamate i formaggi, l'uovo e il sale




Disponete le patate sopra ai porri.
Disponete sulle patate il cespo di radicchio rosso lavato e sgocciolato.


Versate la crema di formaggi e infornate a 160° per 20 minuti. 

Io ho infornato a 180°, ed erano un po' troppini.....

L'esito finale è questo; un po' meglio dal vivo....


venerdì 13 febbraio 2015

Polpettine vegetariane senza glutine allo zenzero


Polpettine vegetariane senza glutine allo zenzero

Questa ricetta mira ad unire l'utile al dilettevole: avete presente quei residui che vi rimangono nella dispensa per mesi interi? A me capita sempre. Anche perché a casa mia succede questo: compro una scatola di cereali e i miei figli la finiscono in due giorni, e anzi mi rinfacciano di esserne rimasti privi il terzo giorno. Alle mie scuse "ma era una scatola da mezzo chilo..." replicano che loro hanno bisogno di mangiare, e io dovrei essere contenta se mangiano cose sane, eccetera. Dunque, ne compro un'altra, identica. Anzi due, onde evitare che al terzo giorno debba risentire le loro lamentele. I due giovani marrani la aprono e d'improvviso scoprono che quei cereali non fanno più per loro. E così resta una scatola intera sigillata e una cominciata. E i mobili della cucina sempre un po' più affollati. Che fatica! 

Ingredienti per circa 25 polpette (così siete a posto anche per il giorno dopo)

1 broccolo
2 patate medie
2 carote grandi
1 uovo
2 tazze di corn flakes
mais per panatura o altri fiocchi di mais tritati finemente
150 grammi di formaggio emmenthal, gouda, o roba del genere che abbiate in frigo
1 cucchiaino di zenzero in polvere

Per la salsa allo yogurt 
150 grammi yogurt bianco (magro o grasso, oriundo o greco, fate voi)
50 grammi di maionese
1 cucchino scarso di sale fine
1 spolverata di zenzero 


Ovviamente ricorderete il nostro trattatello sui cibi afrodisiaci. Ebbene, fino al 14 ci dovrete sopportare con questa tiritera. Vi ricordo le virtù dello zenzero:

"Zenzero


È il re delle spezie afrodisiache. Consigliato dalla medicina ayurvedica come rimedio all'impotenza. In quanto agisce come vasodilatatore  può forse  contribuire a migliorare l'efficienza sessuale. "
Ne potevamo forse fare a meno?
Dunque, andiamo avanti:

Pulite, tagliate e lessate al dente le verdure, tritatele grossolanamente. Tritate grossolanamente anche i fiocchi di mais; se non avete mais per panatura tritatene finemente una parte. Tagliate il formaggio a cubetti. Mescolate tutti gli ingredienti e fatene delle palline. Accendete il forno a 180° e foderate una teglia con carta da forno. Fate delle palline con l'impasto e rotolatele sulla panatura. Infornate a forno caldo per 10- 15 minuti.
Miscelate yogurt e maionese e condite con sale e zenzero.

Servite le polpettine calde, accompagnate dalla salsa di yogurt. Questa ricetta ha l'enorme vantaggio di poter essere preparata il giorno prima e riscaldata in forno alla bisogna. Dunque non dovrete spadellare proprio il giorno X! Vi pare poco?

mercoledì 28 gennaio 2015

Rosti sperimentali alla paprica: ricettina semplice per non perdere l'abitudine...

Come gli alcolisti che si sono disintossicati hanno terrore della bottiglia, io che sono stata lontana e ho faticato a riattivarmi sul blog ho un po' di terrore di bloccarmi di nuovo... Ahahah! Niente di così tragico, ma questo spazio ritagliato con fatica me lo ero tirato sù, come si dice dalle mie parti, con le mollichine, e lo stop mi è proprio pesato... Così mi sono fatta la promessa di cercare di postare almeno un paio di volte alla settimana, per non perdere di nuovo l'abitudine...
da qui questo post, semplice come questa ricettina: i rosti di patate.

Niente di più facile: patate, poco olio, sale, paprica. Tutto a occhio, secondo i vostri gusti.


Si sbucciano e si sciacquano le patate e si dà loro una tritata grossolana, si aggiunge al trito un filo d'olio, una macinata di sale, una spolverizzata di paprica e si mescola il composto...

Si deposita una cucchiaiata di composto su una teglia leggermente unta di olio evo e si appiattisce a farne una specie di cialdina. Si inforna a 180° per 10- 15 minuti per lato e si serve, caldo, tiepido o freddo, da solo o come base per stuzzichini, che poi proveremo a cucinare. 
Tutto qui.
Hanno un solo difetto, siccome vanno via che è una bellezza, anche se ne preparate qualche teglia sembreranno sempre pochi! 


Ciao a tutte e a tutti!




sabato 3 agosto 2013

I regali di Ornella e un po' di tradizioni culinarie

Come l'anno scorso è tornata Ornella e i suoi regali dell'orto; non c'è modo migliore per ringraziarla che mettersi al lavoro! Intanto comincio a soffrire di nostalgia per le vacanze mancate!



Anche quest'anno Ornella ha voluto regalarci un po' del suo raccolto: oltre ai fagiolini della ricetta del post omonimo e alle bacche di sambuco della ricetta della marmellata, pomodori, peperoni ecc.

E siccome quest'anno mi sa che non potrò andare all'Elba (causa piedone), ho deciso di annegare la nostalgia mangiando, e mi sono fatta insegnare da zia Mara un piatto elbano: il gurguglione!
Prima di parlarvi di questa ricetta vi parlo della cucina elbana, che forse non si può chiamare tale, ma che si potrebbe dire, per fare un paragone con la lingua, una sorta di dialetto culinario, che reinterpreta alcune ricette toscane, soprattutto livornesi, attraverso particolarità sue proprie, filtrate attraverso gli influssi dei vari popoli che si sono susseguiti nella dominazione dell'Isola. C'è anche da dire che la cucina elbana è diversa per zone,  ciascuna delle quali poteva contaminare poco culturalmente le altre, perché ancora negli anni cinquanta del  XX secolo c'erano persone che non si erano mai mosse dalla loro provincia. Le strade principali che collegano le varie parti dell'isola, del resto, sono proprio di quegli anni. La zona che conserva la tradizione culinaria più antica è proprio  quella in cui hanno la casa i parenti di mio marito, ovvero Rio nell'Elba. "I Riesi non si sono mai spostati dal loro territorio fino alla fine dell'Ottocento, e anche quando anche partirono per le Americhe, ritornarono sempre, a differenza di altri abitanti di altre zone dell'Elba, che si sono radicati in società straniere. Ciò dipende dal fatto che i riesi (-) hanno saputo affrontare la povertà con fantasia, ottenendo dai loro poverissimi piatti risultati culinari sorprendenti per la loro bontà".* 



Dal punto di vista gastronomico si nota una forte influenza orientale, dovuta alle varie invasioni dal mare per opera dei pirati saraceni e da altre forze navali del mondo musulmano dal 1200 fino alla costruzione di Cosmopoli (Portoferraio), intorno alla metà del XVI secolo. Ma non solo gli arabi furono presenti, in questa parte dell'isola: anche gli spagnoli si fecero sentire. Proprio vicino a Rio Marina, infatti, già nel 1603 crearono la fortezza di Longone e il primo nucleo dell cittadina di Porto Longone (oggi Porto Azzurro). Se ne sarebbero andati solo un secolo dopo. Le tracce che avrebbero lasciato nella cucina sono importanti: dal'uso frequente del peperone al nome di alcune pietanze, tra cui quella che vi presento oggi.

A  dire il vero le case dei miei cognati non sono a Rio nell'Elba, ma a Rio Marina, paese di marinai prima e minatori poi, nato nel XVIII secolo, epoca in cui le scorrerie dei pirati non erano più così frequenti come in passato. Qui, più che a Rio paese, oltre alle verdure, la cucina impiega moltissimo pesce, con versioni autonome di cacciucco (anche se quella vera, fidatevi, è di Livorno) e l'impiego di ingredienti e ricette nate per una lunga conservazione, perché destinate ai marinai.




Questo piatto, che già dal nome denuncia l'influsso spagnolo, è il "gurguglione", uno stufato di verdura in cui prevalgono i peperoni, tipicamente spagnoli. Non a caso piatti analoghi si trovano nella Spagna del nord e nel sud della Francia. Vi dice niente la Ratatuille?

Il gurguglione

Ingredienti
3 patate grandi 
2 peperoni rossi
2 peperoni gialli
2 peperoni verdi di media dimensione
1 melanzana
3 zucchine
5 pomodori grandi
3 carote (la ricetta originale non lo prevede ma io le avevo in frigo)
2 cipolle medie
1 bicchiere di olio evo 
1 bicchiere di acqua

Procedimento
Lavate, pulite e affettate le verdure

 Affettate le cipolle e fatele soffriggere in una padella molto capace con l'olio; appena imbiondiscono aggiungete l'acqua (fate attenzione e  non ustionatevi, per favore!) 

Aggiungete tutte le altre verdure e incoperchiate. Dopo circa quaranta minuti sarà pronto. Regolatevi comunque sentendo la consistenza delle varie verdure con la forchetta.


Degustatelo con un buon bicchiere di Rosso dell'Elba DOC, possibilmente sul terrazzo, e sentitevi in vacanza. Buon appetito

domenica 20 gennaio 2013

Gli sformatini di verdura


Se avete la pazienza di guardarvi questo video (vi garantisco che ne vale la pena), tratto da un film culto della mia famiglia, saprete cosa rischia chi non apprezza i miei sformatini:


tratto Le follie dell'imperatore (The Emperor's New GrooveLe follie dell'imperatore (The Emperor's New Groove), un film d'animazione del 2000 prodotto dalla Walt Disney Feature Animation e distribuito dalla Walt Disney Pictures ( fonte wikipedia)

Ahahahah! Troppo forte!
Comunque: ecco a voi i MIEI sformatini di verdure:

Voi direte che non vale la pena esaltarsi tanto; può essere, ma io ne vado fiera, perché attraverso di loro sono riuscita a fare mangiare i broccoli ai miei figli da quando erano piccoli (e ci riesco tutt'ora, cosa ben più complicata...) senza ricorrere a ricatti o a lunghe dissertazioni, più o meno terroristiche, su quanto il cavolo e i suoi parenti siano benefici per l'organismo.

Ingredienti per 16 sformatini
3 hg di cime di broccolo
3 patate grosse 
4 carote medie
1 uovo 
2,5 hg di formaggi grattugiati (io metto di solito il grana e l'emmental, ma anche altri formaggi che ho in frigo, senza andare troppo per il sottile)

Procedimento
Scottate le verdure al dente (io ho delle pentole che consentono di bollire le verdure con pochissima acqua, ma va bene qualsiasi tecnica, purché le verdure siano un po' cotte; dunque si possono fare anche al vapore, in modo che conservino più valori nutritivi possibile) e tritartele grossolanamente. Io lo faccio con un robot da cucina, ma qualsiasi mezzo può andare; quello che conta, in cucina come nella vita, è il risultato.
A questo punto amalgamate l'uovo leggermente sbattuto e il formaggio grattugiato e mettete negli stampini.
Cuocete in forno a 180° per 15 minuti, poi abbassate i gradi fino a 140° e lasciate altri 10 minuti. Sapete però che si declina ogni responsabilità circa la cottura, perché i nostri sono solo suggerimenti, mentre il vostro forno ha un suo carattere e le sue potenzialità e solo voi potete conoscernere limiti e possibilità (un po' come per i figli e per gli animali domestici). 
Buon appetito e occhio ai commenti negativi! Ahahaha!



sabato 10 novembre 2012

Il laghetto di carote

Questa è una ricetta banalissima, che però ha il grande merito di far mangiare le carote lessate a chi non le mangerebbe mai!
I bambini e le bambine della mia classe (sezione 4 anni) mi chiedono sempre il bis! Anche quelli che quando hanno le carote lesse nel piatto le scansano come se fossero contaminanti per il resto del cibo.. Siccome mentre mangiano racconto sempre loro la ricetta della pietanza che stanno consumando, adesso farò così anche con voi: si prendono delle patate, si sbucciaso e si lessano; poi si prendono delle carote, si grattano e si lessano anch'esse. Quando sono lessate si prendono un po' di patate, e un po' meno di carote. Fate conto, voi che dovreste forse rifarla, almeno 2/3 di patate e 1/3 di carote. Non esagerate con le carote, perchè altrimenti permeano tutta la preparazione del loro sapore tipico e l'esperimento fallisce. Quando le verdure sono lessate, si passano con lo schiacciapatate, o si frullano nel robot da cucina (io parlo loro del passaverdure perché quando lo usano si esaltano! I robot invece li porto a scuola solo in caso di emergenze,  come quando a Natale scorso abbiamo allestito il buffet per tutti i genitori -nella scuola ci sono 75 bambini, fate voi due conti-). A quel punto si mette la purea in una pentola (un pentolone, io parlo loro di un pentolone, quello della nostra cuoca), si aggiunge un po' di latte (circa un bicchiere per 500 grammi di purea) e un po' di burro (circa 50 grammi) e si mescola bene, a fuoco dolce, fino a farlo sobbollire. Ed ecco che il laghetto di carote è pronto! In questa versione, che piace molto al mio grandiglione, è poco laghetto e molto purè, perché le consistenze troppo molli non ci piacciono. Nel caso dei bambini si può aumentare la dose di latte. Tanto per continuare a parlare di scuola, c'è da dire che per quanto questa ricetta sia amata dai bambini e dalle bambine tanto è odiata dalle insegnanti, soprattutto da quelle del Nido, perché i piccolini sono invogliati dalla consistenza a farci varie cose, tipo la maschera facciale o il balsamo per capelli, e dopo è un'impresa titanica toglierlo dalle piegoline del collo senza poter fare loro il bagnetto (e dopo mangiato proprio non è il caso di ammollare le creature).  Ora che ci penso; è da un po' che non vedo a mensa il laghetto di carote...Che le insegnanti del Nido abbiano vinto la loro battaglia?
 Comunque, giusto per lasciare l'abito da maestra e riacquistare una professionalità da foodblogger questi sono gli ingredienti precisi (almeno per la versione che faccio io):
300 grammi di patate
200 grammi di carote
100 ml  di latte
50 grammi di burro

p.s. ovviamente, in caso di intolleranza al lattosio, il latte si può sostituire con latte di soia o di riso e il burro con margarina vegetale. 




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