lunedì 3 marzo 2014

Il coraggio di avere un sogno

Vi è mai capitato, quando avete un pensiero fisso, di trovare in giro, nel corso della giornata, nei posti più disparati, indizi che vi riportino misteriosamente al vostro "chiodo"? A me sta succedendo adesso. Sono bloccata a casa da un colpo della strega (brutta, 'sta strega e soprattutto molto vigorosa nel dare i colpi) e quindi ho colto l'occasione per viaggiare un po' nel web, tra i vostri e altrui blog... Così, viaggiando viaggiando, mi sono imbattuta in questo post, dall'evocativo titolo: 


"Giveaway: I have a dream". 

Le regole sono:
1. Lasciate un commento e raccontatemi qual'è il vostro sogno più grande.      
2. Diventare lettori fissi del blog
3. Condividete dove preferite              
Il sogno da cui si parte è quello di Mary del blog "La pansè di Mary": oggi è il suo compleanno, e il compleanno è un evento che porta ai bilanci e dunque alla riflessione sui sogni realizzati, ancora sognati , o smessi di sognare. E voi lo sapete che questo dei sogni è uno dei miei attuali chiodi fissi. 
Ebbene, visto che sono in un periodo favorevole all'outing, colgo anche quest'occasione. Il mio sogno più grande è quello di fare la scrittrice. Lo so che può sembrare infantile. Lo so che molte di voi penseranno che, a giudicare dal tenore dei miei post, più che un sogno questo mio è una velleità.... Ma è anche vero che nel mio romanzo io ci credo. Perché un romanzo io ce l'ho, nascosto da ormai dieci anni nelle profondità immateriali della memoria del mio pc. E' il coraggio di lasciarlo andare per la sua strada che mi difetta. O forse, come mi ha detto un'amica, speravo per lui una presentazione tradizionale, una sorta di matrimonio in bianco con i lettori, con editore vero che mi facesse la proposta ufficiale e io in lacrime a dire "si lo voglio!".  E forse speravo per lui una bella pubblicazione in carta e brossura, che si potesse toccare e odorare, come tutti i libri che si rispettino, come tutti i romanzi che ho amato e stretto tra le mani, perché qualcuno finalmente portasse anche lui in giro, magari al supermercato, o sulla metropolitana, avido delle sue righe....
Ebbene, invece così non è stato. Il mio libro è una zitella attempata (e non una single consapevole, perché lui un "marito" lo ha cercato davvero... e perché dieci anni non sono pochi, per un libro. Non so come si calcolino gli anni reali dei libri, forse non come quelli dei gatti, ma almeno 3 per uno forse sì..) snobbata dagli editori ufficiali. E' piaciuto molto solo a chi non poteva pubblicarlo. Chissà perché. Dunque, credo che valga la pena di tentare la strada dell'e-book. O almeno non ho nulla da rimetterci... E allora perché ancora non l'ho fatto? 
Intanto l'ho nominato, questo mio prodotto sudato e faticato e poi nascosto e taciuto.
Il che, oggi, è già qualcosa.

Vi abbraccio (stortignaccola e deboluccia, ma con il solito affetto)!



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