domenica 9 marzo 2014

Festa sì o no?


Vi avevamo lasciato con un conflitto in corso: la pasionaria Viola detesta questo imbarbarimento  che  ha trasformato una giornata di rivendicazione  nella sagra della z.....la. Puntualizziamo:  la volgarità che imperversa purtroppo nelle pubblicità, con manifesti di strip maschile e diffusione di gadget vari, tipo cioccolatini a forma di fallo, ecc, non piace neanche a me. Io penso però che non sia affatto vero che le donne siano state cotanto liberate, tanto da non avere più bisogno di un giorno che ricordi l'esigenza di riconoscere loro i diritti inalienabili di persone. Di certo non lo sono tutte quelle di ogni generazione attualmente vivente. E anche se in famiglia avessimo tutte (?) conquistato l'agognata parità (??) è all'ordine del giorno sentir parlare di soffitti di cristallo e contratti in cui si fa apporre la firma della lavoratrice sulla lettera di licenziamento, che il datore di lavoro può tirar fuori al bisogno, ovvero in caso di sopraggiunta maternità. E vogliamo parlare delle donne del terzo e quarto mondo? Di certo alla maggior parte di loro nessuno regalerà un mazzolino di mimosa o un grano di attenzione. Neppure, per lo più, i loro politici. Figurarsi i governanti. E figurarsi i governanti del primo mondo! E, a casa nostra, nel Primo mondo, i femminicidi, cosa nascondono? Un esubero di potere femminile? Dunque, altro che Festa della Donna ci vorrebbe, qui! Quando ero alle superiori facevamo delle manifestazioni che servivano ad attirare l'attenzione sui problemi di quella che allora (1980) si chiamava "L'altra metà del cielo", ed erano momenti di coinvolgimento delle donne di ogni generazione, di ogni credo politico e di ogni ceto sociale. Oggi purtroppo questo tipo di eventi non è quasi più ripetibile (a parte le manifestazioni di "Se non ora quando", encomiabili ma infrequenti!). Ma non rinunciamo al fatto che almeno un giorno l'anno si apra l'annosa polemica se la donna sia o no pari all'uomo. Ce n'è ancora bisogno, credetemi.


Segnalibro pasionario (così Viola impara)

A me la mimosa piace....e l'8 marzo pure


CIAO A TUTTE !!!!!!!!!!!!!!!!!!

16 commenti:

Barbs LeCupcake ha detto...

anche io ho atteso l'ultimo secondo per un post a riguardo, non so quanto bisogno ci sia di una sagra della z. ma forse hai ragione, di un giorno come memento non se ne dovrebbe fare a meno

Cecilia Testa ha detto...

Ciao Barbs, sono passata da te: il tuo post è molto bello: abbastanza soft da incuriosire, ma abbastanza profondo da indurre alla riflessione. Piacerà di certo anche a Viola. Che farà meno fatica di me a leggere in inglese..Ahahaha! Un abbraccio

Silvia Brisigotti ha detto...

Si, sagre a parte, purtroppo se si fanno certe cose l' 8 marzo è perchè qualcuna le va a vedere, altrimenti se in certi locali ci fosse il vuoto cosmico, cambierebbero genere, sono d'accordo con te che è ancora mooolto necessario l'8 marzo, sai, facilmente ci si dimentica che ci sono certi problemi, quindi è bene lasciare un promemoria, almeno per chi ha la testa per rifletterci!! Bellissimo il segnalibro, Viola non può non apprezzare!!
Un bacione!!

simona gentile ha detto...

Si Viola ha ragione!comunque le mi mimose sono bellissime.... buona domenica simona

Stefano Salvadorini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Stefano Salvadorini ha detto...
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Cecilia Testa ha detto...

Ciao Silvia, io credo che chi va a vedere quegli spettacoli abbia avuto un problema educativo forte, lo stesso che ha coltivato veline, baby squillo e "politiche" che accettano di travestirsi da suore e infermiere sexy. Tra le azioni positive che dovremmo intraprendere è centrale la diffusione di una cultura che promuova l'inalienabilità della dignità della donna e che sostenga i suoi diritti di persona sempre. Ciao cara, buona Festa della Donna 365 giorni l'anno!

Cecilia Testa ha detto...

Ciao Simona, allora anche a te buona Festa della Donna 365 giorni all'anno!

Cecilia Testa ha detto...

Post Scriputum: i commenti eliminati sono dovuti ad un mio errore: sono entrata nel blog con il profilo di mio marito... Non temete lo stolkeratore...Piuttosto un'imbranata matricolata!

Silvia Tine Prenna ha detto...

Sacrosante parole, Cecilia. Anch'io non apprezzo quando questa vesta viene celebrata come un addio al nubilato in larga scala, con gli spogliarelli e le sbagasciate (ops) di vario genere. Non apprezzo nemmeno i casi di vittimismo di quelle donne che credono di potersi permettere determinate scorrettezze "perché sono donne" e se la legge va loro contro allora si tratta di una discriminazione sessista... Purtroppo, però, i contratti di licenziamento da firmare in bianco esistono e continueranno ad esserci finché TUTTE le donne non si rifiuteranno di accettarli e la legge sarà più severa a riguardo. Ci sono ancora tanti casi nel mondo di disparità, violenza ed emarginazione che riguardano le donne... Per questo vale la pena, più che di festeggiare, di celebrare questa ricorrenza. Magari con qualche fallo finto in meno e un po' di consapevolezza in più.

Hamina ha detto...

Sono pienamente d'accordo con Silvia, che mi ha preceduta.
Buona serata.

Cecilia Testa ha detto...

Ciao Silvia, ciao Hamina, davvero quello che andrebbe fatta è una battaglia per la consapevolezza di tutte le donne. Io credo che nel nostro piccolo tutte noi possiamo fare qualcosa. Anzi, che qualcosa, nel nostro piccolo, lo stiamo già facendo anche semplicemente mettendo le nostre riflessioni nero su bianco e lanciandole nel web! Grazie mille!

Simona correani ha detto...

Ciao Cecilia è un piacere conoscerti Trovo il tuo blog utile ed invitante. Ti ringrazio per essere passata da me, ti seguirò con piacere. A presto Simona

Zonzo Lando ha detto...

Ciao! Passo per un saluto veloce veloce e augurarti uno soplendido pomeriggio :-) Bacioni

Mirella ha detto...

Ciao!!! E' con grande piacere che ti annuncio di averti conferito il premio "The versatile blogger award", perchè seguo spesso il tuo blog ed è sempre fonte di idee e insegnamenti. Tutte le informazioni e le regole del premio le trovi nel post dedicato sul mio blog.
http://mirella-cucinaealtrepassioni.blogspot.it/2014/03/the-versatile-blogger-un-premio.html
A presto!!!
Mirella
Ps: sono d'accordo su tutto!...che male c'è a festeggiarci almeno una volta???? ;-)

astrattamente invenzioni sole ha detto...

pporre la firma della lavoratrice sulla lettera di licenziamento, che il datore di lavoro può tirar fuori al bisogno, ovvero in caso di sopraggiunta maternità

Anche a me mi era stato chiesto di farla, ed io pensavo che era perché così se non gli piaceva come lavoravo, poteva licenziarmi così, cos' poi veramente mi ero licenziata porgendogliela sul tavolo come vendetta xD che deficente che ero stata