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lunedì 2 marzo 2015

Cous cous salvacena (e, volendo, salva-avanzi)

Quando nel frigo restano ingredienti apparentemente "scompagnati", insufficienti, presi uno per uno per uno, a sfamare quattro persone, la cena multietnica diventa una risorsa. Il cous cous lega tutto, polpettine, tacchino al curry e maiale in agrodolce, e quel residuo di minestra di verdure che avanza sempre (almeno in casa nostra). Valgono anche le monoporzioni relegate in freezer e magari dimenticate perché la pizza che occhieggiava da sotto tirava di più... L'importante è che si tratti di piatti dotati di sugo, o al cui condimento si possa dare un aiutino di emergenza con del brodo vegetale magari speziato. 


Qualora invece doveste partire da zero, ecco gli ingredienti e la tabella di marcia
Ingredienti per quattro persone 
400 grammi di cous cous
500 grammi di fettine di arista di maiale
500 grammi di macinato misto
400 grammi di fesa di tacchino
1 uovo
2 tazze di farina (noi amido di mais)
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 peperone verde
tre patate
4 carote
4 gambi di sedano
1 kg di cipolle
3 spicchi di aglio
1 litro di passata di pomodoro
1 bicchiere di vino bianco
1 barattolo di ananas sciroppato al naturale
250 grammi di ricotta
3 cucchiai di zucchero
1 tazza di pangrattato
1 cucchiaio abbondante di curry
2 cucchiaini di paprika
3 tazze di brodo vegetale
olio evo e sale q.b

Tabella di marcia

  1. Pulite le verdure; 
  2. tagliate a dadini due carote, due coste di sedano, due papate e mettetele a bollire in un litro di acqua insieme alle cipolle e alle restanti due patate
  3. tagliate a dadini i peperoni 
  4. affettate le cipolle restanti e mettetele a soffriggere in poco olio evo (per la quantità di olio regolatevi come vostro solito)
  5. tagliate la fesa di tacchino e le braciole, togliendo nervi alla prima e grasso alle seconde
  6. Se prevedete di cuocere in forno le polpette accendete il forno a 180°
  7. mettete metà delle cipolle, lasciandone da parte circa un quarto, soffritte in un'altra padella, riportate a temperatura e unite i peperoni
  8. passate le carni tagliate a cubetti nella farina
  9. quando le cipolle sono divenute trasparenti arrostite i quadretti di tacchino su ogni lato
  10. unite al macinato, in una zuppiera capiente, l'uovo, la ricotta le patate che avrete prelevato dalla pentola con le verdure, il sale e la paprika. Amalgamate bene.
  11. quando le carni nelle padelle saranno sigillate aggiungete metà bicchiere di vino in ognuna e lasciate sfumare a fuoco vivace.
  12. Aggiungete alle padelle con le carni, una volta sfumato il vino, il brodo vegetale e incoperchiate. Abbassate il fuoco al minimo
  13. realizzate delle palline con l'impasto di macinato, ricotta, patate e uovo eccetera, passatele nel pangrattato e mettetele in una pirofila unta sul fondo che infornerete a forno caldo per almeno 20 minuti
  14. prendete quelle cipolle che avevate messo via prima e ponetele in un altra padella dove avrete fatto soffriggere tre spicchi di aglio,  e unite la passata di pomodoro. Unite mezza tazza di brodo vegetale, il sale, la paprika e lasciate tirare. 
  15. Scaduti i minuti di cottura delle polpettine toglietele dal forno e mettetele nel sugo di pomodoro. Lasciate cuocere per 10- 15 minuti. Così almeno 1 condimento è pronto
  16. Spengete il fuoco sotto alla pentola con il tacchino. Controllate  la cottura. Se la cottura è giusta non vi resta che diluire il curry nella tazza di brodo e versarlo nella pentola. Prima verificate la consistenza dell'intingolo; dovesse risultarvi troppo liquida aggiungete un cucchiaio di amido di mais al brodo con il curry. Tenete al caldo
  17. nel frattempo dovrebbe essere arrivata a compimento anche la minestra di verdura: aggiustate di sale, prelevate le verdure intere, frullatele e aggiungete il frullato alla minestra.
  18. Controllate la cottura del maiale; se soddisfacente aggiustate di sale, aggiungete i cucchiai di zucchero e l'ananas tagliato a pezzetti e tutto il liquido del barattolo
  19. Cuocete il cous cous seguendo pedissequamente le istruzioni sulla confezione, impiattate e servite
I condimenti sono ottimi anche il giorno dopo, perché sono tra i pochi piatti che non temono il "riscaldamento"; quindi questa potrebbe essere anche la risposta ad una cena o un pranzo da predisporre prima e poi servire all'ultimo minuto.
Buon appetito



giovedì 20 marzo 2014

Pasta "Sfida all'eco del frigo"


Decisamente devo cambiare qualcosa nella mia vita. Se non riesco più neppure a trovare il tempo di fare la spesa come si deve, mi sa che devo decidermi a fare quelle benedette schede organizzative che vi avevo mostrato qualche tempo fa....Intanto, però, la cena incombe. Ieri abbiamo fatto una minestra di fagioli in scatola con secondo di piselli alla pancetta. Due legumi in una botta. Forse è il caso di introdurre nella nostra dieta qualche verdura fresca... Ma nel frigo impietoso, (io ho un modello antiquato, di quelli che non si riempiono da soli...) c'è giusto qualche  carota reduce da un pinzimonio di due giorni prima e tre (3!) falde di peperone. Un po' pochino per improvvisare qualcosa. Intanto metto su l'acqua per la pasta, poi qualcosa in mente mi verrà. Per fortuna le cipolle del cestino della dispensa non hanno ancora messo radici; qualche ciuffetto è loro un po' cresciuto, ma la tolleranza delle diversità è il mio forte. Dunque, metto il padellone al fuoco, quello con cui mio marito incendia una volta l'anno la cucina, e faccio scaldare un po' d'olio. Affetto le cipolle e le lascio soffriggere un po'. Poi aggiungo le carote. Qualcosa dal congelatore mi salverà, me lo sento. Ma il congelatore è della stessa marca del frigo. Ergo, trovo solo un cubotto di brodo di verdure, quasi limpido, reduce da una vellutata fatta con un esubero di acqua. Aggiungo alle cipolle e le carote che solitarie intanto stufano, perdendosi un po' nel padellone delle feste, le falde di peperoni fatte anch'esse a tocchetti e infine il brodo, con un po' di sale. Butto la pasta. Sono pronta a lanciarmi allo sbaraglio. I miei figli sono ben educati, e non mi tirerebbero mai addosso un piatto di pasta, anche nel caso in cui a loro non piacesse, o addirittura facesse proprio schifo. Sono piuttosto i tipi che la passerebbero sotto l'acqua bollente per ripiegare su una pasta a burro stile mensa scolastica. Sono molto giovani e i loro stomaci ancora temprati da quelle fatiche. Scolo la pasta al dente: già che sono in ballo, decido di ballare per bene. Faccio saltare i fusilli senza glutine (ulteriore azzardo, perché la pasta senza glutine non sempre regge il salto..) nel condimento e aggiungo un giro di olio di quello buono e impiatto. Sorpresona! Questa pasta è buonissima!!! L'avrà benedetta il santo che sostiene le madri poco organizzate o quello che protegge i figli delle donne troppo impegnate, fatto sta che ce ne saremmo mangiati un paio di piatti ciascuno! E invece avevo perfino sbagliato le dosi della pasta, e ci siamo dovuti accontentare di un piattino a testa! Per fortuna i ragazzi avevano per dessert i dolcetti fatti da Viola per la festa del papà, venuti troppo male in foto per mostrarli qua ma troppo buoni per reggere all'assenza di un papà che festeggerà il giorno dopo a quello stabilito dal calendario!

Ingredienti
Pasta corta per tre persone
2 carote tagliate a tocchetti
1 peperone anch'esso tagliato a tocchetti
2 cipolle
una tazza di brodo vegetale
sale e olio evo q.b.

Procedimento
Fate soffriggere le cipolle, poi le carote e infine i peperoni. Aggiungete il brodo e il sale e fate tirare qualche minuto. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel condimento. Condite con un ulteriore filo di olio evo e servite. 
Buon appetito!

venerdì 6 dicembre 2013

Addobbi a costo zero (o quasi!!!)

A gentile richiesta, questo post partecipa alla raccolta: 






Sapete che noi siamo delle riciclatrici compulsive, tanto che dalla smania di riciclare conserviamo mucchi di roba di vario genere, mucchi questi ultimi che stanno assumendo delle dimensioni inquietanti. In casa nostra (comprendendo con questa parola le nostre estensioni murarie e non, quali la casa mezza distrutta che prima o poi dovremmo ristrutturare, il garage nostro e quello della mia mamma, il portabagagli della mia macchina..) si può così trovare dall'ago al milione, come dice un vecchio detto. Abbiamo davvero di tutto. Per questo prima o poi ci lanceremo in post in cui spieghiamo l'uso della fiamma ossidrica sul litio di recupero e la finitura all'ossido liquefatto... Ma, qualora la maggioranza di voi non sia costituita da accumulatrici compulsive degne di qualche programma TV, credo che non abbiate a disposizione materiali assurdi... Del resto, il proporre materiali assurdi è una caratteristica delle riviste specializzate, che spesso mostrano oggetti carini che sembrano ad una prima occhiata essere a buon mercato. Poi però,  quando si va a leggere la lista dei materiali, si scopre che  si è usato il platino fuso sul cristallo di rocca. ...E dunque la decorazione che vuoi realizzare ti verrebbe a costare come una statua di Swarowsky!!!
Di tutt'altro segno sono questi addobbi, realizzati con cartone da imballo proveniente da una volgare scatola tagliata, carta velina(nello specifico quella da scatola da scarpe), colla, spago e qualche fruttino finto racimolato da decorazioni passate, che può essere sostituito, se siete in vena di risparmio integrale, da analoghe creazioni in pasta di sale. Più di tante parole abbiamo deciso di mettervi lo schema per ciascuna decorazione. E' molto artigianale, ma ci è sembrato comunque comprensibile. Speriamo lo sia davvero...


Biscotto panna e fragole
A: cartone ondulato
B: carta velina arrotolata a cordone
C: fragolone di plastica
D: bacche di plastica






Fetta di torta panna e ribes
1': cartone ondulato dalla parte dell'ondulazione
2': carta velina messa in uno strato voluminoso
3: carta velina avvolta a nastro e poi piegata a zig zag
4': bacca di plastica
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Tortina alla fragola
A': cartone ondulato
B': carta velina a nastro e poi stretta a serpentone
C': carta crespa rossa
D': spago
E': fragola di plastica



Crostata
1:  spicchi di cartone ondulato
2':  carta velina piegata e un po' appallottolata per fare volume
3': strisce di cartone ondulato
4': bordo di cartone ondulato, lungo quanto la base dello spicchio


Semplicissimi questi ultimi fatti solo con due o più strati accoppiati e decorati poi con gel in rilievo, stelle di das, carta adesiva rossa o qualsiasi cosa sia a portata di mano e di riciclo.


La tecnica è semplice e si presta a numerosi usi, dai wafer ai muffin. Anche le scatole possono essere decorate (o create, perchè no?) con la stessa tecnica. Insomma, spazio alla fantasia e al riciclo!

                          

E prima di mettere mano al cassonetto, ci raccomandiamo: pensateci bene!

domenica 1 dicembre 2013

Scatola cake design di riciclo (e di riciclo è anche il post...)

Potremmo definire questa serie di post: un' idea al giorno per Natale, se solo fossi sicura di farcela ogni giorno a postare un'idea... Intanto faccio presto, visto che mi riciclo da sola... Anche oggi infatti ripropongo un'idea dell'anno scorso, che spero vi piaccia e vi possa essere utile. Avete presente le bottiglie di vino, quelle con una certa prosopopea,  che vengono regalate per le grandi occasioni? Ebbene, io ne ho diverse. Una buona idea per un'amica che si diletta di cake design è quella di realizzare con una di queste scatole un contenitore dove riporre coloranti alimentari (che sporcano come poche altre cose al mondo). A seconda di quanto vogliate spendere potrete dotare la scatola di materiali e accessori. Potrebbe essere anche una confezione di lusso per un regalo alimentare, ma se fossero davvero cupcake devo avvertirvi che  questo tipo di confezione non garantisce il mantenimento della freschezza dell'alimento. Ma potrete sempre ovviare al problema confezionando i cupcake "all'ultimo tuffo"....

Occorrente

1 scatola di legno da bottiglia di vino
carta vetrata fine
colore acrilico nero
nastro di carta da carrozzieri
pennelli 
  • 1 piatto, 
  • 1 a punta fine
centrino di pizzo di carta rettangolare
forbici
colla vinilica nelle seguenti diluizioni
  • a) 3 cucchiai da minestra di colla e 1 cucchiaino di acqua
  • b) 5 cucchiai da minestra e 1 cucchiaino di acqua
carte da decoupage con disegni a tema pasticceria
flatting  

Procedimento
  • Se c'è bisogno eliminate dalla scatola eventuali elementi che trattenevano la bottiglia e passate la carta vetrata per eliminare le possibili asperità. Spolverate bene  e dipingete il coperchio con il colore acrilico.  
  • Create una striscia da colorare di nero sul corpo della scatola con il nastro di carta e colorate anche quella. Lasciate asciugare almeno 12 ore l'acrilico tra una mano e l'altra. E' una prudenza forse eccessiva, ma se avete tempo avrete una resa migliore. Togliete il nastro di carta solo quando il colore sarà perfettamente asciutto. 
  • Tagliate il centrino in modo da realizzare una striscia che incollerete sul tappo della scatola e incollatela con la colla vinilica in diluizione a). 
  • Spalmate la colla in diluizione b) su tutta la superficie del centrino e lasciate asciugare perfettamente.
  • Intanto ritagliate dalla carta da decoupage i vostri soggetti e provateli sulla scatola per decidere in che posizione attaccarli definitivamente. Quando sarete soddisfatte della posizione procedete all'"attaccamento". Per eseguire questa operazione sul coperchio dovrete attendere un po' di più, ovvero che il centrino sia perfettamente asciutto. 
  • Una volta che avrete attaccato tutti i vostri soggetti di carta, spennelatevi sopra della cola vinilica b)
  • lasciate asciugare almeno una notte e passate una mano o più mani  di flatting, seguendo i tempi di essiccazione in base alle indicazioni della confezione

martedì 24 settembre 2013

Un riciclaggio di tutto rispetto: lo zuccotto

A Viola è presa la mania dello zuccotto! Sarà stata l'abbondanza di pan di Spagna, sia alla vaniglia che al cioccolato, dovuta alla creazione delle torte decorate degli ultimi giorni, sarà l'amore per la crema chantilly, che sembra il must della stagione, sarà che noi ci facciamo un vanto di essere riciclone, com'è come non è, questo dolce è andato a go go, in quest'ultimo periodo. Lo zuccotto, del resto, ha delle qualità intrinseche: è veloce a farsi (una volta che si abbiano a disposizione i "materiali", ovviamente) si lascia riempire di ogni ben di dio e congelare di buon grado. Una volta scongelato, poi, è "come nuovo", ovvero non dà mai la sensazione di essere un avanzo, cosa che potrebbe rendere un dolce "importabile" a qualche invito a cena da amici, per esempio...Ma non ci sbagliamo su una cosa: se il consiglio che vi diamo è di utilizzare questo dolce per smaltire gli avanzi di pan di Spagna e creme in esubero, c'è da dire però che si tratta di un semifreddo ottimo, come direbbe Totò, a prescindere. Qui ve ne presentiamo due versioni: uno alla crema chantilly e uno alla crema al cioccolato. 
Ingredienti
500 grammi di Pan di Spagna alla vaniglia e al cioccolato; la ricetta la trovate qui: http://cecieviola.blogspot.it/2013/07/pan-di-Spagna-sprint-per-una-romantica.html, ma la ripostiamo per praticità: 
Pan di Spagna semplificato
Ingredienti (per una torta quadrata di tre strati di pan di Spagna di 36 cm di lato)
15 uova
1 kg di zucchero
1 kg di farina
3 decilitri di latte
20 grammi di lievito in polvere
il succo di mezzo limone

 Procedimento
Montate a neve gli albumi con metà dello zucchero e battete i tuorli con l'altra metà, in modo da ottenere un composto cremoso e soffice.
Aggiungete al composto di tuorli e zucchero la farina setacciata con il lievito e il latte. Quando questo composto sarà perfettamente amalgamato unite gli albumi montati a neve ferma, in modo molto delicato affinché tutto l'impasto non smonti.
Versate nella tortiera e fate cuocere a 170° per 30 minuti. 
La presenza del lievito nell'impasto, anomala per il tipo di ricetta, fa sì che si possa tenere più basso il numero di uova e che il risultato sia sempre certo. Il mio pan di Spagna, ad esempio, non monta mai!

 bagna al liquore q.b.
(Ingredienti
1 bicchiere di acqua 
cinque cucchiai di zucchero semolato
un bicchierino di liquore al mandarino
Procedimento
Scaldate l'acqua e scioglietevi lo zucchero; lasciate raffreddare e unite il liquore. Imbibete il dolce una volta che la miscela si sia completamente raffreddata)

500 grammi di crema chantilly
La ricetta la trovate qui
                                                                  Crema chantilly
4 tuorli
100 grammi di zucchero
50 grammi di farina
mezzo litro di latte
una bustina di vanillina
300 grammi di  panna montata zuccherata

Procedimento
  • Mescolate i tuorli con lo zucchero e poco latte; mettete intanto a scaldare il resto del latte.
  • Aggiungete alla miscela la farina setacciata
  • Aggiungete il restante latte tolto dal fuoco continuando a mescolare
  • Fate bollire a fuoco dolcissimo per almeno due minuti, senza mai smettere di mescolare. 
  •  Togliete dal fuoco e fate raffreddare, ricordandovi di mescolare di tanto in tanto per non far venire la pellicina sopra alla preparazione.

Foderate il contenitore che avete scelto con pellicola da cucina. Se avete  uno stampo in silicone potrete evitarvi questa operazione.
Tagliate in una fetta sottile il pan di Spagna e poi a quadrati regolati. Componete dunque i quadrati all'interno del contenitore.
Bagnate abbondantemente con la bagna fredda.
Versate la crema fino a riempire un terzo dello stampo. Se volete potete cospargete la crema di gocce di cioccolato o di canditi.


Realizzate uno strato intermedio di pan di Spagna con altri quadrati, dopo averli imbevuti di bagna da un lato. Una volta collocati bagnateli di nuovo


Versate altra crema fino a riempire tutto lo stampo



Una volta sformato potete decorarlo come volete. Qui Viola ha usato della panna montata data con la sac a poche




Volendo potete sbizzarrirvi nel fare le forme con il pan di Spagna: questo ad esempio è stato fatto a striscie. Il ripieno  di crema al cioccolato; la cui ricetta è qui:  
http://cecieviola.blogspot.it/2013/04/metin-2-cake-quando-la-filosofia-si.html, ma che ripostiamo per facilitarvi e perché ve la consigliamo: 
Crema al triplo cioccolato
Ingredienti
100 grammi di crema pasticcera
25 grammi di cacao in polvere zuccherato
80 grammi di cioccolato fondente
2 cucchiai abbondanti di crema spalmabile alla nocciola (noi non usiamo la nutella)

Il procedimento prevede il semplice mescolare garbato delle varie creme, e l'aggiunta del cioccolato fuso solo dopo che questo si sia raffreddato.

e una bagna al caffè corretto al rum, dall'esito, mi dicono, libidinoso!
Ingredienti:
Tre tazzine di caffè espresso lungo
cinque cucchiai di zucchero
un bicchierino di rum
Procedimento
Miscelate gli ingredienti e lasciate raffreddare prima di utilizzare sul pan di Spagna






Se toglierete dal freezer il vostro zuccotto poco prima di uscire, arriverà belli tonici a casa dei vostri ospiti (purché non abitino in un'altra città, ovviamente, o che non approfittiate del viaggetto per farvi una bella camminata tonificante...), in tempo per essere collocato in frigo e arrivare così alla temperatura e alla consistenza ottimali in tempo per la fine della serata. E vedrete che farete la vostra bella figura!

giovedì 22 agosto 2013

Cheesecake svuotatutto


Sono giornate di furiose pulizie, queste. Il piedone non più piedone fa qualche progresso, grazie anche alla fisioterapia, e anche il ginocchio mi pare aver ripreso un po' della sua pieghevolezza (non totale, ma accontentiamoci). Siccome è saltata causa fratture e acciacchi la manutenzione annuale che faccio alla casa nel mese di luglio, sto cercando, con altri tempi (meno frenetici di quelli abituali), di rimettermi in pari. Se quando avevo ancora il gesso sono riuscita a ritingere e a ritoccare la cucina e a pulire di cima a fondo dopo la pittura fatta da Viola le camere dei ragazzi, ora che posso salire di nuovo sulla scala ho affrontato lo svuotamento e la saponata dei pensili della cucina. Non sono tollerabili, in questi frangenti, bustine ammezzate e barattoli semivuoti. E siccome la cucina non può dirsi finita se non si sbrina il congelatore, anche i contenitori qui conservati hanno i minuti contati. Da qui è partita una campagna di riciclaggio senza se e senza ma. Certo il mio oltranzismo riciclatorio non arriva ad abbinamenti pericolosi, tipo il granchio e gli amaretti in briciole, ma tutto il possibile deve essere fatto! 
 La prima di queste ricette è questa: la Cheesecke svuotatutto, che riutilizza gli avanzi sbriciolati in fondo al contenitore dei biscotti (temevate quelli raccolti dallo smontaggio del divano eh!) e un barattolo di ganache al cioccolato conservata in freezer.
Ovviamente questo vale quando i "reperti" manifestano ancora un'ottima qualità. Le cose sciroccate o comunque non integre vanno buttate, in contenitori diversificati per materiale, ma inderogabilmente!

Ingredienti
150 grammi di biscotti 
300 grammi di ganache al cioccolato (fatta con 200 grammi di cioccolato fondente e 100 grammi di panna da montare)
200 grammi di zucchero
80 grammi di formaggio spalmabile tipo quark
250 grammi di ricotta
250 grammi di mascarpone
50 grammi di cioccolato bianco per decorare

Procedimento
Sbriciolate i biscotti e pressateli sulla base dello stampo scelto. Accendete il forno a 120°. 
Se non avete già pronta la ganache preparatela mettendo sul fuoco bassissimo la panna e, appena scaldata, sciogliendovi lo zucchero e il cioccolato tritato in precedenza. 
Lasciate raffreddare e intanto montate insieme i formaggi, dopo aver passato al setaccio la ricotta perché perda l'umidità. 
Se per caso anche voi avete una ganache pronta aggiungete lo zucchero ai formaggi nel  momento in cui li montate. Quando i formaggi saranno amalgamati versateli sulla base di biscotti tritati e infornate per 30 minuti. Lasciate raffreddare e mettete in frigo per almeno un'ora. Ricavate dei riccioli dal cioccolato bianco e decorate con queste la vostra cheesecake



domenica 18 agosto 2013

torta e muffin di cous cous: della serie "Non si butta via nulla"

Come promesso posto la ricetta del riutilizzo del cous cous. Voi lo sapete che una delle logiche che sottende a questo blog è proprio quella del risparmio, anzi, della lotta allo spreco. Che poi non deve prevedere ovviamente il sacrificio personale fine a sé stesso, ma la consapevolezza del fatto che questo mondo non può essere impunemente depredato. Quello a cui aspiriamo è il raggiungimento di uno stile di vita più rispettoso e "morigerato", equidistante sia da intenti autopunitivi (mi vengono in mente i cilici di qualche politico  integralista, anche qui da noi) e lo sfarzo sprecone e volgare che ha caratterizzato gli ultimi, ingloriosi  tempi (e chissà perché mi vengono ancora in mente i politici, quelli delle feste con le maschere da maiale, ad esempio). Convinte che ognuno di noi debba fare la propria parte, noi abbiamo scelto di farlo così. Facendosi anche bene...


Ingredienti
250 grammi di cous cous cotto (se salato in precedenza deve essere sciacquato bene)
1/2 litro di latte
2 uova
180 grammi di farina autolievitante
200 grammi di zucchero
100 grammi di burro
la buccia grattugiata di un limone

Per la glassa dei muffin
un bicchierino di liquore al mandarino; 
2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino di acqua

per la caramellatura della torta
3 cucchiai di zucchero semolato

Procedimento
Mettete il cous cous in una pentola con il latte a fuoco bassissimo e intanto in un robot mettete a montare le uova con lo zucchero. Entrambe le operazioni richiederanno almeno 10 minuti. Quando le uova saranno montate aggiungete  il burro fuso e freddo, la farina autolievitante setacciata e la buccia di limone grattugiata. Togliete il cous cous dal fuoco e mettetelo in una zuppiera, sulla quale verserete gli altri ingredienti. Amalgamate bene e versate negli stampi. 

Cuocete i muffin in forno caldo a 170° 15 minuti. 


Cuocete la torta per almeno 40 minuti. Se avete a disposizione un bruciatore da cucina potrete fare questa caramelizzazione in superficie, cospargendo la superficie della torta di zucchero semolato e dandoci dentro con il fuoco. 


La glassatura dei muffin invece è ottenuta sciogliendo nel liquore lo zucchero a velo. Gli astemi diluiranno il liquore in acqua.


sabato 10 agosto 2013

Torta e muffin alle banane senza glutine e senza grassi


I nostri lettori e le nostre lettrici penseranno: "Ma se le banane non le mangiate, perché continuate a comprarle? Bella domanda! Il problema è che il nostro frigo è veramente sottodimensionato, e dentro ci sono le cose che, se tenute fuori, ci farebbero inesorabilmente beccare una salmonella con i fiocchi. Le nostre vittime sacrificali al caldone di questi giorni restano così le banane. Comunque la verità è che ero gelosa dei dolcetti alle banane per la famiglia fatti qualche giorno fa, e così ho pensato di replicare con un preparato senza glutine. 
Ebbene sì, un preparato! Le/i  puriste/i inorridiranno, ma i/le più, che mi conoscono, sanno che io oscillo tra preparazioni che durano dei giorni a momenti in cui necessito di ricette speedy. Questo era uno di quei momenti.

Ingredienti
Una busta di preparato per torta margherita senza glutine
300 grammi di yogurt bianco all'1,5 % di grassi
2 uova
2 banane
50 grammi di zucchero a velo (quello da prontuario)
p.s: se amate le torte molto dolci aggiungete almeno altri 100 grammi di zucchero; se la volete più soffice mettete lo yogurt intero.




Procedimento

Frullate le banane con lo yogurt in un robot da cucina, oppure schiacciate le banane e unitele con un mestolo allo yogurt (ma sarà più faticoso, vi avverto..). Aggiungete un uovo alla volta e, infine, il preparato. Amalgamate e versate negli stampi. Infornate a 160 gradi sul ripiano intermedio. 


Mi dispiace per voi, ma dovrete prima mettere i muffin e poi la torta. Se mettete tutto insieme dovrete scegliere se bruciare i muffin o fare afflosciare la torta! Per i muffin, infatti, vi basteranno 15 minuti, per la torta ce ne vorranno almeno 35- 40.
Fate raffreddare su una griglia e spolverizzate con zucchero a velo.


Sono magri ma carini, non è vero?


domenica 4 agosto 2013

Un riciclo miracoloso: i dolci alla banana (andata...)

Muffin e torta alla banana







Mio marito ha la mania della frutta: ogni volta che va a fare la spesa compra un paio di chili di frutta. E siccome in questo periodo a fare la spesa lui deve andarci spesso, siamo costantemente assediati dalla frutta e dagli inevitabili moscerini che ci svolazzano sopra! Mi chiederete: "perché non la mettete in frigo?" Perché il frigo è pieno di carne, verdura, latte e formaggio. E' una guerra. Per questo sono condannata a cucinare tanto. Ah! E' pieno anche il congelatore, così non solo dobbiamo cucinare, ma anche mangiare.... Insomma; stavolta erano rimaste 4 banane le cui destinazioni potevano essere 2: il pacciame o un riciclo disperato. Ho provato la seconda opzione senza soverchie speranze, ed è andata al di là delle più rosee aspettative! Ecco cosa ho fatto.

Ingredienti
100 grammi di burro
2 banane
80 grammi di zucchero
180 grammi di farina
1 bustina di lievito vanigliato
2 uova
1 bicchiere di yogurt intero al naturale
un cucchiaio di zucchero a velo

Procedimento
Accendete il forno a 170°.
Sbucciate le banane e mettetele in un robot da cucina con lo yogurt.



Frullatele fino a raggiungere la consistenza di un frappè. Portate il burro alla consistenza "a pomata" e montatelo con lo zucchero fino a raggiungere un impasto spumoso. Aggiungete al burro uno alla volta gli ingredienti cominciando con le uova e finendo con la farina setacciata con il lievito. Alla fine unite anche il frappè. Versate l'impasto in 18 stampi da muffin o in una tortiera da 22 cm di diametro. I muffin possono cuocere anche solo 15 minuti; per la torta ci vorrà invece più o meno mezz'ora.

                          

Appena freddi spolverizzate di zucchero a velo.
Sono ottimi, perché molto morbidi e perché il sapore della banana (questa era la mia preoccupazione principale, considerando anche com'era la banana...) resta solo in sottofondo.
La torta è più buona se consumata con una pallina di gelato. Io l'ho servita con gelato alla spagnola e nappatura di glassa all'amarena.



Questa ricetta partecipa a MyBannerMaker_Banner (1).jpg3

martedì 23 luglio 2013

tartufi dolci con gli avanzi di torta (ho scoperto la Mug cake...)



Non chiedetemi perché questa torta si chiama "Mug" (boccale?) e non mud (anche se l'idea di una torta "fango", a pensarci, non è il massimo...). Ho preso la ricetta dalla rivista "Torte" e il risultato è stato entusiasmante. Tanto mi basta. Con questo impasto ho fatto delle torte farcite squisite, tra cui quella del wrestling. Purtroppo l'ultima torta decorata ha comportato moltissimo spreco. Siccome anche Viola si è messa a dieta, per non trasformare gli altri componenti della famiglia in obesi candidabili a qualche reality show, ho deciso di riutilizzarla con una preparazione che mi ha suggerito la mia amica Ilaria (lei in realtà ne fa dei pops, che infila sugli stecchini e copre col cioccolato fuso, ma noi ormai siamo tutti grandi..Il procedimento è comunque lo stesso.) Se per caso non avete torte o avanzi di torta da sbriciolare e rimpastare, posto qui comunque  la ricetta della buonissima Mug cake:

Ingredienti per la "Mug cake" 
100 ml di latte
180 grammi di burro
250 grammi di cioccolato fondente spezzettato
220 grammi di farina
1/2 bustina di lievito
200 grammi di zucchero
100 grammi di cacao in polvere
2 uova

Procedimento
Tritate e fate fondere il cioccolato a fuoco dolcissimo con il burro. In un altro contenitore sbattete le uova con il latte e lo zucchero. Fate raffreddare gli ingredienti fusi e uniteli al composto di uova, latte e zucchero, a cui aggiungerete la farina setacciata con il cacao e il lievito. Amalgamate bene e versate il contenuto in una teglia da 22/24 cm di diametro. Infornate a 170° per 50 minuti circa. 

Ingredienti per i tartufi

500 grammi di torta
100 grammi di nocciole tritate
100 grammi di cioccolato tritato
150 grammi di cacao zuccherato in polvere
400 grammi di crema pasticcera

 Sbriciolate la Mug cake e amalgamatenr le briciole con gli altri ingredienti, ad esclusione del cacao in polvere.


Fate delle palline con l'impasto e mettetele a raffreddare in frigo per almeno 1 ora


Passate le palline nel cacao in polvere e servite ben fredde. Le mie sono attualmente nel congelatore, in attesa di un gruppo di ospiti che le festeggi. Vi farò sapere come ne escono appena sarò di nuovo in grado di ricevere amici (speriamo presto!).



Ciao a tutte e a tutti, a presto.
Cecilia

venerdì 21 giugno 2013

Fingers ganache e panna

Ancora per la serie: non si butta via nulla!

Fingers ganache e panna



Magari sarà già venuta anche a voi, quest'idea, che non è certo la scoperta del buco alla conca, come si dice da noi (anzi, da noi si dice: "buo alla onca"), ma a volte può far recedere da propositi ricicloni autolesionisti, del tipo: "mi è avanzato un chilo di ganache, ora faccio un dolce per trenta persone" anche se magari siete alla vigilia della consegna di un progetto, o avete da aiutare i ragazzi nel periodo delle verifiche, o dovete portare al mare il pupo che in casa altrimenti sclera....  Prima di mettersi a fare, bisognerebbe sempre fare un'analisi delle priorità. Io spesso non l'ho compiuta a dovere, ma ora che sono sufficientemente grande da essere saggia, ho deciso di risparmiare soprattutto sul fronte dello stress. Ciò non significa che accetti di gettare nella spazzatura tutti gli avanzi! Non sia mai! Ma se rinunciare a 150 grammi di panna significa avere un'ora in più per leggermi un bel libro o per guardare un film con i miei figli credo che si possa fare....
Oppure, per salvare capra e cavoli si possono valorizzare le preparazioni sprint.
Prendiamo dunque della ganache che vi sia avanzata dalla preparazione di un dolce, (se non l'avete, questa è la ricetta.... ovviamente adattatevi le dosi allo scopo scelto, altrimenti sarà tutto inutile e dovrete inventarvi di nuovo qualcosa per smaltire la ganache!)

Crema ganache
250 grammi di cioccolato (fondente, al latte o bianco)
200 grammi di panna da montare 
Procedimento
Fate fondere 180 grammi di cioccolato; fate bollire la panna qualora fosse fresca, scaldare se a lunga conservazione. Quando il cioccolato sarà fuso aggiungere la panna e amalgamare.


    Per raffreddare la ganache aggiungete il restante cioccolato tritato molto finemente. 











Amalgamatevi 100 grammi di crema spalmabile alla nocciola (noi non usiamo la nutella) che consentirà alla ganache di non solidificarsi troppo anche dopo il completo raffreddamento, e versatela nelle coppette monoporzione. Quando sarà perfettamente fredda aggiungetevi la panna montata. 
Per un riciclo globale io ci ho messo dei biscotti di pasta frolla nati per essere tipo "occhi di bue" che mi erano rimasti scompagnati , che voi potrete sostituire con altri biscotti (ideali le lingue di gatto) o con cialdine.


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