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lunedì 2 marzo 2015

Cous cous salvacena (e, volendo, salva-avanzi)

Quando nel frigo restano ingredienti apparentemente "scompagnati", insufficienti, presi uno per uno per uno, a sfamare quattro persone, la cena multietnica diventa una risorsa. Il cous cous lega tutto, polpettine, tacchino al curry e maiale in agrodolce, e quel residuo di minestra di verdure che avanza sempre (almeno in casa nostra). Valgono anche le monoporzioni relegate in freezer e magari dimenticate perché la pizza che occhieggiava da sotto tirava di più... L'importante è che si tratti di piatti dotati di sugo, o al cui condimento si possa dare un aiutino di emergenza con del brodo vegetale magari speziato. 


Qualora invece doveste partire da zero, ecco gli ingredienti e la tabella di marcia
Ingredienti per quattro persone 
400 grammi di cous cous
500 grammi di fettine di arista di maiale
500 grammi di macinato misto
400 grammi di fesa di tacchino
1 uovo
2 tazze di farina (noi amido di mais)
1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 peperone verde
tre patate
4 carote
4 gambi di sedano
1 kg di cipolle
3 spicchi di aglio
1 litro di passata di pomodoro
1 bicchiere di vino bianco
1 barattolo di ananas sciroppato al naturale
250 grammi di ricotta
3 cucchiai di zucchero
1 tazza di pangrattato
1 cucchiaio abbondante di curry
2 cucchiaini di paprika
3 tazze di brodo vegetale
olio evo e sale q.b

Tabella di marcia

  1. Pulite le verdure; 
  2. tagliate a dadini due carote, due coste di sedano, due papate e mettetele a bollire in un litro di acqua insieme alle cipolle e alle restanti due patate
  3. tagliate a dadini i peperoni 
  4. affettate le cipolle restanti e mettetele a soffriggere in poco olio evo (per la quantità di olio regolatevi come vostro solito)
  5. tagliate la fesa di tacchino e le braciole, togliendo nervi alla prima e grasso alle seconde
  6. Se prevedete di cuocere in forno le polpette accendete il forno a 180°
  7. mettete metà delle cipolle, lasciandone da parte circa un quarto, soffritte in un'altra padella, riportate a temperatura e unite i peperoni
  8. passate le carni tagliate a cubetti nella farina
  9. quando le cipolle sono divenute trasparenti arrostite i quadretti di tacchino su ogni lato
  10. unite al macinato, in una zuppiera capiente, l'uovo, la ricotta le patate che avrete prelevato dalla pentola con le verdure, il sale e la paprika. Amalgamate bene.
  11. quando le carni nelle padelle saranno sigillate aggiungete metà bicchiere di vino in ognuna e lasciate sfumare a fuoco vivace.
  12. Aggiungete alle padelle con le carni, una volta sfumato il vino, il brodo vegetale e incoperchiate. Abbassate il fuoco al minimo
  13. realizzate delle palline con l'impasto di macinato, ricotta, patate e uovo eccetera, passatele nel pangrattato e mettetele in una pirofila unta sul fondo che infornerete a forno caldo per almeno 20 minuti
  14. prendete quelle cipolle che avevate messo via prima e ponetele in un altra padella dove avrete fatto soffriggere tre spicchi di aglio,  e unite la passata di pomodoro. Unite mezza tazza di brodo vegetale, il sale, la paprika e lasciate tirare. 
  15. Scaduti i minuti di cottura delle polpettine toglietele dal forno e mettetele nel sugo di pomodoro. Lasciate cuocere per 10- 15 minuti. Così almeno 1 condimento è pronto
  16. Spengete il fuoco sotto alla pentola con il tacchino. Controllate  la cottura. Se la cottura è giusta non vi resta che diluire il curry nella tazza di brodo e versarlo nella pentola. Prima verificate la consistenza dell'intingolo; dovesse risultarvi troppo liquida aggiungete un cucchiaio di amido di mais al brodo con il curry. Tenete al caldo
  17. nel frattempo dovrebbe essere arrivata a compimento anche la minestra di verdura: aggiustate di sale, prelevate le verdure intere, frullatele e aggiungete il frullato alla minestra.
  18. Controllate la cottura del maiale; se soddisfacente aggiustate di sale, aggiungete i cucchiai di zucchero e l'ananas tagliato a pezzetti e tutto il liquido del barattolo
  19. Cuocete il cous cous seguendo pedissequamente le istruzioni sulla confezione, impiattate e servite
I condimenti sono ottimi anche il giorno dopo, perché sono tra i pochi piatti che non temono il "riscaldamento"; quindi questa potrebbe essere anche la risposta ad una cena o un pranzo da predisporre prima e poi servire all'ultimo minuto.
Buon appetito



sabato 28 febbraio 2015

Dado Bimby a modo mio

Sono un po' noiosa e lo sapete. A volte ricette supercollaudate non mi convincono, ingredienti che tutti definiscono eccellenti mi lasciano perplessa, marche rinomate mi fanno l'effetto disturbante del gesso grattato sulla lavagna. In più ho qualche pregiudizio sulle cose di cui tutti parlano troppo bene.  Non è bello ma è così. 



Così, quando mia madre ha regalato a Viola il Bimby, da una parte sono stata anch'io felicissima, dall'altra nutrivo qualche perplessità. Un certo timor panico nei confronti di tutti quei programmi, la paura di fare un danno ad una cosa non mia, ma anche la voglia di verificare se le millantate meraviglie di questo strumento rispondevano a verità. 
La prima ricetta provata, ovvero il dado bimby mi ha deluso fortemente. L'ho trovato granuloso, dal sapore poco familiare, invadente nei piatti in cui era utilizzato come condimento. Ma siccome voi sapete anche che oltre che noiosa io sono anche dura come le pietre, ho provato e riprovato finché non ho vinto la sfida col macchinario. E l'ho vinta togliendo e non aggiungendo ingredienti, e usando quelli che sono alla base di qualsiasi ricetta della nostra famiglia.
Ed ecco il nostro dado bimby. 
Ingredienti 
200 grammi di sedano a pezzetti
150 grammi di carote a pezzetti
150 grammi di cipolle in quarti
1 spicchio di aglio
300 grammi di sale grosso
1 cucchiai di olio evo
30 grammi di vino bianco secco

Procedimento
Mettete nel boccale tutte le verdure e tritate per 10 secondi a velocità 7; unite il sale, l'olio e il vino e far cuocere a temperatura Varoma a velocità 2 per 20 minuti tenendo il misurino inclinato.
Poi omogenizzare portando la macchina a velocità 10 per un minuto, stavolta con il misurino per bene. Raccogliete con una spatola tutto l'impasto, compreso quello sul tappo, raggruppatelo sul fondo dell'elettrodomestico e fate omogenizzare per un altro minuto a velocità 10. 
Quanto ai tempi di conservazione, il libro parla di due mesi. In realtà magari non andrà a male, però il sapore si perde. Io non andrei oltre il mese. Vi consiglio quindi di imbarattolare dosi minori (noi ne usiamo quantità industriali e dunque non facciamo testo) da regalare o surgelare. 

mercoledì 18 febbraio 2015

Grassi contro magri: pollo alla cacciatora light and fat

Io vivo, lo avrete capito, perennemente a dieta, e non perché faccia la modella o perché abbia l'ambizione di essere una strafiga. Proprio no. Semplicemente ho un problema: il metabolismo dell'uomo di Neardenthal. Ovvero a risparmio energetico totale. Sull'isola dei famosi sarei una privilegiata. Nella vita normale no. In certe fasi della vita questa mia capacità di assimilare anche l'acqua minerale è stata una fonte di stress inaudita. Soprattutto nell'adolescenza. A quell'epoca, mentre le mie amiche magrissime si facevano laute merende a base di 10 macine 10 inzuppate nella nutella (sapete che detesto citare le marche, ma in questo caso fate conto che sia in analisi e voi siate i miei analisti- e con gli analisti si deve dire tutta la verità fino in fondo), se io ne prendevo una crescevo di mezzo chilo. Non è possibile, direte voi. Vi giuro, possibilissimo. Ho sempre fatto sport, ho sempre avuto una vita piena di impegni, ma niente, il peso era sempre in agguato. L'omeopata che seguiva i miei figli, quando erano piccoli, mi chiese se avevo preso vitamine e ricostituenti, da bambina, una volta che le spiegai il mio problema. Le risposi che sì, in quantità industriali, per bocca, per iniezione e per fortuna di metodi di somministrazione non ne avevano inventati altri, altrimenti di certo mia madre li avrebbe usati... "Ecco ecco..." disse la dottoressa. Nell'intento di far bene mia madre mi aveva condannato all'effetto doping. Dunque una muscolatura supersviluppata e una tendenza ad assimilare anche l'aria e trasformarla in essere umano. Tutto per largo, mai più per lungo dai dodici anni in poi. Ora, non è che io sia deforme. Direi che tutto sommato ho imparato ad accettarmi. Ma la mia "normalità" mi costa uno sforzo costante e quotidiano. Devo dire che la celiachia, che ho scoperto dopo i trent'anni, mi "aiuta" parecchio, perché tutte le tentazioni cui chiunque è soggetto nell'arco della giornata per me sono comunque intoccabili. Per non cadere preda di fissazioni pericolose o disturbi alimentari, ho scoperto, anche grazie ad una dietologa intelligente, la passione per la cucina. Rendere appassionante 50 grammi di pasta non è un'impresa semplice. Ma se quei cinquanta grammi di pasta sono davvero appassionanti allora sono anche gratificanti, e non mortificanti come la fettina in gratella che ricorda la scarpa di Charlot in "La febbre dell'oro". 
Seguendo questa logica ho provato a fare le ricette classiche risparmiando calorie, grazie anche ad una strumentazione adeguata, nel mio caso pentole di acciaio con doppio fondo di una famosa marca, per le quali ho speso uno sbotto da giovane ma che ho ammortizzato ampiamente nel corso degli anni. La prima ricetta vale se avete le pentole in questione, la seconda se avete una semplice padella.


Ingredienti della ricetta magra
4 pezzi di pollo compresa coscia e sovracoscia
tre coste di sedano
due carote
2 cipolle
1 kg di pomodori maturi
mezzo bicchiere di vino rosso
2 cucchiaiate di dado (noi abbiamo quello bimby) o 1 dado normale
sale q.b.
pepe se volete

Procedimento
Lavate, grattate e tritate grossolanamente le verdure. Separate sedani e carote dalle cipolle.
Fate scaldare bene la pentola a doppio fondo con il suo coperchio e fate soffriggere le verdure ad esclusione delle cipolle,  mescolando continuamente perché non attacchino. Quando carota e sedano avranno preso colore aggiungete le cipolle e soffriggete anch'esse. Togliete le verdure e tenete da parte. Scaldate nuovamente la pentola per qualche secondo e dorate il pollo da tutti i lati per sigillare la carne.
Quando il pollo sarà dorato aggiungete le verdure e sfumate con il vino, sempre a fuoco altro. Sfumato il vino aggiungete il brodo fatto con il dado (ma se avete del brodo vero è anche meglio..) e coprite di liquido per almeno un centimetro la pentola. Incoperchiate e abbassate il fuoco al minimo.
Lavate e fate a tocchetti i pomodori, scoperchiate la pentola e aggiungeteli alla preparazione e aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere a fuoco moderato almeno un'ora. Qualora il brodo di cottura si fosse asciugato siate pronte ad aggiungerne ancora. Verificate la cottura, prima di servire, perché sapete che ha troppe variabili, e che, soprattutto, il pollo crudo fa davvero schifo...


Ingredienti della ricetta grassa
4 pezzi di pollo compresa coscia e sovracoscia
mezzo bicchiere di olio evo
tre coste di sedano
due carote
2 cipolle
1 kg di pomodori maturi
mezzo bicchiere di vino rosso
2 cucchiaiate di dado (noi abbiamo quello bimby) o 1 dado normale
sale q.b.
pepe se volete

Procedimento
Lavate, grattate e tritate grossolanamente le verdure. Separate sedani e carote dalle cipolle. Fate scaldare l'olio in una padella ampia e fate soffriggere le verdure ad esclusione delle cipolle, Quando carota e sedano avranno preso colore aggiungete le cipolle e soffriggete anch'esse. Togliete le verdure e tenete da parte. Scaldate nuovamente la padella, aggiungendo olio se necessario e dorate il pollo da tutti i lati per sigillare la carne.
Quando il pollo sarà dorato aggiungete le verdure e sfumate con il vino, a fuoco alto. Sfumato il vino aggiungete il brodo fatto con il dado (ma anche in questo caso se avete del brodo vero è meglio..) e coprite di liquido per almeno un centimetro la pentola. Incoperchiate e abbassate il fuoco al minimo.
Lavate e fate a tocchetti i pomodori, scoperchiate la pentola e aggiungeteli alla preparazione e aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere a fuoco moderato almeno un'ora. Qualora il brodo di cottura si fosse asciugato siate pronte ad aggiungerne ancora. Anche in questo caso verificate la cottura prima di servire. Il pollo, anche se ben condito, crudo fa inesorabilmente schifo.


La prova sapore è soddisfacente, ma si sa, chi è abituato al cibo condito e più tradizionale un po' soffre.. 
Per sdrammatizzare vi lascio il video di Meghan Trainor. 

 Pensate, lo ballo anch'io, a Zumba. Forse imparerò qualcosa sull'autoaccetazione, prima o poi... Forse?


                                                                 "All About That Bass"



lunedì 9 febbraio 2015

Vellutata di sedano ai ferormoni dalle insospettate virtù

Abbiamo scoperto da poco, io e le mie lettrici, le insospettabili virtù del sedano. Pare che eserciti  un'azione stimolante sulle ghiandole surrenali, ed è scientificamente provato poi che contenga ormoni steroidei simili ai feromoni che nell'uomo e in altri animali fungono da richiamo olfattivo per la riproduzione. Nientepopodimeno!
E dunque ho pensato bene di tirarci fuori una ricettina semplice, veloce e sana per un grog di provata (così dicono gli scienziati) potenza. E, pensate un po', al supermercato era perfino in offerta!

Ingredienti
1 sedano
1 porro
sale qb

per la decorazione
1 tazza di besciamella
200 grammi di rape rosse lessate (si trovano insieme alle altre verdure cotte nei banchi refrigerati delle verdure)

Procedimento

Lavate il sedano e asportate le coste più fibrose; lavate il porro e sfogliatelo. Tagliate a tocchetti le verdure e mettete i pezzi in una pentola con un litro e mezzo di acqua e sale q.b. Cuocete per il tempo ordinario che utilizzate per le vostre minestre. Diciamo per 20 minuti in pentola a pressione dall'avvio del bollore, circa 40 in pentola normale. Frullate il tutto finemente.
Frullate le rape rosse con un bicchiere d'acqua. 

Decorazione
Impiattate ciascuna dose di minestra; con un contenitore con beccuccio distribuite un cerchio di salsa di rape e uno di besciamella. Se volete riprodurre questo disegno munitevi di uno stuzzicadenti, 
puntatelo al centro della minestra, affondando di meno di mezzo centimetro, prendendo ovviamente dove ci sia il rigo di salsa e "tirate" verso il bordo del piatto.
Viola aveva fatto un video, ma ci è stato impossibile caricarlo. Esisterà qualche cibo che attizzi, oltre alle surrenali, anche i neuroni? Se esiste ditecelo, per favore!!!!!


giovedì 17 ottobre 2013

Apericena di fine estate

L'estate si è conclusa, ebbene sì. L'approssimarsi della festa di Halloween cancella sempre qualsiasi illusione di una bella stagione pressoché infinita. Queste foto risalgono  a un mese fa (ormai siete abituate alla nostra schizofrenia riguardo alla tempistica), e si riferiscono al compleanno di mio marito, organizzato come regalo da parte di Viola al babbo. Sebbene ancora fossimo ancora formalmente in estate il clima non ci ha facilitato e l'evento, organizzato inizialmente in giardino, è stato poi spostato in casa. Per fortuna avevamo scelto la formula dell'"Apericena", e, incrementando il numero delle sedie e facendo un po' di spazio per inventare qualche ulteriore piano di appoggio, ce l'abbiamo fatta a tirarlo dentro. Fuori, sulla terrazza davanti al giardino, abbiamo mantenuto comunque la postazione degli aperitivi, opera del nostro barman di fiducia Gianni, nipote di mio marito, che da anni sfrutta (rimettendoci una cifra ad ogni festa...) il suo expertizing per fare un regalo gradito ai vari festeggiati. Fortunatamente il menù ci ha consentito il trasloco repentino.
Il menù, creato da Viola e realizzato da lei, Moreno e da me (proprio in quest'ordine!) ha dovuto tenere conto delle varie esigenze degli invitati: una vegetariana, tre celiache delle quali una intollerante anche al lievito e una reduce da un'ospedalizzazione per problemi di diverticolosi! Praticamente un percorso ad ostacoli...
E invece ce la siamo cavata egregiamente. Il segreto è stato quello di avviare le preparazioni già dalla mattina, pensando a quelle con procedimenti comuni almeno per alcune fasi, e fare umile riferimento ad aiuti che i puristi detestano, quali preparati surgelati, il farro precotto e qualità eccellenti di pasta per celiaci.
Ovviamente fate sempre attenzione a non contaminare gli alimenti tra di loro: se per cucinare per le persone celiache è un obbligo utilizzare esclusivamente attrezzatura da cucina ad esse dedicate (ma basta lavare accuratamente pentole, mestoli, piatti e stoviglie in genere con normale detersivo per avere una garanzia di non contaminazione) quest'obbligo dovrebbe essere rispettato anche per i vegetariani. Il dado da brodo, ad esempio, nonché altri preparati industriali sono insidie da temere. Chiunque mangi a casa vostra, invece, deve avere l'assoluta certezza che rispettare al 100% il suo credo. Tra l'altro alcuni enzimi vengono perduti, e la sola contaminazione degli alimenti con alcune proteine può dare luogo a problemi fisici. E l'incubo peggiore di qualunque padrone/a di casa è proprio quello che i commensali si sentano male, dopo il pranzo da loro offerto!




Farro in due versioni

Ingredienti

500 grammi di farro precotto
200 ml di brodo vegetale (si può fare anche con il dado vegetale biologico)
2 carote
2 gambi di sedano
2 cipolle 
400 grammi di pomodorini ciliegia
olio evo q.b.
sale q.b.
prezzemolo q.b.

per non vegetariani
500 grammi di misto mare per risotti (al nostro supermercato lo troviamo al banco del pesce, surgelato e di produzione degli addetti alla pescheria, ma lo abbiamo usato in altre circostanze anche surgelato di produzione industriale ed era buono lo stesso)
1/2 bicchiere di vino bianco

Procedimento

Fate un soffritto con il trito delle verdure, che poi dividerete in due padelle, abbondando nella padella "vegetariana". Cuocete il farro secondo le indicazioni sulla confezione, avendo cura di tenerlo però al dente. In una padella aggiungete il misto mare, parzialmente decongelato. Intanto nella padella "vegetariana" aggiungete 200 grammi di pomodorini e di seguito il farro ben scolato. Fate saltare per qualche minuto  aggiungendo altro olio evo a crudo. Il farro vegetariano è pronto.
Quando il misto mare avrà "tirato" versate mezzo bicchiere di vino bianco.  Prelevate qualche cucchiaio di misto mare, tritatelo in un mixer e aggiungetelo alla preparazione in cottura. Appena il vino risulta sfumato aggiungete i pomodorini, che lascerete cuocere per qualche minuto, dunque il farro cotto al dente e ben scolato e un altro giro di olio a crudo. 
E' ottimo sia caldo che tiepido che freddo, nonché addirittura riscaldato il giorno dopo!

Pasta alla crudaiola

Ingredienti
500 grammi di pomodorini ciliegia
50 grammi di capperi lacrima
cinque foglie di basilico
un bicchiere abbondante di olio evo
sale q.b
1 mozzarella grande (se vi piace anche di bufala)

                                       

La sera prima preparate in una zuppiera preferibilmente di vetro o di ceramica 500 grammi di pomodorini maturi tagliati in quattro parti; a questi aggiungete 50 grammi di capperi e cinque foglie di basilico spezzato a mano, bagnateli con un bicchiere abbondante di olio extravergine di oliva e riponete in frigo per la notte (se la preparazione è prevista per la cena basta farla all'ora di pranzo). Al momento di preparare la pasta, che lesserete in abbondante acqua salata, scolerete al dente, e passerete sotto l'acqua fredda, aggiustate di sale (che non deve essere messo prima perché rovina i pomodori) e aggiungete della mozzarella tagliata a dadini.

Anche la pasta gluten free può sopportare un simile trattamento, purché sia di ottima qualità (per capirci, le marche dei discount e anche quelle dei supermercati, che pure io uso normalmente, per questa ricetta sono out!). Se azzeccate i tempi di cottura questa pasta può essere addirittura riscaldata! 


Anche la pasta integrale si presta benissimo!
Buon appetito a tutti, qualunque sia il vostro credo o la vostra intolleranza!






venerdì 30 novembre 2012

involtini a impatto zero (o quasi)


Involtini vegani di verza

Voi sapete che anche se la nostra famiglia non è vegetariana (prima o poi lo diventeremo, ma la strada è lunga e tutta in salita) la nostra casa è aperta agli ospiti di tutte le idee (ad esclusione dei cannibali e di chi mangia specie protette, ma quelli sono criminali e noi e i nostri amici siamo persone perbene). E siccome l'ospite è sacro, ci adattiamo volentieri a tutti i credo, confessionali e non. Certo per fare contento l'ospite non serviremmo comunque cacciagione o cuccioli di qualsiasi specie, e ai nostri boicottaggi non verremmo meno per nessuna ragione. Ma, fino ad adesso, nessuno si è mai lamentato. Ecco da cosa nascono questi involtini, analoghi a quelli di carne, ma con un quid in più, che è l'impatto zero su tutte le specie viventi. Se vi par poco!

Ingredienti per 4 persone
1 cavolo verza
100 grammi di spezzatino di soia
1 carota
1 sedano
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco
una tazza di brodo vegetale
olio q.b.
sale q.b


Scottate le foglie di cavolo in acqua salata bollente a gruppi di due o tre per qualche minuto, tenendo conto della diversa consistenza delle foglie (quelle interne, più tenere, vanno ovviamente cotte meno)

Dopo qualche minute togliete dall'acqua con una schiumarola e raffreddatele in una ciotola con acqua gelata (o almeno più fredda che potete, sostituendola o aggiungendo dei cubetti di ghiaccio- è meglio la seconda opzione, perchè sprecherete meno acqua)


Dopo averle scolate in un colapasta ponete su un asciugapiatti pulito a finire di asciugare (non dovranno essere asciuttissime, ma nemmeno fradice)


Scottate lo spezzatino secondo le indicazioni riportate nella confezione e strizzatelo bene; nel frattempo fate soffriggere un trito di carota, sedano e cipolla in poco olio. Quando i vegetali avranno preso colore aggiungete lo spezzatino e soffriggete anch'esso. Fate sfumare con il vino qualche minuto. Se dovesse mancarvi liquido di cottura aggiungete il brodo vegetale.


Mettete dunque un po' del composto di soia e verdure su ogni  foglia, chiudete a pacchetto e ponete capovolti su una teglia precedentemente unta (basta poco, giusto perché non si attacchino in cottura).



Se volete aggiungere un po' di croccantezza e qualche caloria, spolverizzate sopra agli involtini un trito di fiocchi di mais (quelli sbriciolati nei fondi delle buste, ad esempio, che fanno della colazione un pastone...) e arachidi.


Ed eccoli! Involtini buoni per tutte le coscienze..


domenica 25 novembre 2012

Circa brassica et suus beneficium

Ovvero "Circa il cavolo e i suoi benefici" 

(scusate, ma non avevo ancora fatto nessuna citazione in latino, e chi mi conosce se ne era molto stupito)

Questa ricetta partecipa a:


http://blog.giallozafferano.it/caketherapy/cake-therapy-presenta-un-nuovo-contest-mangiare-ti-fa-bella/

e a:



http://mirella-cucinaealtrepassioni.blogspot.it/2012/11/1-compleanno-del-blog-sento-odore-di.html

Chi ormai non conosce le meravigliose  virtù di questo ortaggio? Oltre alle virtù  che vengono ad esso riconosciute fin dall'antichità, adesso si sa che uno dei composti in esso presenti, ovvero l'isotiocianato, sembra essere in grado di avviare un meccanismo capace di bloccare il diffondersi e la proliferazione delle cellule tumorali, mentre  tal sulforafano, anch'esso presente in questo ortagggio, sarebbe in grado di bloccare l'azione di geni responsabili dell'invecchiamento cellulare e modificare gli equilibri tra le reazioni di ossidazione e riduzione all'interno della cellula che sono spesso responsabili della formazione di radicali liberi. (http://www.mr-loto.it/cavoli.html)
Dulcis in fundo, il cavolo è anche poco poco calorico! Se preparato adeguatamente, può garantirci una scorpacciata a prova di bilancia. Certo, dalle mie parti si preparava soprattutto il cavolfiore "strascicato", in salsa, con un soffritto di base che prevedeva un paio di tazze di olio, salsiccia e ciccioli (un insaccato di risulta che non si trova praticamente più, per fortuna dei colesterolici) e una cottura lenta di cinque ore, tale che il suo tipico aroma arrivasse a riempire un intero palazzo! L'ho visto preparare anche sugli stabilimenti balneari, quando alcune cabine avevano la cucina economica e le nonne si trasferivano sui bagni, per fare ivi le stesse cose che avrebbero fatto a casa loro. E non nel dopoguerra, ma circa dieci anni fa...bella mi' Livolno!!! (ovvero Livorno, detto così da chi pensa che una elle sia più fine della erre, e che Livorno la pronuncino con la R solo i beceri!)
Ma i tempi sono cambiati da quando il mio nonno mi diceva: "Bella secca un fu mai detta" (mentre "bella grassa, deh!" si diceva, eccome!), quando io mi lamentavo per le porzioni troppo abbondanti che mi venivano servite, indicando il mio giro vita, un po' diverso da quello delle attrici di moda negli anni Ottanta....E così anche le ricette si devono aggiornare, se non si vuol finire col ridursi a parlare perplessi allo specchio, in compagnia di galline, perfino qualora si abbia la fortuna di essere attori famosi, ricchi e presumibilmente sani di mente.


Ingredienti per quattro persone
Un cavolo verza                                                                  calorie: 180 per kg
500 grammi di macinato scelto e quindi più magro                    580  totali                                    
 (noi lo compriamo solo di chianina o scottona)
2 carote                                                                                              60 circa
2 coste di sedano                                                                              40  circa
1 cipolla                                                                                              25  circa
1 decilitro di vino rosso                                                                    70 (che si bruceranno in parte 
                                                                                                            in cottura)
1 tazza di brodo vegetale                                                                 facciamo 10 
sale qb                                                                                                0
20 ml di olio evo                                                                               180 




Fate bollire in acqua salata per pochi minuti le foglie di cavolo precedentemente lavate. I tempi di cottura dipendono dalla grandezza delle foglie e soprattutto dalla robustezza delle loro coste. Dovrete verificare con una forchetta il tempo giusto, che però cambierà, o meglio, diminuirà, man mano che metterete le foglie più interne, più morbide. E' importante infatti che le foglie siano appena scottate, sia per non perdere i valori nutritivi che ci rendono il cavolo così simpatico, sia perché "rinvoltolarlo" dopo diventa un'esperienza complicata. Le foglie infatti si bucherebbero e il ripieno si spargerebbe a sua discrezione.










Appena le foglie sono scottate estraetele dalla pentola con una schiumarola e mettetele in una zuppiera con acqua fredda


Mettetele in un colino a gocciolare e poi su un asciugapiatti pulito ad asciugare.











Nel frattempo fate soffriggere un triro di carota, sedano e cipolla come fareste per il ragù, avendo l'accortezza di spennellare soltanto la pentola (preferibilmente quelle di acciaio con il fondo spesso) di olio. Il soffritto in quasi assenza d'olio è possibile purché sotto sorveglianza stretta, mestolo di legno a pedali (ovvero assai lesto) e con la consapevolezza che bruciare tutto è un attimo.  Se superate con successo questa fase (a me riesce quasi sempre e, vi giuro, non sono né Speedy Gonzales né Vissani) aggiungete la carne macinata e sfumate col vino, al bisogno anche con il brodo vegetale. Quando il composto sarà pronto versatene un cucchiaio abbondante su ciascuna foglia e arrotolate a formare un involtino, che poserete sulla teglia capovolto perché non si apra vostro malgrado in cottura.

Infornate a 180° per 10 minuti. Se volete aggiungete del formaggio: noi ci abbiamo messo dell'asiago dop, il che ci ha fatto aumentare di 350 calorie la preparazione e l'ha resa incompatibile con la dieta Zona, però non ci ha fatto "sbarellare" come contenuto energetico in sé, che, se la matematica è stata con me (-come la forza di Obi Wan Chenobi- e sarebbe la prima volta nella mia vita), non dovrebbe superare le 400 calorie per porzione.
Una volta che avrete sciolto i vostri dubbi, nell'eventualità che abbiate optato per godervici sopra il formaggio, stendetelo a fettine sottili e rinfornate a 150° per qualche minuto, giusto il tempo di far fondere l'alimento del peccato.
Buona dieta a tutti!





p.s.: per far sì che il cavolo non inondi irreparabilmente con il suo aroma la vostra casa e il circondario, riecheggiando tempi passati, tempi in cui tuttavia la tolleranza olfattiva era assai più alta, potete far bollire a fuoco lento in una pentola dell'acqua con dell'aceto bianco, il cui odore coprirà quello tipico del nostro ortaggio.


lunedì 16 luglio 2012

Insalata Astoria a modo nostro



Questa ricetta partecipa alla raccolta:

                http://puffinincucina.blogspot.it/2012/04/insalatiamo-cominciamo-con-valeriana-e.html

Insalata (Warldof) Astoria

Probabilmente questo non è il nome originale, ma è anche giusto così, perché questa è la nostra versione. E' un piatto che io e Viola ci facciamo spesso, e che consente anche di infilare qualche avanzo, tipo pollo arrosto o tagliata di tacchino avanzata dal giorno prima e correttamente conservata in scatola apposita in frigo. Non ce ne vogliano i puristi, e non comincino ad indignarsi ora, perché ci sono così tante ragioni per cui un purista si possa indignare, scorrendo tra questi post, che se non ha una buona tempra non ce la può fare.
La ragione principale, per cui mi indigno anch'io stessa, è questa foto. Ho provato anche a ritoccarla, ma non c'è stato verso. Dopo il ritocco era ancora più brutta. Forse potrei compensare con un po' di scenografia, tipo tovaglia o piatto carino. Credo che andrò a cercare la biancheria del corredo. Intanto uno sfondo bianco renderà di più, e, francamente, potevamo arrivarci anche prima.

Ingredienti per 2 persone

1 petto di pollo
4 coste di sedano
1 mela possibilmente renetta
125 di yogurt bianco intero
100 grammi di maionese
sale q.b.
pepe q.b
paprika q.b


Procedimento
Cuocete alla griglia il petto di pollo. Nel frattempo affettate il sedano, dopo aver tolto le fibre più consistenti, sbucciate e affettate la mela, mescolate yogurt e mayonese e aggiustate di sale. Quando tutti gli ingredienti saranno pronti e il pollo sarà freddo e tagliato a striscioline, mescolateli insieme e spolverizzate con la paprika.



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