domenica 1 settembre 2013

Saor fusion di pesce per due cene particolari





http://ciboforme.blogspot.it/2013/08/my-secret-dinneril-contest.html

Il contest del blog "Cibo for me" è davvero delizioso: è bello a partire dalla dedica (non a caso questa è alla mamma della blogger e io appartengo alla categoria) per poi arrivare al tema (una cena collettiva) e alla finalità (essendo l'incasso devoluto in beneficenza). Il contest richiede una ricetta da poter portare ad una cena collettiva, e quindi deve essere buona, bella, "portabile" e con almeno un ingrediente tipico del Veneto. Io ero davvero a corto di idee di ricette "pret a porter" che avessero anche almeno un ingrediente proprio della produzione veneta. In aiuto mi è venuta un' occasione: una cena  a tema ( queste sono le invenzioni di mio marito...) "pesce povero". Si sa che il pesce più povero che c'è è quello azzurro.. Io non lo sapevo, ma tra i pesci azzurri di miglior qualità c'è anche quello del Delta del Po. Dunque, ho utilizzato questa ricetta eseguita interamente da mio marito per partecipare al contest. (E stavolta, sfacciatamente, l'ho anche spedito al mercato a cercare il pesce del Delta del Po...Meno male era così contento di poter ricominciare a comprare che non ha nemmeno fatto polemica sui miei diktat passati...). Si tratterebbe di un piatto tipico veneto, che si presta benissimo ad essere trasportato perché è stato inventato proprio per essere un cibo da viaggio in epoche in cui sulle imbarcazioni le celle frigorifere non dovevano esserci, o non essere così comuni, e in cui però anche gli ingredienti umili venivano valorizzati al massimo. Voi direte che siamo troppo "guappi" a fare una pietanza tipica veneta noi che veneti non siamo... E infatti: siccome noi siamo di Livorno, e si sa, quelli di Livorno sono particolari, non si poteva prendere una ricetta pari pari... Quindi questo "saor" è una rivisitazione in chiave labronica di un piatto tipico veneto. E vi assicuro che questo "bilinguismo" culinario ha originato una cosa squisita...


Ingredienti

Non spaventatevi: le dosi fotografate erano per 15 persone; a voi basteranno questi ingredienti:
4 sgombri del delta del Po da porzione
4 cipolle medie o due grandi (possibilmente quelle rosa di Bassano, sono schiacciate e di un colore rosato- ambrato)
una ciotola di uvetta
una tazzina di pinoli
una tazza di farina; se celiaci, come me, va benone anche quella di riso
due tazze di olio extravergine di oliva 
3 cucchiai di zucchero
mezzo bicchiere di aceto bianco
un cucchiaino di pepe rosso in grani
3 foglie di alloro
sale q.b.

Procedimento
Mettete ad ammollare l'uvetta. Pulite e sfilettate gli sgombri.



Passateli  nella farina su entrambi i lati



Friggeteli in abbondante olio extravergine di oliva bollente


e  una volta fritti metteteli su una carta da cucina per asciugare un po' l'olio di frittura


Riscaldate l'altra tazza di olio in un'altra padella.




Rosolatevi le cipolle finché non saranno dorate




quindi versateci sopra l'aceto e lo zucchero.


Mescolate bene, fino ad ottenere un'emulsione.


Disponete in un contenitore (questa è una pirofila da trasporto, e ha anche il suo tappo- da qualche parte in qualche cassetto c'è, lo giuro!) uno strato di filetti di pesce, cospargete con l'uvetta strizzata, una manciata di pinoli, qualche grano di pepe e l'alloro tagliuzzato, e uno strato di cipolle. Terminate la preparazione mettendo come ultimo strato le cipolle. Lasciate a riposare questa pietanza per almeno 24 ore.


 Trascorso questo tempo la  vostra pietanza è pronta per essere  portata ovunque voi vogliate, con chiunque vogliate e per qualsiasi motivo vogliate! 

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