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venerdì 6 febbraio 2015

Insalatina croccante e piccante per un San Valentino leggero e energetico


E se la cenetta di San Valentino fosse energetica ma leggera? Direi che forse potrebbe essere l'opzione migliore, purché l'allestimento sia scenografico quanto basta. Un'insalatina ci è sembrata l'idea adeguata. E l'ingrediente afrodisiaco? Il peperoncino, ovviamente!


Ingredienti per 2 (siamo un po' banali, ma tant'è...)
200 grammi di grana o parmigiano a scaglie
100 grammi di rucola
1 carota piccola
due noci
cubetti di pane tostato
100 grammi di yogurt bianco
50 grammi di maionese
peperoncino macinato fresco 

Preparazione
In una padellina piccola antiaderente fate fondere il formaggio per circa un minuto. Fate raffreddare per un altro minuto almeno e con una spatola di legno staccate con delicatezza la cialda che si sarà formata. 


Ponete la cialda di formaggio su una ciotolina rovesciata appoggiata su una carta da forno o comunque su una superficie lavabile: il formaggio, fondendosi, cederà un sacco di grasso.... lasciate asciugare almeno 5 minuti


Toglietela dal dorso della ciotolina e ponetela all'interno della stessa, e abbandonatela lì.


Componete l'insalatina e preparate la salsa, da servire a parte.

Salsa al peperoncino
Amalgamate yogurt, maionese  e un pizzico di sale in modo da farne una crema omogenea, quindi cospargete di peperoncino appena macinato.




domenica 26 gennaio 2014

Un classico per San Valentino

Ho giusto finito di togliere le lucine di Natale dall'esterno della mia casa (ormai avete capito che sono sempre un po' in ritardo...) e già siamo arrivati a San Valentino! A me piace molto San Valentino, anche se è una festa consumistica (e quale non lo è?).  Io la festeggiavo come i Peanuts (Charlie Brown, Lucy, ecc), ricordate? Un' occasione da condividere con chiunque si ami, nel senso più ampio del termine. Con un pensierino, quasi mai comprato. Quando i ragazzi erano bambini era la scusa per una festa a tema, solo per noi.  Dove si sprecavano cuoricini e cose del genere. Al di là della crisi che ci attanaglia, e per cui non me la sento di invitarvi a fare uno sciopero degli acquisti (se da una i pochi soldi in tasca ci sollecitano da soli a questo scopo, dall'altra riflettiamo sul  fatto che  molti commercianti rischiano di chiudere i battenti, e dunque non è è proprio il momento di fare i duri e puri), io continuo a pensare che le cose più preziose siano quelle che non si possono comprare. E dunque, perché non realizzare con le nostre manine un regalo per l'occasione? Volevo fare una speciale rubrica, tipo "un'idea al giorno" da qui a San Valentino, ma avendo fallito la rubrica analoga sul Natale, proprio non mi pare il caso di perseverare. Perciò, nella logica stringente del "si fa quel che si può", ecco un'idea per il vostro San Valentino: i cioccolatini! "Che idea originale!" penserete voi. Di certo. Però sono un classico. 
 Ecco che tornano buoni quei cioccolatini che avevo fotografato in studio, e di cui vi avevo promesso la ricetta. Quale momento migliore per tirarla fuori, questa benedetta ricetta, se non per San Valentino? E siccome sono al peperoncino, sono addirittura afrodisiaci! Che desiderare di più!





Cioccolatini al peperoncino

Ingredienti per circa 30 cioccolatini
650 grammi di cioccolato fondente almeno al 70% di cacao
250 grammi di panna liquida
un cucchiaino di peperoncino in polvere 

Procedimento
Spezzettate 450 grammi di  cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria oppure nel microonde. Io vi consiglio il secondo metodo, che consente di evitare il temperaggio e la risalita di burro di cacao nel guscio. Il procedimento è semplice: si spezzetta il cioccolato, lo si mette in una ciotola di vetro e si fa andare per 20 secondi al microonde ad una potenza di 650 watt. Ogni 20 secondi si estrae la ciotola e si dà una girata, finché il cioccolato non si è sciolto completamente. Lo si lascia raffreddare girandolo per altri 40 secondi e lo si utilizza per colarlo negli stampini. Se non avete stampi per 30 stampini conservate il cioccolato fuso coperto con un piatto dentro una ciotola con acqua calda, o nel suo bagnomaria, se è questo il procedimento che avete scelto per scioglierlo. Lasciate raffreddare i gusci e nel frattempo preparate la ganache, facendo bollire la panna mentre spezzettate altri 250 grammi di cioccolato. Una volta che la panna sia giunta ad ebollizione versatela sul cioccolato tritato e  amalgamate. Alla fine aggiungete il peperoncino in polvere, mescolate nuovamente e lasciate raffreddare. Una volta ben freddo versate il composto nei gusci ancora negli stampi ma perfettamente consolidati, lasciando però un po' di spazio rispetto al bordo. Lasciate consolidare a temperatura ambiente. Questa è la fase più lunga. Ci vorranno come minimo due ore. Viola che è un tipo preciso mi consiglia addirittura quattro.... Se siete sicure del vostro temperaggio potete abbreviare questa operazione mettendo i cioccolatini in frigo, ma potrebbe capitarvi del burro di cacao in risalita, a lasciarvi delle vili chiazze bianche di grasso sulla superficie dei dolci... Trascorso comunque il tempo dato, a questo punto verificate che il cioccolato usato per i gusci sia ancora utilizzabile o  rendetelo tale dandogli una passatina nel microonde, e versatelo sopra alla ganache, a sigillare i cioccolatini. Non abbiate fretta di "sgusciare" i vostri capolavori.
Buon lavoro!

venerdì 27 dicembre 2013

Un regalo di emergenza (e buono 2 volte)


Vi è mai capitato di sprofondare nell'imbarazzo più assoluto quando qualcuno vi fa un regalino che non vi aspettavate? A me è successo anni fa, ma il ricordo di quella figura cacina mi è rimasto addosso ancora oggi. Tra l'altro ero ad una cena e la persona che mi aveva omaggiato l'ho avuta davanti tutto il tempo. Una sofferenza!  Da allora preparo sempre qualche pensierino in più per andare tranquilla a una cena a casa di amici o non tremare ogni volta che, in periodo di festività,  suonano alla porta. Un siffatto regalo deve rispondere ad alcune caratteristiche: poiché è emergenziale, deve essere tirato fuori solo al bisogno, perché non vorrete essere proprio voi ad imbarazzare un eventuale destinatario x, che invece, come voi qualche tempo fa, non ha pensato a fare regali urbi et orbi, vero?   Dunque, deve essere una cosa facilmente trasportabile, non necessariamente in una borsetta da sera, ma abbastanza piccolo da confondersi nell'eventuale sporta dei regali che vi siate portati con voi. Dunque non può essere un volume di enciclopedia nè un vassoietto di paste. Un libro può essere un'idea, magari di quelli buoni per una serie di occasioni (ricordatevi che non sapete il destinatario finale del regalo!!!). Tale regalo, qualora non sia necessario, se ne tornerà via con voi, pronto a nuove uscite a cena o a nuovi acciuffamenti domestici al volo. Lasciatelo dunque giacere in fondo alla busta senza problemi.  Ad un'eventuale domanda: c'è anche questo in fondo alla busta! proferita da un bambino rufolone della casa ospite o da un ospite rimasto bambino, nel caso in cui nessuno vi abbia fatto un regalo insperato, la risposta può essere: 1) è un regalo che ho ricevuto prima di venire qui; 2) oh, ma guarda, me lo ero dimenticato (grrrr!) 3) sorpresa: è una cosa simbolica che ho aggiunto al regalo principale (ancora grrr). 
Quest'anno io ho fatto questo regalo ai colleghi di mio marito, ma me ne sono fatta tre in più proprio per rispondere a questo tipo di emergenza. Corrisponde alle caratteristiche suddette: è un regalo alimentare, e quindi va bene a tutti, pesa poco più di mezzo chilo, il suo confezionamento è abbastanza stabile (se lo fate come si deve), non è deperibile. Si tratta di un pacco di spaghetti di Libera con un mestolo beneaugurante e due peperoncinoni finti contenenti i nostri ormai celebri peperoncini. Ecco come si fa:

                                             

Occorrente:
carta paglia
nastro adesivo
nastro biadesivo
carta da regalo rossa lucida per alimenti (se non la trovate per alimenti prendete quella normale, ma anche carta da forno)
carta crespa verde
nastro da pacchi rosso
peperoncini secchi
pacco di spaghetti


Incartate il pacco di pasta (io ho scelto gli spaghetti di Libera, fatti con  grani coltivati nei terreni requisiti alla mafia http://liberaterra.it/it/home/con il classico incrocio del nastro da regalo nel centro e infilatevi il mestolo di legno


 Confezionate il peperoncino con la carta rossa


Riempitelo di peperoncini e chiudetelo  con il nastro adesivo


Coprite il picciolo con una strisciolina di carta crespa fermata in partenza e alla fine col nastro biadesivo


Legate saldamente i peperoncinoni alla confezione 








venerdì 11 gennaio 2013

peperoncini ripieni sott'olio





Vi ricordate la nostra "sunday chilies fever"? Ebbene, è stata intensa, lunga e dolorosa, ma almeno qualche frutto lo ha dato: tra gli altri una serie di barattoli (nemmeno tanti, a dire il vero) di peperoncini piccanti ripieni.
Dalla fatica che ci abbiamo fatto li avevo addirittura rimossi e non avevo ancora postato la  fotoricetta. Rimedio ora che di barattoli ne è rimasto solo uno e la fatica è ormai solo un ricordo. Con la rimembranza (vi ricordate le "Rimembranze" di Leopardi, dei bei tempi delle Superiori?), tutto sembra più bello, perfino gli habanero che mi hanno fatto piangere più lacrime di "A Silvia" (per restare in tema leopardiano).
Quasi con nostalgia, dunque, invio a scrivervi gli ingredienti:

1kg di peperoncini tondi piccanti

per la bollitura
1/2 litro di aceto bianco
1/2 litro di vino bianco
2 foglie di alloro
3 chiodi di garofano
tre rametti di origano fresco o un cucchiaio di origano secco
2 cucchiaini di pepe nero e bianco in grani 

per il ripieno
10 acciughe sott'olio
3 cucchiai di capperi in salamoia
400 grammi di tonno sott'olio
olio extravergine di oliva qb

Per prima cosa armatevi di guanti e svuotate tutti i peperoncini. Indossate due paia di guanti uno sull'altro o predesponetevi a cambiarli a metà lavoro, perché è probabile che la capsicina finisca col bruciarli, lasciandovi scoperta la pelle.



Quando sarete quasi a fine lavoro mettete a bollire aceto e vino in una pentola capiente; quando questi avranno raggiunto il bollore aggiungete gli ingredienti per la bollitura e fate sobbollire almeno un minuto.




A questo punto aggiungete i peperoncini, che dovranno bollire almeno per tre minuti. 


Trascorso questo tempo prelevate dalla miscela bollente i peperoncini con una schiumarola e metteli a sgocciolare appoggiati  su della carta da cucina a sua volta su un cannovaccio di bucato almeno per una notte; ricordate che quanto meglio si asciugheranno, tanto meglio si conserveranno.
Preparate dunque il ripieno, tagliando le acciughe e dissalando i capperi prima e passando per pochi secondi in un mixer il composto di tutti gli ingredienti.
Non vi resta (si fa per dire) che riempire i peperoncini e metterli in un barattolo, su cui poi andrà versato dell'olio evo.






Le ricette di cui ho fatto la summa non prevedevano la bollitura a prodotto finito, ma io preferisco sempre essere sicura (in realtà contro le insidie del botulino sicuri sicuri non si è mai, neppure con i prodotti industriali...ma facciamo comunque tutto quello che si può, sempre tutti pronti, in caso di dubbio, a volare via barattolo e contenuto..). 


Questo è il prodotto finito


Questo è il prodotto confezionato; carino, no?




martedì 20 novembre 2012

Marmellata di peperoni e peperoncini


Questa ricetta partecipa a :


http://www.tracucinaepc.blogspot.it/2012/09/pensando-gia-natale-il-mio-secondo.html

Vi ricordate la nostra "Sathurday chili fever?" Ebbene, è stata una malattia abbastanza grave, ma qualche frutto lo ha portato: tra questi, oltre ai peperoncini alla calabrese già pubblicati, le conserve che riempiranno le cassette (ancora da fare, ci vorrà un altro paio di sabati di febbre, stavolta da falegname, presumo) che abbiamo intenzione di regalare ad amici e parenti per il prossimo Natale.

Questi gli ingredienti
960 g di peperoni rossi (per la cronaca e per amor di verità non di nostra produzione)
40 grammi di peperoncini habanero (produzione propria)
500 grammi di zucchero
1 bicchiere di vino rosso

in caso di peperoncini italiani poco piccanti
600 grammi peperoni rossi
400 grammi peperoncini poco piccanti

in caso di peperoncini italiani piccanti
800 grammi di peperoni rossi
200 grammi di peperoncini
Insomma, avrete capito che in tutto dovrete avere 1 kg tra peperoni e peperoncini! (Scusate se siamo prolisse, ma ci teniamo a che non prendiate fuoco al primo assaggio!)


Procedimento
Tagliate e pulite da semi e filamenti i peperoni e i peperoncini, ricordandosi di utilizzare guanti, mascherina e occhiali per i peperoncini. Se non avete la bocca foderata di amianto vi suggeriamo di togliere accuaratamente i semi e i filamenti interni. 


A volte un solo paio di guanti usa e getta non basta: in caso di grandi quantità utilizzatene due paia, o uno sopra l'altro o sostituiteli quando li vedrete molto vissuti. La capsicina contenuta nei peperoncini, infatti, a lungo andare aggredisce anche il lattice dei guanti.


Tagliate a striscioline anche i peperoni innocui e metteteli a cuocere in una pentola preferibilmente di acciaio con il vino per almeno 20 minuti. Trascorso questo tempo passate il tutto


e rimettete a cuocere quanto prodotto aggiungendo lo zucchero. Noi abbiamo utilizzato la macchina per il pane, programmata sul ciclo "marmellata". Se invece volete cuocere ancora nella pentola, valgono le avvertenze utili per tutte le marmellate del mondo, ovvero si cuoce fintanto che il composto non supera la prova "goccia sul piattino". Questa vera  e propria prova di iniziazione di ogni marmellata che si rispetti consiste nel far cadere da un cucchiaio una goccia di marmellata su un piattino, quindi inclinare lo stesso: se la goccia scende molto lentamente, mostrando una viscosità notevole, la prova è superata. A questo punto invasate, seguendo le indicazioni che abbiamo già dato nel post dal titolo "facciamo come le formiche, lavoriamo per l'inverno": http://cecieviola.blogspot.it/2012/08/facciamo-come-le-formiche-lavoriamo-per.html

Siccome ogni ricetta che vogliamo regalare prima la proviamo (ci teniamo all'incolumità dei nostri amici e parenti, e anche a quella delle loro papille!) l'abbiamo provata su delle ricottine adeguatamente messe in forma, e questo è il risultato:






venerdì 5 ottobre 2012

Sunday chillies fever


Sapevate che in una regione italiana c'è chi ha dedicato al peperoncino addirittura un museo? Il logo, molto interessante dal punto di vista grafico ed efficace, è un capitello sormontato da un grosso peperoncino. E indovinate quale regione ha fatto ciò? Lo so che avete indovinato (tanto non si vinceva niente..): la Calabria! E quale, se no? La patria della 'nduja ha addirittura una Accademia del peperoncino, appunto, (a cui vi rimando attraverso il link: http://www.peperoncino.org/old/idea.html) che ha promosso la creazione di un museo interamente dedicato a questo alimento. Nel sito ho letto le innumerevoli qualità di questo vegetale. 
Per colmare la mia insipienza, che mi ha fatto ignorare per tanti anni le straordinarie virtù di questo frutto, ho fatto una capatina anche su Wikipedia, dove ho letto che il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi, addirittura già nel 5500 a.C. in  Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dalle popolazioni del Perù e del Messico
In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo, che lo portò dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Poiché Colombo sbarcò in un'isola caraibica, molto probabilmente la specie da lui incontrata fu il Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.




Capsicum annuum - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-027.jpg
http://it.wikipedia.org/wiki/Capsicum
Introdotto quindi in Europa dagli spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la 
Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come accadeva con altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannellanoce moscata, ecc. Dunque il peperoncino è una spezia "democratica", che anche i poveri possono utilizzare! Questo me lo rende ancora più simpatico!


Il peperoncino si è acclimatato per bene anche a casa mia! 
Il frutto venne chiamato peperone a causa della somiglianza nel gusto con il pepe, Piper in latino. Il nome con il quale era chiamato nel nuovo mondo in lingua nahuatl era chillixilli (leggi cìlli o scìlli), rimasto sostanzialmente nello spagnolo del Messico e dell'America Centrale (chile) e nella lingua inglese (chili) e pure in alcuni nomi di varietà, come il chiltepin (C. annuum var. aviculare), derivato dalla Lingua nahuatlchilitecpintl o peperoncino pulce, per le dimensioni e il gusto ferocemente piccante. 


Certo che sono assai carini da vedere, non è vero?
Se c'è chi al peperoncino dedica un museo, la nostra famiglia non arriva a tanto, ma a dedicargli una serie di fine settimana, questo sì!

Tra la raccolta...
.....sul tetto della lavanderia in terrazza....
 
....l'eliminazione dei gambi


...l'eventuale svuotamento...






....e il taglio di migliaia di peperoncini!
Non so ancora prevedere quando guariremo dalla nostra "Sunday chillies fever"! 

Ai prossimi post vi daremo le ricette. Vi aspettiamo! 





giovedì 23 agosto 2012

peperoncini alla calabrese


Questo è il primo raccolto di peperoncini della stagione e abbiamo deciso di rifarsi, come ricetta, alla patria delle preparazioni a base di peperoncino: la Calabria. La ricetta non è mia, dunque, ma la riporto in poche righe: 
per 60 grammi di peperoncini ho usato circa 5 cucchiai di sale fino e mezzo bicchiere di aceto bianco.




ho tagliato i peperoncini;




li ho messi in un cannovaccio pulito sopra un colino (sopra ad una zuppiera, non si sa mai...), li ho cosparsi di sale a strati (1 strato di peperoncini, uno di sale, uno di peperoncini, 1 di sale, ecc) e quando ho finito i peperoncini li ho cosparsi con l'aceto.





 Dopo una notte ho scosso via il sale e ho messo la preparazione in un barattolino precedentemente sterilizzato.




Ed infine ho coperto d'olio. 

AVVERTENZE: UTILIZZATE SEMPRE I GUANTI E RICORDATEVI DI NON TOCCARVI LA FACCIA, MENTRE ATTENDETE A QUESTA PREPARAZIONE E RICORDATEVI DI INALARE CON CAUTELA SOPRATTUTTO NELLA FASE DEL TAGLIUZZAMENTO DEI PEPERONCINI. A ME E' QUASI VENUTA UNA CRISI RESPIRATORIA.INFATTI DA ORA IN POI OLTRE AI GUANTI USERO' ANCHE MASCHERINA E OCCHIALI DA SALDATORE!!!!!!!!

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