venerdì 5 ottobre 2012

Sunday chillies fever


Sapevate che in una regione italiana c'è chi ha dedicato al peperoncino addirittura un museo? Il logo, molto interessante dal punto di vista grafico ed efficace, è un capitello sormontato da un grosso peperoncino. E indovinate quale regione ha fatto ciò? Lo so che avete indovinato (tanto non si vinceva niente..): la Calabria! E quale, se no? La patria della 'nduja ha addirittura una Accademia del peperoncino, appunto, (a cui vi rimando attraverso il link: http://www.peperoncino.org/old/idea.html) che ha promosso la creazione di un museo interamente dedicato a questo alimento. Nel sito ho letto le innumerevoli qualità di questo vegetale. 
Per colmare la mia insipienza, che mi ha fatto ignorare per tanti anni le straordinarie virtù di questo frutto, ho fatto una capatina anche su Wikipedia, dove ho letto che il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi, addirittura già nel 5500 a.C. in  Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dalle popolazioni del Perù e del Messico
In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo, che lo portò dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. Poiché Colombo sbarcò in un'isola caraibica, molto probabilmente la specie da lui incontrata fu il Capsicum chinense, delle varietà Scotch Bonnet o Habanero, le più diffuse nelle isole.




Capsicum annuum - Köhler–s Medizinal-Pflanzen-027.jpg
http://it.wikipedia.org/wiki/Capsicum
Introdotto quindi in Europa dagli spagnoli, ebbe un immediato successo, ma i guadagni che la 
Spagna si aspettava dal commercio di tale frutto (come accadeva con altre spezie orientali) furono deludenti, poiché il peperoncino si acclimatò benissimo nel vecchio continente, diffondendosi in tutte le regioni meridionali, in Africa ed in Asia, e venne così adottato come spezia anche da quella parte della popolazione che non poteva permettersi l'acquisto di cannellanoce moscata, ecc. Dunque il peperoncino è una spezia "democratica", che anche i poveri possono utilizzare! Questo me lo rende ancora più simpatico!


Il peperoncino si è acclimatato per bene anche a casa mia! 
Il frutto venne chiamato peperone a causa della somiglianza nel gusto con il pepe, Piper in latino. Il nome con il quale era chiamato nel nuovo mondo in lingua nahuatl era chillixilli (leggi cìlli o scìlli), rimasto sostanzialmente nello spagnolo del Messico e dell'America Centrale (chile) e nella lingua inglese (chili) e pure in alcuni nomi di varietà, come il chiltepin (C. annuum var. aviculare), derivato dalla Lingua nahuatlchilitecpintl o peperoncino pulce, per le dimensioni e il gusto ferocemente piccante. 


Certo che sono assai carini da vedere, non è vero?
Se c'è chi al peperoncino dedica un museo, la nostra famiglia non arriva a tanto, ma a dedicargli una serie di fine settimana, questo sì!

Tra la raccolta...
.....sul tetto della lavanderia in terrazza....
 
....l'eliminazione dei gambi


...l'eventuale svuotamento...






....e il taglio di migliaia di peperoncini!
Non so ancora prevedere quando guariremo dalla nostra "Sunday chillies fever"! 

Ai prossimi post vi daremo le ricette. Vi aspettiamo! 





1 commento:

Gus ha detto...

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