sabato 13 ottobre 2012

muffin filologici (si fa per dire)


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Si parla spesso dei muffin di Mamy, e anch'io per prima ci sono cascata, citando una frase riportata da  un libro di ricette. Invece nel film Mamy non propone a Rossella "uno dei suoi muffin" ma le suggerisce semplicemente di "mangiare qualcosa", proprio per non doversi ingozzare alla festa. Sfatato il primo mito legato ai muffin, procediamo nell'indagine. E arriviamo al tema "caldo" degli ingredienti: la ricetta, secondo me padroneggiata da tutte le mamy del sud degli Stati Uniti all'epoca della guerra di Secessione doveva prevedere ingredienti un po' diversi da quelli che usiamo: farina semplice invece che 00, zucchero di canna, magari raffinato, dato la ricchezza della famiglia, bicarbonato e cremor tartaro anziché lievito vaniglinato e di certo, come sa chiunque sia stato anche solo una settimana negli States, cannella a gogò. Ho fatto una ricerca su internet, ma ho trovato una serie di versioni della mia ricetta, quella dell'epoca in cui citavo la Mamy che proponeva il muffin. Quindi immetto nel web la mia versione, passibile di critiche e revisioni. Non so se il cremor tartaro, di certo prodotto a Roma già del XVIII secolo, era esportato sistematicamente negli Stati Uniti. Di certo un tipo di lievito secco era stato messo a punto miscelando bicarbonato e cremor tartaro dal 1835 e commercializzato a partire dal 1850. Ma Mamy lo avrebbe avuto? O avrebbe utilizzato il lievito madre, quello del pane? Con questo interrogativo vi passo il mio modesto tentativo di ricostruzione storica: 

Ingredienti
2 tazze di farina 0
1/2 tazza di latte
1/2 tazza di zucchero di canna
2 uova
4 cucchiai di burro
1 cucchiano scarso di cremor tartaro (con tutte le perplessità già enunciate)
1 cucchiano scarso di bicarbonato di sodio (con ancor più perplessità)
1 cucchiaino di cannella in polvere (con una buona dose di sicurezza)



Procedimento
Anche su questo fronte, come avranno fatto nel XIX secolo a montare il burro con lo zucchero come ho fatto io? E' vero che le mamy erano robuste ed avvezze, poverette, alle fatiche, ma io ho tenuto l'impasto nella planetaria per dieci minuti! Dunque tutto l'impegno filologico va diretto a farsi benedire...
Poi ho aggiunto un uovo alla volta, il latte, la farina miscelata con i lieviti e la cannella passati al setaccio ed ho messo in forno per 15 minuti. O forse 20? Vale, dopo i primi 10 minuti, la prova stecchino.






Quattro li abbiamo mangiati così, alla moda del Sud, mentre altri quattro sono stati donati da Viola ai suoi amici, trasformati in cupcake, ovvero scavati (vedi la ricetta dei cupcake senza glutine) e riempiti di crema al burro alle noci, realizzata con: 
150 grammi di margarina morbida
150 grammi di zucchero vanigliato
una puntina di vanillina
10 gherigli di noce (6 sbriciolati e 4 infilati come sorpresa all'interno)




3 commenti:

Lu.C.I.A. ha detto...

Che belli questi muffin... e bellissima la tua ricostruzione storica! Comunque, uno lo assaggerei!

Gus ha detto...

Un link:

http://productforums.google.com/forum/#!category-topic/blogger-it/altro/rOIo8wBefrw

Vedi se può esserti d'aiuto.

Ciao.

Morena ha detto...

Io posso solo dirti che la tua versione mi piace un sacco e se potessi me ne mangerei un paio subito!!!
Grazie x aver partecipato alla mia sfida!
Un abbraccio