domenica 30 marzo 2014

Ancora del riordino della dispensa e gnocchi alla romana


Vi ricordate la cena di tante persone di cui ho parlato in un post poi scomparso misteriosamente? Ebbene, il tema della cena improvvisamente cambiò, trasformandosi da cena "alla rinfusa" in "cena etnica". Poi ve ne parlerò più diffusamente. Ebbene, abbiamo dovuto cambiare anche le nostre ricette. Addio torte collaudate e vai con dolci della tradizione delle varie etnie che la nostra città ha ospitato fin dal XVII secolo. E dunque daì con i baclava armeni, con i biscotti ebraici e col dolce di semolino nordafricano.  Giustappunto. Mentre i baclava ci sono venuti bruttini ma un giulebbe di sapori ("giulebbe" è parola tipica livornese, probabilmente tratta dal Bagitto- dialetto ebraico), i biscotti ebraici mangiabili, il dolce di semolino è stata una vera delusione. Che fare dunque con i tre chili di semolino comprato per l'occasione? Non solo la festa non mi ha dato l'occasione di fare un bel ripulisti in dispensa, ma ha aggravato la mia situazione! Intollerabile!Qualche giorno dopo mi è venuta in mente una ricetta che facevo quando Viola era piccolina: gli gnocchi alla romana. Avrei voluto dirvi due parole sull'origine di questo piatto, ma neppure su internet le idee sono chiare. La grande quantità di burro utilizzata per la ricetta ne farebbe un piatto più del nord che del centro sud Italia, in effetti. Allora ho deciso di mettere da parte le diatribe storiche e postarvi la ricetta


Ingredienti

 1 litro di latte

2 rossi di uovo, 

100 grammi di burro, 
250 grammi di farina di semola, 
sale. 

noce moscata
Altro burro per condire
parmigiano grattugiato per spolverizzare

Procedimento
 Mettete sul fioco una pentola con latte, burro e sale e fate arrivare al  bollore. 

Abbassate la fiamma e di fate cadere la farina a pioggia, aiutandovi con un cucchiaio di legno, e mescolate fino a che il composto inizia a staccarsi dalle pareti della pentola. 


Togliete dal fuoco e fate raffreddare, dunque aggiungete i rossi di uovo mescolando finché non diventi un unico impasto. 
 Stendete  composto in  una teglia unta di burro dandogli lo spessore di un centimetro e fate riposare un'altra mezz'oretta. 

Tagliate con un tagliapasta rotondo dei cerchi e disponete su una pirofila precedentemente unta di burro.

Condite con qualche fiocchetto di burro e parmigiano grattugiato e infornate a 200°  per venti minuti. 

Buon appetito! (Quanto ai dolci etnici: un'amica ha fatto le foto e le aspettiamo a gloria per pubblicarle!)

mercoledì 26 marzo 2014

Ancora coperture golose per dolcetti preziosi


Continuo come promesso l'exursus sulle paste da copertura. Stavolta tocca al cioccolato plastico


Ingredienti
1 etto di cioccolato bianco
1 cucchiaio abbondante di miele
3 cucchiai di acqua tiepida
zucchero a velo q.b.

Procedimento
Fate fondere a bagno maria il cioccolato e, a fuoco spento ma ancora a bagno aggiungete il miele e un cucchiaio di acqua. Amalgamate e trasferite, ancora col cucchiaio (altrimenti vi ustionate, e più che delusione proverete dolore fisico, che vale ancor meno la pena di provare cucinando..) dal pentolino del bagnomaria ad una scodella. Qualora l'impasto avesse fatto grumi aggiungete pochissima acqua alla volta. A questo punto vi troverete davanti nelle migliore delle ipotesi una palletta di un'untuosità inaudita, visto che si sarà sciolto tutto il burro di cacao contenuto nel cioccolato. Non vi arrendete! Cominciate ad aggiungere lo zucchero a velo e abbiate fede. Alla fine l'impasto dovrà avere la consistenza della pasta di  zucchero, ma la proprietà di potersi assottigliare maggiormente senza lacerarsi. E il sapore è secondo me assai migliore! L'unico inconveniente è che il bianco non si potrà ottenere mai, e questo elegante tono avorio altererà probabilmente la formazione dei colori...Del resto, però, nessuno è perfetto!

In compenso però il cioccolato plastico può essere dipinto a pennello con i coloranti alimentari in gel. Pensate che questo procedimento renda i vostri dolci "tossici"? Sbagliate: la quantità di colore che in questo modo assorbe è di gran lunga inferiore a quella necessaria per colorare tutto il panetto di copertura.

        
Dunque, non vi resta che provare! E buona fortuna!

lunedì 24 marzo 2014

Cups Primavera e Pasta di Mashmallow


Una volta tanto mantengo una promessa: insieme a questi altri cups, opera di Viola, decorati ancora in pasta di zucchero, ho deciso di ripubblicare la ricetta per la pasta di mashmallow. Alcuni sostengono che non sia professionale. Io penso che piuttosto che spendere cinque euro l'etto per una pasta di zucchero, sia più opportuno tentare di arrangiarsi con quel che si può trovare vicino a casa propria. In più, come vedrete, la pdm ha i suoi bei lati positivi. Come tutte le cose, del resto, in questo mondo. 




Ed eccovi, dopo avervi dimostrato le meraviglie della pasta di zucchero, le opportunità che i mashmallow posso insospettatamente riservarci: 
Ricetta per pdm
  1. 150 grammi di marshmallow
  2. 350 grammi di zucchero a velo (se lo fate da soli aggiungete anche un cucchiaio colmo di amido e una bustina di vanillina)
  3. 2 cucchiai di acqua


Procedimento
  • mettere il marshmallow in una terrina adatta al microonde e cospargerlo con i due cucchiai di acqua e porre in microonde a 750 per 20 secondi
  • estrarre dal microonde e girare energicamente per qualche secondo

  • qualora l'impasto non avesse questa consistenza rimettere nel microonde per altri 20 secondi
  • aggiungere lo zucchero a velo setacciato (se avete optato per quello casalingo ricordate di miscelarlo con amido e vanillina prima di setacciare)
  • girare con molta energia il composto così ottenuto in una prima fase direttamente nella terrina

e solo in seguito sulla spianatoia, per evitare di restare inglobati voi stessi nell'impasto

La consistenza finale dovrebbe essere questa :

Il consiglio è di farla riposare il più possibile; io non l'ho fatto e la consistenza era molto gommosa.

Devo dire che questa pasta non è equivalente alla pasta di zucchero tradizionale, perchè più elastica.
Comunque una sua dignità la possiede, e io sono riuscita a tirarci fuori qualcosa:


Quando, in passato l'ho usata dopo un periodo di riposo (qualche giorno, ovviamente riposta in un sacchetto di plastica chiuso ermeticamente), ho avuto dei risultati migliori:
E, devo dire, che proprio la sua consistenza la rende impareggiabile per la creazione di nastri da arrotolare, che restano in piega quasi da soli, senza bisogno di supporti:

Spero di essere stata di aiuto a chi si scontra con difficoltà di reperimento di materie particolari, come la pasta di zucchero, e nonostante questo vuole cimentarsi nella decorazione di torte.



Buon lavoro a tutte !!!

domenica 23 marzo 2014

Auguri a Ambra, a Cinzia, a Fabrizia, a Kasha e a Ketty e consigli per la pasta di zucchero


Siccome per la festa dei cinquant'anni di Fulvia anche diverse altre amiche festeggiavano il compleanno, ho pensato di fare una cosina ciascuna. Così sono nati i cupcake che si intonano alla torta di Fulvia. Medesimi sono impasto e farcitura http://cecieviola.blogspot.it/2014/03/auguri-fulvia.html, analoghi i temi per la decorazione in pasta di zucchero. 


Personalizzato per ciascuna è il colore.



Si tratta di un pensierino piccolo, però ci abbiamo messo tutto il cuore.




Ecco il frutto del nostro lavoro (soprattutto di  quello di Viola), e l'immagine della solita cucina devastata a fine operazione! Da allora in poi quello sì che è lavoro tutto mio!



Rispondo qui all'amica Iole, del bellissimo blog "Iolecal" http://iolecal.blogspot.it/, che mi chiede quale pasta di zucchero io utilizzi. Io la compro in negozio, perché non ho mai tempo di fare tentativi avventurosi al momento della copertura di una torta. In più, da quando a Livorno sono aperti ben 4 negozi di cake design i prezzi hanno avuto una discreta discesa. Pensate che ieri c'è stata un'offerta della pasta di zucchero colorata a 5 euro il chilo! Questa è stata un'occasione irripetibile (infatti Viola è arrivata a casa con un bel pacco di pasta di zucchero!) ma 7- 8 euro è un prezzo che potete trovare. Certo il mio consiglio è comunque quello di non  risparmiare mai discapito della qualità!Senza voler affamare nessuno, commercianti compresi, ho visto sul web che qualche amica è arrivata a pagare la pdz 5 euro l'etto.. Dico, scherziamo? Credo però che questi siano prezzi vicini a quelli delle confezioni che si trovano nei supermercati.  Calcolate che sul web la pdz si trova a 10 euro il chilo. Forse vale la pena fane un acquisto su internet, se la differenza di prezzo dovesse essere così eclatante. C'è, a questo proposito, un bel post di http://www.italiancakedesigner.com/2013/05/la-pasta-di-zucchero-quanto-costa-le.html

Tuttavia io non ho sempre usato pasta di zucchero pronta. Diciotto anni fa, quando ho cominciato a fare torte decorate (per poi interrompere per sopraggiunti problemi di tempo), a Livorno il negozio che adesso è diventato una succursale della Wilton era una torrefazione, e di meglio proprio non c'era niente. Dunque mi procurai un bel libro: questo 


E siccome voi sapete che oltre al fare pubblicità detesto anche "rubacchiare", ovvero spacciare per mie cose che non lo sono,  sia dal web che dai libri, metto, per l'amica Iole e per chi ne abbisogni, i passaggi tratti dal libro.





Siccome è probabile che nei piccoli centri non si trovi né l'albume pastorizzato, nè il glucosio liquido, propongo una ricetta passatami da una delle signore che frequentano con me l'ex torrefazione.

  • 450 g di zucchero a velo (anche semolato macinato, ma deve essere davvero polverizzato, o la resa sarà infausta!)
  • 6 g di colla di pesce
  • 30 ml d’acqua
  • 60 g di miele
  • 10 g di burro
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
Mettete lo zucchero a velo setacciato in una ciotola e mettete a scaldare  in un pentolino l’acqua per sciogliervi la colla di pesce. Quando questa è sciolta aggiungetevi fuori dal fuoco il miele, le gocce di vaniglia e il burro a pomata. Amalgamate il tutto, portate ad una consistenza piuttosto liquida e versate a filo nello zucchero. Mettete il tutto in un robot da cucina e azionate. Da questo punto in poi potete seguire le istruzioni del procedimento spiegato dal libro. Ricordatevi di cospargere il tavolo di zucchero prima di impastare. Tutti consigliano di lasciar riposare la pasta almeno due ore in frigo dentro ad un sacchetto di plastica per alimenti. Io non ricordo se lo facevo o no...è passato così tanto tempo.....Sob..

A breve, avvicinandosi la stagione di comunioni e cresime, vorrei fare un post sulle varie coperture delle torte, nella speranza di essere utile a tutte voi. Dunque, mie care, vi aspetto alla prossima!

sabato 22 marzo 2014

Auguri Fulvia


Per il cinquantesimo compleanno della nostra amica e collega Fulvia, Emilia ha organizzato un compleanno a sorpresa. O meglio, proprio proprio a sorpresa no, ma quasi. Con la scusa di festeggiare un compleanno collettivo, ci sarebbe scappato anche di festeggiare i suoi 50 anni. Invece Emilia ha pensato che un'occasione come questa meritasse un plus di impegno.. ed è stata brava, visto che la festeggiata ha capito solo dopo una decina di minuti che la star della serata sarebbe stata proprio lei!!!! Ahahah! Questa è la torta che le ha preparato Viola: una mud cake farcita con crema chantilly (entrambe le ricette qui:   http://cecieviola.blogspot.it/2014/03/grazie-thomas-ritorniamo-alle-origini.html)
Per creare questa torta preparate e cuocete la mud cake almeno 12 ore prima di tagliarla (prima rischiate di sbriciolarla troppo). Tagliatela in tre parti e mettete la crema chantilly direttamente sul primo strato di torta. Essendo già molto grassa e morbida, la mud cake non ha bisogno di bagne, anzi. 



Coprite con l'altro disco e disponete sopra questo un ulteriore strato di crema, su cui andrà l'ultimo strato di torta. Al terzo ci siamo fermate. Anche perché dal terzo strato in poi è necessario creare un minimo di impalcatura, o gli strati tendono a separarsi quando meno te lo aspetti. Viola ci ha messo anche le gocce di cioccolato. 



Mettete in frigo a consolidare almeno per due ore. Intanto rilassatevi e mettete a fare la crema al burro, la cui ricetta trovate qui http://cecieviola.blogspot.it/2012/06/ricetta-della-crema-al-burro_15.html
Quando la crema al burro sarà pronta spalmatela sul dolce, in modo da far sparire le imprecisioni e fargli accogliere meglio la pasta di zucchero. Non a caso ho sentito chiamare questa fase dello "stuccaggio"
Mettete la torta ancora per un paio d'ore in frigo. Nel frattempo se volete realizzare un progetto come questo, potete cominciare a realizzare i decori di pasta di zucchero


E ancora tanti auguri Fulvia!!!!!

giovedì 20 marzo 2014

Pasta "Sfida all'eco del frigo"


Decisamente devo cambiare qualcosa nella mia vita. Se non riesco più neppure a trovare il tempo di fare la spesa come si deve, mi sa che devo decidermi a fare quelle benedette schede organizzative che vi avevo mostrato qualche tempo fa....Intanto, però, la cena incombe. Ieri abbiamo fatto una minestra di fagioli in scatola con secondo di piselli alla pancetta. Due legumi in una botta. Forse è il caso di introdurre nella nostra dieta qualche verdura fresca... Ma nel frigo impietoso, (io ho un modello antiquato, di quelli che non si riempiono da soli...) c'è giusto qualche  carota reduce da un pinzimonio di due giorni prima e tre (3!) falde di peperone. Un po' pochino per improvvisare qualcosa. Intanto metto su l'acqua per la pasta, poi qualcosa in mente mi verrà. Per fortuna le cipolle del cestino della dispensa non hanno ancora messo radici; qualche ciuffetto è loro un po' cresciuto, ma la tolleranza delle diversità è il mio forte. Dunque, metto il padellone al fuoco, quello con cui mio marito incendia una volta l'anno la cucina, e faccio scaldare un po' d'olio. Affetto le cipolle e le lascio soffriggere un po'. Poi aggiungo le carote. Qualcosa dal congelatore mi salverà, me lo sento. Ma il congelatore è della stessa marca del frigo. Ergo, trovo solo un cubotto di brodo di verdure, quasi limpido, reduce da una vellutata fatta con un esubero di acqua. Aggiungo alle cipolle e le carote che solitarie intanto stufano, perdendosi un po' nel padellone delle feste, le falde di peperoni fatte anch'esse a tocchetti e infine il brodo, con un po' di sale. Butto la pasta. Sono pronta a lanciarmi allo sbaraglio. I miei figli sono ben educati, e non mi tirerebbero mai addosso un piatto di pasta, anche nel caso in cui a loro non piacesse, o addirittura facesse proprio schifo. Sono piuttosto i tipi che la passerebbero sotto l'acqua bollente per ripiegare su una pasta a burro stile mensa scolastica. Sono molto giovani e i loro stomaci ancora temprati da quelle fatiche. Scolo la pasta al dente: già che sono in ballo, decido di ballare per bene. Faccio saltare i fusilli senza glutine (ulteriore azzardo, perché la pasta senza glutine non sempre regge il salto..) nel condimento e aggiungo un giro di olio di quello buono e impiatto. Sorpresona! Questa pasta è buonissima!!! L'avrà benedetta il santo che sostiene le madri poco organizzate o quello che protegge i figli delle donne troppo impegnate, fatto sta che ce ne saremmo mangiati un paio di piatti ciascuno! E invece avevo perfino sbagliato le dosi della pasta, e ci siamo dovuti accontentare di un piattino a testa! Per fortuna i ragazzi avevano per dessert i dolcetti fatti da Viola per la festa del papà, venuti troppo male in foto per mostrarli qua ma troppo buoni per reggere all'assenza di un papà che festeggerà il giorno dopo a quello stabilito dal calendario!

Ingredienti
Pasta corta per tre persone
2 carote tagliate a tocchetti
1 peperone anch'esso tagliato a tocchetti
2 cipolle
una tazza di brodo vegetale
sale e olio evo q.b.

Procedimento
Fate soffriggere le cipolle, poi le carote e infine i peperoni. Aggiungete il brodo e il sale e fate tirare qualche minuto. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nel condimento. Condite con un ulteriore filo di olio evo e servite. 
Buon appetito!

mercoledì 19 marzo 2014

W Simone, babbo rock!!!!


Un post al volo per festeggiare tutti i papà, soprattutto quelli che sanno conciliare le proprie passioni "storiche" e il paternage !!! E' il caso di Simone, babbo esemplare di due splendide bambine, Mia e Nina, che conserva la sua anima rock anche tra bambole e pannolini! Sarà per questo che le sue donne (moglie compresa) lo amano così tanto? Tanti auguri a Simone e a tutti i papà del mondo!!! 

martedì 18 marzo 2014

Tortine nocciole e cioccolato senza latte né uova

Questa ricetta partecipa al contest 



Non pensiate che l'organizzazione della cucina sia passata in cavalleria. In realtà Viola ha fatto un discreto ripulisti. Ma siccome la decorazione dei tappi ancora è lontana, vi risparmiamo il reportage di scatole ammezzate e barattoli scompagnati. Pertanto, visto che ero un po' in crisi di astinenza da blog, ho deciso di postare questa ricetta che Viola ha portato in regalo ad una sua amica, blogger anche lei, Makbule, autrice di "The cheap and chip blog". E' sua questa foto, di certo molto migliore delle nostre.

Ingredienti

400 g di farina

un pizzico di sale

250 grammi di margarina a pezzetti

 180 grammi di zucchero bianco

  150 grammi di farina di nocciole

    120 grammi di zucchero di canna

 acqua fredda q.b.



Procedimento
Mescolate le farine con gli zuccheri. Se siete delle amanti del procedimento a fontana fate la margarina a pezzetti e mettetela nel centro del vulcanetto di farine e zuccheri e impastate Se siete grezze come me infilate prima le farine, poi gli zuccheri nel mixer, poi la margarina a cubetti e avviate; se necessario aggiustate con acqua fredda a cucchiai, finché l'impasto non raggiunge la giusta consistenza. Fate raffreddare per mezz'ora e tirate in una sfoglia con cui fodererete degli stampini da muffin. Bucherellateli e lasciateli riposare. Intanto preparate la ganache vegetale. Ah, dimenticavo! Tagliate con un coppapasta tondo dei biscotti nello stesso numero dei cups.


Ganache al cioccolato
Ingredienti
200 grammi di cioccolato fondente senza latte
200 grammi di panna vegetale

Procedimento














Fondete il cioccolato a bagnomaria, raffreddandolo aggiungendo almeno 50 grammi di cioccolato a scaglie.

Aggiungete, quando il cioccolato sarà abbastanza freddo, la panna vegetale e mescolate, finché il composto sarà omogeneo. Versatelo nei cups crudi e bucherellati fino quasi al riempimento, quindi coprite con il biscotto e infornate a forno caldo a 160°. 







Basteranno venti minuti. Qui non vale la prova stecchino, perché dentro la ganache resta morbida comunque, ed è il bello di queste tortine, croccanti fuori e morbidine dentro. Vale piuttosto la prova "occhio di lince": la doratura deve essere appena accennata, perché altrimenti questo impasto tende ad indurire un po' troppo. Ciò non deve tuttavia spaventarvi, anzi, farvi venire voglia di cimentarvi in queste deliziose tortine 100% vegetali!

lunedì 17 marzo 2014

Grazie a Thomas ritorniamo alle origini!!!





Ebbene sì, ritorniamo alla nostra vecchia passione: le torte decorate. Temporaneamente abbandonate le problematiche dell'organizzazione e dello sviluppo personale, della politica e del volontariato (che per noi, tra l'altro, coincidono), un bagno nello zucchero non poteva farci che bene. Io, a dire la verità, personalmente stavolta sono stata solo a guardare. Ho solo avuto il grande merito di tirar fuori al momento giusto la ricetta giusta, dopo un esperimento fallito. Più che fallito, biscottato... La ricetta in questione è quella dell mud cake, a cui la mia amica Ylenia si è affezionata, e che ci chiede per ogni torta che ci commissioni.
E io, che, si  sa, sono una persona generosa, questa mitica ricetta la passo anche a voi:
Ingredienti
250 grammi di burro
400 grammi di zucchero
250 ml di latte intero
150 grammi di cioccolato fondente o al latte (noi il secondo)
100 grammi di cacao amaro in polvere
3 uova
200 grammi di farina 00
1 bustina di lievito vanigliato

Procedimento
Preriscaldate il forno a 160° e intanto mettete in una pentola antiaderente il burro, lo zucchero, il latte e il cioccolato spezzetato e fate sciogliere a fuoco dolcissimo senza far sobbollire. Spengete e lasciate intiepidire. Una volta che il composto si sarà raffreddato trasferitelo in una ciotola o in una planetaria e aggiungete farina miscelata con il lievito e il cacao in polvere e un uovo alla volta. Quando l'amalgama risulterà perfetto versatelo in una teglia foderata con carta da forno e ponete in forno caldo per un'ora e 15 minuti. Fate comunque la prova stecchino una volta passata l'ora di cottura. Aspettate che la torta si sia raffreddata prima di toglierla dalla teglia. Questa torta è sufficientemente grassa e umida da non necessitare di bagna. 
Viola ha tagliato ogni torta in due parti e l'ha farcita con crema chantilly

Crema chantilly
4 tuorli
100 grammi di zucchero
50 grammi di farina
mezzo litro di latte
una bustina di vanillina
300 grammi di  panna montata zuccherata

Procedimento
  • Mescolate i tuorli con lo zucchero e poco latte; mettete intanto a scaldare il resto del latte.
  • Aggiungete alla miscela la farina setacciata
  • Aggiungete il restante latte tolto dal fuoco continuando a mescolare
  • Fate bollire a fuoco dolcissimo per almeno due minuti, senza mai smettere di mescolare. 
  •  Togliete dal fuoco e fate raffreddare, ricordandovi di mescolare di tanto in tanto per non far venire la pellicina sopra alla preparazione.
  • Quando la crema sarà perfettamente raffreddata aggiungete la panna montata


Questo è il disegno accuratissimo che ci ha mandato il festeggiato!
E che Viola ha riprodotto perfettamente!!!




AUGURI THOMAS, E GRAZIE DI AVERCI DATO L'OCCASIONE PER RILASSARCI TRA FORNELLI E PASTE COLORATE!!!