sabato 31 gennaio 2015

Le madeleines, altro che comfort food!

"Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. 


E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale..(-)"


Anche a me il sapore delle madeleines evoca ricordi bellissimi.. quelli legati alla mia nonna paterna, che all'epoca mi pareva vecchissima, bianca e piccina, proprio come quelle delle favole. E degna di una favola era la sua dolcezza. Mentre mia mamma non indulgeva con i dolci, poiché per lei il cibo era (ed è tuttora!) fatto per sostenere il corpo, e dunque giustificato solo nel giusto e congruo quantitativo sufficiente a fare andare avanti la macchina umana (anche la mia macchinina, all'epoca), Nonna conosceva bene quanto il cibo non fosse solo carburante del corpo ma sostegno dello spirito. Ecco che la mia (nostra, a dire il vero, perchè la sperimentatrice è stata Viola) ricetta non sarà l'originale, ma quella che si avvicina di più al mio ricordo. Per questo c'è la farina di mandorle e l'acqua di fiori d'arancio. Chi ci conosce sa che io sono la scavolona del duo, mentre Viola è la purista.. ma perfino lei ha capito quanto mi piacesse questa mia personale "ricerca del tempo perduto".



Ingredienti per 15- 18 madeleines

100 grammi di farina 00 
20 grammi di farina di mandorle
100 grammi di burro
2 uova
120 grammi di zucchero a velo
5 grammi di lievito vanillinato
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio

Versione senza glutine
150 grammi di preparato senza glutine per torta margherita
20 grammi di farina di mandorle
100 grammi di burro
2 uova
80 grammi di zucchero semolato macinato a velo
1 cucchiaino di acqua di fiori d'arancio

Procedimento
Sciogliete il burro a fuoco dolce o nel microonde e lasciatelo a raffreddarsi; nel frattempo montate le uova intere con lo zucchero a velo, fintanto che il composto non sia diventato chiaro e spumoso.
Miscelate insieme le farine e il lievito e unitele, passandole per un setaccio, al composto di uova. Aggiungete a filo il burro fuso freddo e l'acqua di fiori d'arancio e amalgamate perfettamente il composto, facendo attenzione al fatto che non ci siano grumi. Versate nello stampo apposito, riempiendo le conchiglie per 2 terzi; il nostro è di silicone e non c'è bisogno di nulla. Se avete quello in metallo ungetelo appena con un po' di burro e infarinatelo.
Mettete in forno caldo a 220° (a me sembravano troppi, ma su questo Viola è stata irremovibile..) per 4 minuti: vedrete che cominceranno a gonfiarsi.. quindi abbassate il forno a 180° per altri 4 minuti. Le nostre ci sono state 5 minuti, per questo i bordi si sono un po' abbronzati... ma del resto, sono madeleines di Livorno, e noi livornesi siamo famosi per essere abbronzati da aprile a novembre.... 



"( - ) Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità…retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più…ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi…All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio…."

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

4 commenti:

Silvia Brisigotti ha detto...

Allora mi sa che sono un po' nonna anche io!! Le madeleines sono speciali e la vostra versione è favolosa!!
Un bacione!!

Tra Cucina & Realtà cucinaerealta.blogspot.it ha detto...

Mmm che bontà! E' qualche giorno che sono malatina e farebbero proprio al caso mio! Sembrano gustose! Io se t'interessa ho una buona torta al limone che potrebbe stuzzicarti! Vieni a fare un salto! http:// cucinaerealta.blogspot.it
Grazie per la condivisione! Un bacio! Lisa!

Cecilia Testa ha detto...

Ciao ragazze! La cosa fastidiosa di questa ultima versione di layot che abbiamo fatto è che si possono fare solo commenti collettivi... vabbè, tanto tra noi non ci sono segreti. A Sivia rispondo che sì, sebbene giovane come l'acqua (si dice così dalle mie parti), porta in sè qualcosa che la farà diventare una nonna speciale. E solo le grandi donne possono ambire a tanto!
A Lisa rispondo invece che corro subito a dare un'occhiata, visto che sono assai curiosa, e il suo blog è una garanzia!

Seleny Luna ha detto...

mmmmmm che buoni questi dolcetti!^__^..voglio assolutmanete provare a farli a casa!!il mio ragazzo ne va matta!^____^
Un bacione...