sabato 10 novembre 2012

Il laghetto di carote

Questa è una ricetta banalissima, che però ha il grande merito di far mangiare le carote lessate a chi non le mangerebbe mai!
I bambini e le bambine della mia classe (sezione 4 anni) mi chiedono sempre il bis! Anche quelli che quando hanno le carote lesse nel piatto le scansano come se fossero contaminanti per il resto del cibo.. Siccome mentre mangiano racconto sempre loro la ricetta della pietanza che stanno consumando, adesso farò così anche con voi: si prendono delle patate, si sbucciaso e si lessano; poi si prendono delle carote, si grattano e si lessano anch'esse. Quando sono lessate si prendono un po' di patate, e un po' meno di carote. Fate conto, voi che dovreste forse rifarla, almeno 2/3 di patate e 1/3 di carote. Non esagerate con le carote, perchè altrimenti permeano tutta la preparazione del loro sapore tipico e l'esperimento fallisce. Quando le verdure sono lessate, si passano con lo schiacciapatate, o si frullano nel robot da cucina (io parlo loro del passaverdure perché quando lo usano si esaltano! I robot invece li porto a scuola solo in caso di emergenze,  come quando a Natale scorso abbiamo allestito il buffet per tutti i genitori -nella scuola ci sono 75 bambini, fate voi due conti-). A quel punto si mette la purea in una pentola (un pentolone, io parlo loro di un pentolone, quello della nostra cuoca), si aggiunge un po' di latte (circa un bicchiere per 500 grammi di purea) e un po' di burro (circa 50 grammi) e si mescola bene, a fuoco dolce, fino a farlo sobbollire. Ed ecco che il laghetto di carote è pronto! In questa versione, che piace molto al mio grandiglione, è poco laghetto e molto purè, perché le consistenze troppo molli non ci piacciono. Nel caso dei bambini si può aumentare la dose di latte. Tanto per continuare a parlare di scuola, c'è da dire che per quanto questa ricetta sia amata dai bambini e dalle bambine tanto è odiata dalle insegnanti, soprattutto da quelle del Nido, perché i piccolini sono invogliati dalla consistenza a farci varie cose, tipo la maschera facciale o il balsamo per capelli, e dopo è un'impresa titanica toglierlo dalle piegoline del collo senza poter fare loro il bagnetto (e dopo mangiato proprio non è il caso di ammollare le creature).  Ora che ci penso; è da un po' che non vedo a mensa il laghetto di carote...Che le insegnanti del Nido abbiano vinto la loro battaglia?
 Comunque, giusto per lasciare l'abito da maestra e riacquistare una professionalità da foodblogger questi sono gli ingredienti precisi (almeno per la versione che faccio io):
300 grammi di patate
200 grammi di carote
100 ml  di latte
50 grammi di burro

p.s. ovviamente, in caso di intolleranza al lattosio, il latte si può sostituire con latte di soia o di riso e il burro con margarina vegetale. 




venerdì 9 novembre 2012

Dolcemente: cioccolato e non solo

Breve cronaca di una foodblogger itinerante e un po' sfigata, aspirante reporter.

In realtà non ho avuto tempo di intervistare nessuno, anche perché ho saputo per caso che così vicino a me c'era una manifestazione a tema "dolce", dove ci sarebbero stati perfino dei corsi di cake design da fare! Superata la delusione iniziale, organizzato Niccolò (Viola era a Luccacomics e mi ha abbandonato) con un amico, con marito e genitori  mi sono diretta, con la mia macchinina fotografica al seguito, verso la Stazione Leopolda di Pisa, nel cui salone storico si svolgeva "Dolcemente", kermesse di 2 giorni definita "l'appuntamento più dolce dell'anno". Non vi parlo delle cose che ci sarebbero state da fare, volantino alla mano, perché mi fa troppa rabbia essermele perse tutte. E tanto è passata, quindi non è più utile neppure per voi, dunque tanto vale che smetta di girarmi il coltello nella piaga. E il mio campanilismo è così scarso da non consentirmi nemmeno di pensare che qualcosa organizzato a Pisa non vale la pena di essere visto, come ritiene qualche mio ottuso concittadino. Magari posso recensire (hoibò) quello che ho visto, che è già qualcosa. Bene, questo lo posso fare senza arrabbiarmi.  Da apprezzare è stato già da subito l'allestimento in cartone, tipo poltrone di Ballarò, avete presente? Dove c'è attenzione ecologica io sto meglio. Vicino all'ingresso era collocata una bella mostra fotografica intitolata "Scatto goloso", che ha sollecitato in me una certa invidia, data la mia incapacità di fare foto in cui ciò che prepariamo renda almeno per quanto appare in realtà. Poi i miei hanno gradito molto la disponibilità di una grande quantità di assaggi, nella logica (più di mio marito che dei miei, a dire il vero) "gratis prendo anche la polmonite!". E mi dice lui (il marito) che gli assaggi erano di qualità. L'unico suo dispiacere è stato non aver potuto assaggiare neppure un goccio di grappa (ricordate la tragica notte di Halloween? Ebbene io sì, e l'ho affidato alla mia mamma affinché gli facesse la guardia mentre io facevo foto a destra e a manca). Mi è venuta poi un po' di nostalgia vedendo dei tavoli superaffollati di bambini, immersi nel laboratorio "Basta un poco di zucchero", condotto da Silvia Tempesti, che mi ha riportato ai bei tempi in cui i miei due rospi erano ancora una principessa e un principino (è di dominio pubblico il fatto che per i figli vale l'opposto di quello che accade nelle favole)...
Dunque, proseguendo nella mia visita, mi sono recata allo stand di un consorzio, dove al mio professionale: "salve, sono una foodblogger, posso fare qualche foto?", mi sono sentita rispondere: "O cosa sei te?"???????????????????? Noooo, una luminosa- seppur ancora quasi inespressa- carriera stroncata sul nascere! Una simile batosta alla mia autostima non me la sarei aspettata.. Che fosse per la mia macchinetta automatica? Lo dico sempre che non è professionale, che mi ci vorrebbe una di quelle macchine con l'obiettivo di venti centimetri (a volte i centimetri contano eheh) per poter far colpo, e dei biglietti da visita come si deve, e non i nostri, con buona pace di Viola che li ha fatti, molto molto ma molto artigianali..... Ma ad una seconda occhiata la delusione si è dissolta: chi avevo davanti era Monica, la mia compagna di banco delle superiori!!! Carissima!!! Una volta capito cosa faccio  mi ha fatto persino conoscere il presidente del Consorzio Toscana Sapori, per cui lavora, che contatterò quanto prima per un'intervista vera! Evviva!
Recensire, ripensandoci, è un parolone... vi parlo piuttosto di qualche stand che c'era, tra quelli che ho avuto il tempo di vedere e fotografare, rimandandovi magari ai link (dove ci sono) e mostrandovi delle foto.  Per sapere chi c'era davvero, e non dimenticarsi di nessuno, questo è il link degli espositori: http://www.dolcementepisa.it/espositori.php . Del resto nessuno di loro, né quelli citati, né quelli taciuti, mi ha dato né mi darà un euro, pertanto mi scuseranno tutti. 
Una caratteristica che ha favorito la mia selezione è la sollecitazione che alcuni stand più di altri hanno dato alle mie meningi...copiare no, ma ispirarsi, almeno quello, credo che lo si possa fare!

Primo stand: Artigiana Dolci, di Pontasserchio:  si tratta di una piccola azienda che però ha ricevuto il marchio per la "Torta co' bischeri", che, a leggerne la storia, dovrebbe in realtà chiamarsi "Torta dei bischeri"; questa mi ha proprio incuriosito, e ho fatto una ricerchina sul sito dell'azienda: 
Il "prodigio del Crocifisso",  che ebbe luogo agli inizi del '500, a Pontasserchio, ebbe da subito un grande effetto sulla popolazione  del luogo, tanto che, da allora la sua ricorrenza, ovvero il 28 Aprile, divenne la festa patronale del paese. Non mi chiedete in cosa consistette il miracolo, perché, per quanto io abbia cercato su internet non ho trovato un fico secco, tranne una storia interessante su digilander che però non credo si riferisca proprio all'evento in questione. Comunque, a prescindere da cosa successe, il miracolo ebbe una notevole eco, tanto dai paesi vicini compresi nell'area - oggi diremo vasta- di Pisa e di Lucca vennero richiamati moltissimi visitatori e pellegrini nel paese per  la ricorrenza annuale. Fu così che la festa del SS. Crocifisso diventò una festa zonale, e  come molto spesso è successo, dai tempi di re Pipino, alla festa religiosa si accoppiò la fiera. "I paesani, ingegnosi, per aumentare e conservare l'affluenza dei forestieri e per trarne un sempre maggiore guadagno, escogitarono anche un mezzo di attrazione che sfruttasse l'appetito di chi veniva a piedi da più o meno lontano e percorreva chilometri in su e in giù per il borgo: nacque così la “torta co bischeri”."  http://www.artigianadolci.it/storia.html

Oltre alla torta co' bischeri Artigiana Dolci produce cioccolato:


Nelle scatole quelle composizioni che sembrano di biscotti sono in realtà di cioccolato! E questa già mi pare un'idea carina!

Altro stand, quello di Tortapistocchi! Inutile parlarvi della famosa torta di cioccolato del Pistocchi, ormai salita alla ribalta grazie anche alla tv. La novità è che adesso i signori Pistocchi hanno selezionato e messo in vendita anche le materie prime necessarie alla preparazione. Su you tube ho trovato anche un video, il cui codice è questo: http://youtu.be/aBy1-u7hyLE




E, oltre alla omonima torta, cioccolato e ancora cioccolato, alle nocciole alle mandorle, al latte, bianco,,,di ogni tipo, insomma!
Questo è il loro link: http://www.tortapistocchi.it/ 

Altra cioccolateria, quella Caniparoli, in quel di Lucca


Bellissime confezioni, con cioccolato gestito in modo tradizionale, ma di sicuro bellissimo effetto.

Questa è una piccola immagine de "Il castello delle Bontà Gluten free". L'ho scattata ad un'ora già tarda, e lo stand era stato saccheggiato; al link di riferimento vi farete di certo un'idea più esaustiva: http://www.ilcastellodellebontaglutenfree.it/


Anche dallo stand del Panificio "Casa del Pane" di Stefano Santucci, di Calcinaia (Pi) erano passate le cavallette: però questi muffin colossali non potevano non essere immortalati! In questo caso purtroppo non ho trovato un link che possa rendere giustizia. Se passate da Calcinaia, in Piazza Umberto 1, potrete però assaggiare voi stessi le loro specialità, che annoverano pani ai vari cereali e dolci tipici toscani.





In questo stand, "Tea & coffee House" di Ravenna, ho temuto che mio marito, in grave crisi di deprivazione da assaggio della grappa, sfogasse la sua mania compulsiva per gli acquisti comprando tisane e tè di ogni sorta. Ne ha comprati in realtà solo due tipi, in compenso le ha annusate tutte! Ne saprete di più, visto che voi non potete annusare, al link:  http://www.teaandcoffeehouse.it/
Assaggiandole e soprattutto guardandole a Viola è venuto in mente di rifarle, ed in effetti le si potrebbe fare, con la nostra mitica essiccatrice che in realtà è un regalo che ho fatto alla mia mamma, che a Natale decora tutto con le arance essiccate a fette. Già, il regalo per la mia mamma: quando ancora era impacchettata in effetti l'ha scartata lei, ha fatto "OHHH, che bella, mi serviva proprio", eccetera eccetera, ma con la scusa che la sua casa è ormai piena di ogni cosa, l'essiccatrice adesso è da noi. Che regalo intelligente! Avete presente Homer Simpson quando regala a Margie la birra Duff? Uguale!

Per conoscere gli eventi e le attività che si sono svolte a mia insaputa vi passo il link, così forse quando ne sentirete parlare, l'anno prossimo, vi verrà voglia di farci una scappata, magari programmata, per non fare come me!: http://www.dolcementepisa.it/programma.php



giovedì 8 novembre 2012

ricetta gluten free della Torta per scommessa



Torta per scommessa sì, ma gluten free



Beh, visto che avevo perso (mai così volentieri!)  la scommessa sulle elezioni  americane, avendo puntato su Romney per scaramanzia, ho pensato che avrei potuto comunque festeggiare anch'io; così la torta promessa in pegno  l'ho preparata sì, ma con un impasto gluten free, così da potermela mangiare anch'io! Ehehehe!

Ingredienti per una torta di 20 cm di diametro intera o per una torta sottile e per 6 muffin

100 grammi di farina di riso
100 grammi di fecola di patate
50 grammi di amido di mais
100 grammi di zucchero
150 grammi di burro
50 ml di latte
1 cucchiaino raso da thè di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito vaniglinato
3 uova

per la decorazione della torta
Per la copertura con crema al burro
200 grammi di margarina morbida (io la preferisco al burro perché  ha un odore meno forte)
200 grammi di zucchero a velo
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di latte

200 grammi di pasta di zucchero bianca
colorante in gel rosso, blu e nero.
1 pennello a punta tonda n. 2
1 pennello a punta tonda n.5

per i muffin
25 grammi di gocce di cioccolato


Procedimento per l'opzione torta bassetta e muffin
 Montate le uova con lo zucchero e aggiungete poi le farine miscelate con i lieviti, a cui aggiungerete alla fine il burro ammorbidito (io l'ho ammorbidito miscelandolo con il latte). Versate  fino a metà stampo. Per la torta questo è tutto. Infornate con forno a 160° e aspettate una mezz'ora, fate la prova stecchino e lasciate in forno spento un po' aperto altri 10 minuti, quindi togliete dal forno, lasciate che raffreddi un poco, sformate su una griglia e lasciate raffreddare. Se avete optato per la torta alta i minuti di cottura dovranno essere almeno 10 minuti in più in forno caldo e cinque in più a forno spento. Quando sarà fredda tagliate la calotta e girate la torta. Alcuni sostengono che semplicemente voltando la torta si ottiene il medesimo effetto. La prossima volta magari proverò...
Nel frattempo preparate la crema al burro montando la margarina a pomata con lo zucchero a velo setacciato 2 volte e miscelato con la vanillina. Aggiungete il latte al bisogno. Fate raffreddare e riconsolidare la crema in frigo e poi spalmatela sulla torta, possibilmente livellandola bene con lo smuther (si scriverà così? E' quella specie di cazzuolina che si usa per la pasta di zucchero, avete presente?).
Riponete in frigo e intanto miscelate nell'impasto rimasto le gocce di cioccolato per i muffin, versatele negli stampini e infornateli.
Nel frattempo Viola mi aveva tirato la pasta di zucchero, ricavandomi un cerchio che comprendeva l'intera torta più gli sbordi e un altro di circonferenza identica allo stampo, ovvero al top della torta. 
Quando la crema al burro (anche se la nostra è alla margarina la chiamo così per praticità: la parola burro è tra l'altro più corta..) sulla torta sarà un po' indurita mettete la sfoglia di pasta di zucchero più grande sulla torta e rifilatene gli eccessi. Sistemate la pasta sulla torta aiutandovi con lo smuther (poi mi direte come si scrive..) finché non ne sarete soddisfatte (ricordandovi che la perfezione non è di questo mondo). A questo punto ponete sulla torta anche il secondo strato di pasta di zucchero, a coprirne di nuovo solo il top. Questo passaggio forse si potrebbe saltare facendo una copertura più spessa, ma l'inconveniente della pasta più spessa è che spesso si crepa ed è più difficile da gestire sui bordi.
A questo punto io ho preso i coloranti alimentari e li ho usati come se avessi dovuto dipingere su un qualsiasi supporto, miscelando tra loro il nero e il blu e allungandoli con l'acqua (con moltissima cautela).
E di nuovo: Evviva Obama!!!!
AH! Non scordatevi dei muffin che avevate messo in forno, mi raccomando!!!!


una torta per Obama


Ai più sembrerà una follia, ma io oggi sono felice di aver perso una scommessa. Già ieri sera a quest'ora mio marito, davanti alla maratona televisiva per le elezioni americane, sosteneva che fosse ormai chiaro che il vincitore sarebbe stato Obama. Io temevo molto il contrario, ed in più sono scaramantica da morire (non potevo pensare a cosa avrebbe potuto succedere in America e nel mondo se avessero vinto i repubblicani, il cui candidato aveva esplicitamente chiesto l'appoggio di gente tipo Sara Palin, quella che faceva la caccia all'orso dall'elicottero, tanto per dirne una...). Così abbiamo scommesso io sulla vittoria di Romney (ripeto, per scaramanzia e BASTA!) lui  su quella di Obama: se io avessi perso la posta in palio era una torta. E infatti, per fortuna, HO PERSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La storia ha avuto un seguito, ma lo posterò domani, perché adesso sono troppo stanca (non per la torta, cui ho potuto metter mano solo intorno alle 22), e devo aver già scritto qualche marronata... A presto!

Comunque
EVVIVA OBAMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 








lunedì 5 novembre 2012

muffin al quadruplo cioccolato


Avete presente cosa succede nelle sit com americane quando la protagonista deve superare una delusione - che deve essere pur sempre piccola altrimenti il suffisso non è più "com"- qualcosa compreso tra il bidone del fidanzato e l'unghia spezzata, passando per la lite con l'amica del cuore e il mancato ingresso nel centro commerciale per i saldi dell'anno? 
In genere la scena è così fatta: la protagonista di cui si parla nell'ordine:  
1) apre la porta, in faccia alla telecamera, come è ovvio, 
2) lascia cadere la borsa a terra (ma non hanno mai niente di fragile, in quelle borse?)
3) si appoggia alla porta con tutta parte retrostante del suo corpo, come se chiudesse la porta sull'abisso, (ricordate il ritorno a casa dei protagonisti di Beetlejuice dalla scorrazzata nell'Altro mondo?)
4) corre al frigo, in genere scomparto superiore, ne estrae un gelato tipo barattolino - di quelli che da noi in genere bastano per un paio di dopo pranzo per tutta la famiglia- 
5) prende un cucchiaino, pardon un cucchiaione - del resto, per un gelato grande, ci vuole un cucchiaio grande-
6) si siede- anzi si butta sul divano e si mette a mangiare- a divorare- il suo gelato (probabilmente negli Usa i divani si lavano da soli, visto che nessuno manifesta la minima attenzione alla tappezzeria, o le lavanderie costano di meno che da noi, dove se porti la fodera del divano devi prima aver acceso un mutuo in banca)

Ebbene, in questi casi appare il concetto del cibo come conforto; ricordo anche vagamente un video di Nigella, quella famosa, in cui prepara i suoi biscotti al cioccolato proprio per dare conforto ad un'amica (c'è da dire che il mio inglese è così mal ridotto che magari ho capito male, e in realtà questa amica deve festeggiare qualcosa, chissà!?). Comunque, sulle qualità taumaturgiche del cibo si è parlato a dismisura. E, tra i cibi di conforto, il primo posto va di certo al cioccolato. Ed ecco il perché di questo mio lungo (anche un po' troppo, forse) preambolo: questi muffin sono il conforto dei conforti. Sono impastati col cioccolato, riempiti di cioccolato e coperti col cioccolato. Ah, dimenticavo: hanno anche le gocce di cioccolato! Più confortevoli di così! 
A parte tutto, forse noi italiani abbiamo meno bisogno di cibi di conforto, un po' perché mangiamo sempre così bene che di conforti ce ne regaliamo più d'uno al giorno, quasi sempre più sani e meno calorici di quelli made in Usa... E dunque possiamo pensare al cioccolato e alle cose cioccolatose come ad un dessert, punto e basta. E io mi auguro che a voi, eventualmente, questa ricetta serva proprio per questo. E' vero anche che anche a noi capita di sentirsi giù di tono, stritolate come siamo tutte dagli impegni e dal tempo che non si ferma  e se ne infischia se non sei ancora a buon punto con tutto quello che ti eri ripromessa di fare... Ed ecco che il muffin al cioccolato multiplo casca a fagiolo!
Attenzione! Se siete tra quelle a cui il cioccolato dona euforia, non esagerate con le dosi: se è vero che non c'è ancora il palloncino per il cioccolato, è pur vero che in certe circostanze l'eccesso di ottimismo può fare brutti scherzi. Alla riunione a scuola dei ragazzi può farvi vedere come una cosa da farsi assumere la carica di rappresentante di classe, o accettare l'incarico di fare i costumi (tutti!) per il prossimo spettacolo di Natale... O potrete dire di sì al vostro lui se vi propone un bel fine settimana a pescare trote, o la visita ad una bella fiera della ferramenta di venti padiglioni...


Ma a prescindere, come direbbe Totò, questi sono gli ingredienti, poi gestiteli, questi e i muffin che ne deriveranno, come volete. Mi fido di voi.

Per 8 muffin

150 grammi di farina
120 grammi di burro
150 grammi di zucchero
100 grammi di cioccolato fondente
250 ml di latte
1 uovo
50 grammi di cacao in polvere
20 grammi di gocce di cioccolato
mezza bustina di lievito vanillinato
un pizzico di sale
200 grammi di crema spalmabile al cioccolato e nocciole (noi ne usiamo una del commercio equo e solidale)
20 grammi circa di scaglie di cioccolato fondente

Procedimento
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro finché i due ingredienti  non appariranno come un composto omogeneo; togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Aggiungete poi lo zucchero, l'uovo leggermente sbattuto e il latte. 



Da ultimo incorporate la farina setacciata mescolata al cacao amaro, alla mezza bustina di lievito e alla presa di sale e mescolate con molta delicatezza. 




Aggiungete, sempre con la medesima delicatezza, le gocce di cioccolato, e ancor più delicatamente amalgamate il tutto.
Versate negli stampi e infornate a 160° per un tempo che dovrebbe andare dai 20 ai 30 minuti. Voi sapete che lascio molto all'intraprendenza del forno di ciascuna/o di voi, così come- volente o nolente- lo lascio al mio. Una volta compiuta  e superata la prova stecchino spegnete il forno, apritelo un poco e lasciate a riposare i muffin per altri 5 minuti. Trascorso questo tempo metteteli su una gratella a raffreddare. Quando saranno ben freddi  mettete in una siringa per dolci la crema al cioccolato e nocciola e spruzzatecela dentro. Il muffin stesso vi farà capire quando basta, se avrete l'accortezza di maneggiarlo con attenzione.
Spalmate un po' di crema sulla superficie e decorate con cioccolato a scaglie. 




sabato 3 novembre 2012

ABBIAMO VINTO UN PREMIO!!!!






ABBIAMO VINTO IL PREMIO "DARDOS"








"un riconoscimento creato dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade il quale nel 2008 concesse nel suo blog Leyendas " El Pequeno Dardo" il seguente premio ai primi quindici blog selezionati da lui e dal quel momento il premio iniziò a circolare su internet. Secondo il suo creatore, questo premio vuole "riconoscere il valore di ogni blogger, per il suo impegno nella trasmissione di valori culturali, etici, letterali e personali". Esprimendo in ultima analisi la loro creatività, attraverso il suo pensiero rimane vivo innato tra le sue parole."


Grazie a Lucia, del blog "Lu.C.I.A. tra cucina e pc." http://tracucinaepc.blogspot.it/2012/11/ancora-un-premio-che-mi-commuove.html, che ci ha segnalato!!!

Ed ecco, dopo una spremitura di meningi durata una serie di ore (senza scherzi!!!), i nomi dei blog cui passiamo la gradita onorificenza:


http://amiciallergici.blogspot.it/http://andantecongusto.blogspot.it/
http://blogdistella.blogspot.it/http://dolceforno-sandra.blogspot.it/http://frontierartist.blogspot.it/

http://briciolediclo.blogspot.it/


http://latrappolagolosa.blogspot.it/
http://dolcevalentina83.blogspot.it/

http://www.mytasteforfood.com/http://pensieridiognigiorno.blogspot.it/
http://puffinincucina.blogspot.it/
http://borghesedirisulta.blogspot.it/

http://giornisenzafretta.blogspot.it/http://mestolando.blogspot.it/http://morenaincucina.blogspot.it/








Nota bene: La differenza di caratteri dei link è dovuta sola alla mia profondissima e ormai nota insipienza, e non a qualche criterio particolare.

Alcuni tra questi i blog sono quelli delle  nostre prime amiche, quelle che ci hanno dato i primi consigli e le cui risposte ci hanno fatto credere che, malgrado il poco tempo, l'assoluta mancanza di esperienza e le inesistenti doti per l'uso del web, forse valeva la pena di continuare. Altri sono quelli in cui ci ritroviamo, in cui riconosciamo quell'energia di fondo e insieme quella titubanza iniziale che è stata anche nostra, e approfittiamo di questo premio per dare loro un sostegno nell'avventura nella blogosfera!

E ancora un grazie ancora all'amica Lucia!!!!!!!!!!!!!!

venerdì 2 novembre 2012

Un Halloween da urlo


Un Halloween da urlo

Con questa ricetta partecipo al contest: 

http://giornisenzafretta.blogspot.it/2012/10/dolcetto-o-scherzettohappy-halloween.html


Questo Halloween non lo dimenticherò facilmente: Viola ha organizzato una festa con i suoi amici, e quindi abbiamo spadellato per due giorni ininterrottamente perché non dovesse trovarsi al momento della festa tra i fornelli (e tantomeno dovessi trovarmici io, che alla festa, ovviamente, non ero invitata!). Niccolò, che ha quattro anni meno e ambirebbe a partecipare alla feste dei grandi, ma che ovviamente non lo può fare- è stato neutralizzato con la seguente proposta organizzativa: 1) giro "dolcetto-scherzetto" nel pomeriggio 2) ristorante cinese  a cena 3) serata in mansarda a vedere un film con altri tre suoi amici. Già, ma Nicco e i suoi amici mica possono andare in giro di notte da soli, ed in più nella tormenta che si è scatenata mercoledì notte! Nel frattempo il papà dei miei figli ha avuto un attacco di gastrite e doveva necessariamente cenare con qualcosa di leggero, mentre in casa non c'erano che torte salate, wurstel, salsicce e, naturalmente, dolcetti! Così, verso le sette e mezzo, ovvero all'ora in cui gli ospiti di Viola stavano arrivando ed eravamo ancora alle prese con l'apparecchiatura (siamo sempre in ritardo con la tabella di marcia, chissà perché?) io sono andata a prendere i ragazzi in giro per la città, e, di seguito, li ho portati al ristorante, sono andata a fare la spesa, sono tornata a prenderli, ho preparato la cena antigastrite al coniuge che nel frattempo si era rinchiuso in camera, dove è rimasto barricato tutta la notte, preso tra i due fuochi dei ragazzi grandi a piano terra e dei più giovani che strillavano in mansarda. Io, visto che ormai ero ancora caricata a molla e  visto che di fatto non avevo altro posto in cui stare se non la camera di mio figlio, nel frattempo tutto preso in una sfida alla play con gli amici, ho deciso di trascorrere la notte di Halloween facendo  il cambio di stagione al guardaroba di Niccolò!
Nella concitazione di questa giornata campale ho completamente rimosso il fatto di aver preparato dei biscotti speciali, fatti con nostra pasta frolla classica e riposti in un contenitore, in attesa di trovare un momento per la decorazione. Ecco perché questo post arriva solo ora!
Ingredienti
250 grammi di farina
150 grammi di burro
100 grammi di zucchero
2 tuorli d'uovo
il succo di un limone
Il metodo di impasto è quello che preferite e la cottura è a fuoco dolce (non oltre i 160°), perché altrimenti i biscotti sagomati si scuriscono ai vertici


Questi sono i dolci, pronti con un giorno di ritardo!




Per questi ho utilizzato la pasta di zucchero.


Questi altri biscotti sono invece decorati in glassa reale (1 chiara d'uovo sbattuta e 250 grammi di zucchero a velo) colorata con una goccia di colorante.


giovedì 1 novembre 2012

Arghhhhh!!! C'è un ragno nel cupcake!!!!


 Con questa ricetta partecipo al contest: 



e a 
PARTECIPA AL MIO CONTEST

Arghhhhh!!! C'è un ragno nel cupcake!!!!



Per Halloween non potevano mancare delle interpretazioni orrorifiche delle nostre produzioni preferite, ovvero i cupcakes. E, tra i cupcakes, le mini cheescake sono quelle più apprezzate. Ecco che siamo qui a passarvi la ricetta di uno dei nostri cavalli di battaglia: 

Ingredienti

Per la pastafrolla

250 grammi di farina
150 grammi di burro
100 grammi di burro
2 tuorli d'uovo
il succo spremuto di 1 limone

Procedimento
Impastare gli ingredienti col metodo che preferite (con la fontana o con il robot) e fate riposare in frigo per mezz'ora. Dunque fate dei tondi con un coppapasta e rivestire uno o più stampi per muffin (con questi ingredienti ne vengono 10 circa). Bucherellate il fondo con una forchetta e dedicatevi alla crema al formaggio.



Per la crema cheescake

250 grammi di mascarpone
200 grammi di  ricotta
100 grammi di formaggio fresco spalmabile  (quark)
una quantità variabile di panna fresca compresa tra i 50 e 100 grammi (dipende dalla consistenza specifica dei vostri formaggi)
una quantità variabile di zucchero compresa tra i 50  e i 150 grammi (perché da una parte l'assaggio è improrogabile, dall'altra dipende molto se queste cheescake hanno o meno una ulteriore farcitura)

Procedimento

Sgocciolate il mascarpone e il quark e passare la ricotta attraverso un colino, dunque mantecate i  formaggi finché non avranno assunto aspetto e consistenza di crema; a questo punto aggiungete la panna  e lo zucchero; versate nelle cups e mettete in forno ventilato a 140° per 30 minuti.




Noi abbiamo ulteriormente arricchito queste cups con crema alla nocciola (noi ne usiamo una del commercio equo e solidale che è l'unica buona come quella crema alla nocciola famosa in tutto il mondo)

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Poi abbiamo fatto dei dischetti di pasta di zucchero, che abbiamo poi decorato a pennello con delle ragnatele con una goccia di colorante alimentare e abbiamo fatto il ragnetto con la medesima pasta, acquistata già colorata perché colorare la pasta bianca di nero è una tragedia (nel senso che si usa un sacco di colorante e il risultato è un grigio ratto molto poco invitante). Dunque: "dolcetto e scherzetto!"

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