martedì 28 gennaio 2014

Un regalo super e un occasione per pensare: Hannah Arendt per il Giorno della Memoria

 Qualche giorno fa è stato il mio compleanno...poi vi dirò più diffusamente: festa a sorpresa organizzata da Viola e dalla mia sorellina, bellissimi regali, eccetera eccetera. Tra questi regali, tutti graditissimi, c'era, da parte del mio babbo, bibliofilo convinto, questo: un buono di 100 euro da Feltrinelli! Che dire? E' come lasciare per un ora un bambino in un negozio di caramelle e dirgli che può prenderne quante ne vuole... E anche il bambino, come me, avrebbe, in quel caso, qualche difficoltà di scelta, tra tutto quel ben di dio! Io sapevo che avrei avuto bisogno di tempo, e dunque ho ritardato il momento in cui avrei fatto man bassa tra gli scaffali. Neanche stasera, a dire il vero, sarebbe stato il momento giusto, perché forse sarebbe valsa la pena di passarci un pomeriggio, in libreria... Ma siccome un pomeriggio intero da dedicare ad una cosa sola, di questi tempi, mi pare davvero troppa grazia, e siccome avevo bisogno di un po' di ricostituente dell'umore, ho ritenuto fosse arrivato il momento giusto. 
Poi parlerò diffusamente dei miei acquisti, in altri post (spero...)


Oggi, che è la Giornata della Memoria, vi mostro questo libro, che lessi davvero tanto tempo e che vale la pena leggere di nuovo.
Ciò che la Arendt scorge in Eichmann è l'incapacità di pensare. Eichmann ha sempre agito all'interno dei ristretti limiti permessi dalle leggi e dagli ordini. Questi atteggiamenti sono la componente fondamentale di quella che può essere vista come una cieca obbedienza. Egli non era l'unica persona che appariva normale, anzi: vi era una massa compatta di uomini perfettamente "normali" i cui atti erano mostruosi. Dietro questa "terribile normalità" della massa burocratica, che era capace di commettere le più grandi atrocità che il mondo avesse mai visto, la Arendt rintraccia la questione della "banalità del male" "http://www.filosofico.net/. "I macellai di questo tempo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono solo dei tecnici, si somigliano e ci somigliano"( postfazione dell'edizione Feltrinelli)

domenica 26 gennaio 2014

Un classico per San Valentino

Ho giusto finito di togliere le lucine di Natale dall'esterno della mia casa (ormai avete capito che sono sempre un po' in ritardo...) e già siamo arrivati a San Valentino! A me piace molto San Valentino, anche se è una festa consumistica (e quale non lo è?).  Io la festeggiavo come i Peanuts (Charlie Brown, Lucy, ecc), ricordate? Un' occasione da condividere con chiunque si ami, nel senso più ampio del termine. Con un pensierino, quasi mai comprato. Quando i ragazzi erano bambini era la scusa per una festa a tema, solo per noi.  Dove si sprecavano cuoricini e cose del genere. Al di là della crisi che ci attanaglia, e per cui non me la sento di invitarvi a fare uno sciopero degli acquisti (se da una i pochi soldi in tasca ci sollecitano da soli a questo scopo, dall'altra riflettiamo sul  fatto che  molti commercianti rischiano di chiudere i battenti, e dunque non è è proprio il momento di fare i duri e puri), io continuo a pensare che le cose più preziose siano quelle che non si possono comprare. E dunque, perché non realizzare con le nostre manine un regalo per l'occasione? Volevo fare una speciale rubrica, tipo "un'idea al giorno" da qui a San Valentino, ma avendo fallito la rubrica analoga sul Natale, proprio non mi pare il caso di perseverare. Perciò, nella logica stringente del "si fa quel che si può", ecco un'idea per il vostro San Valentino: i cioccolatini! "Che idea originale!" penserete voi. Di certo. Però sono un classico. 
 Ecco che tornano buoni quei cioccolatini che avevo fotografato in studio, e di cui vi avevo promesso la ricetta. Quale momento migliore per tirarla fuori, questa benedetta ricetta, se non per San Valentino? E siccome sono al peperoncino, sono addirittura afrodisiaci! Che desiderare di più!





Cioccolatini al peperoncino

Ingredienti per circa 30 cioccolatini
650 grammi di cioccolato fondente almeno al 70% di cacao
250 grammi di panna liquida
un cucchiaino di peperoncino in polvere 

Procedimento
Spezzettate 450 grammi di  cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria oppure nel microonde. Io vi consiglio il secondo metodo, che consente di evitare il temperaggio e la risalita di burro di cacao nel guscio. Il procedimento è semplice: si spezzetta il cioccolato, lo si mette in una ciotola di vetro e si fa andare per 20 secondi al microonde ad una potenza di 650 watt. Ogni 20 secondi si estrae la ciotola e si dà una girata, finché il cioccolato non si è sciolto completamente. Lo si lascia raffreddare girandolo per altri 40 secondi e lo si utilizza per colarlo negli stampini. Se non avete stampi per 30 stampini conservate il cioccolato fuso coperto con un piatto dentro una ciotola con acqua calda, o nel suo bagnomaria, se è questo il procedimento che avete scelto per scioglierlo. Lasciate raffreddare i gusci e nel frattempo preparate la ganache, facendo bollire la panna mentre spezzettate altri 250 grammi di cioccolato. Una volta che la panna sia giunta ad ebollizione versatela sul cioccolato tritato e  amalgamate. Alla fine aggiungete il peperoncino in polvere, mescolate nuovamente e lasciate raffreddare. Una volta ben freddo versate il composto nei gusci ancora negli stampi ma perfettamente consolidati, lasciando però un po' di spazio rispetto al bordo. Lasciate consolidare a temperatura ambiente. Questa è la fase più lunga. Ci vorranno come minimo due ore. Viola che è un tipo preciso mi consiglia addirittura quattro.... Se siete sicure del vostro temperaggio potete abbreviare questa operazione mettendo i cioccolatini in frigo, ma potrebbe capitarvi del burro di cacao in risalita, a lasciarvi delle vili chiazze bianche di grasso sulla superficie dei dolci... Trascorso comunque il tempo dato, a questo punto verificate che il cioccolato usato per i gusci sia ancora utilizzabile o  rendetelo tale dandogli una passatina nel microonde, e versatelo sopra alla ganache, a sigillare i cioccolatini. Non abbiate fretta di "sgusciare" i vostri capolavori.
Buon lavoro!

domenica 19 gennaio 2014

Amici vecchi e nuovi e foto belle davvero

Quando, un anno e mezzo fa, ho avviato quest'avventura del blog, non avrei mai pensato che avrei trovato un mondo, sulla rete! Persone con cui condividere passioni, opinioni, pezzetti di vita. Non avrei pensato che avrei potuto incontrare nuovi  "amici e amiche" degni/e di questo nome né rincontrarne  di vecchi e vecchie e poter offrire loro un momento di visibilità.. Ebbene, invece tutto questo è capitato. Con alcune di voi sento un'affinità e una vicinanza che mi fa pensare davvero all'amicizia, quale categoria dello spirito e delle relazioni, perché leggendo i vostri blog e interagendo settimanalmente con alcune di voi mi sembra davvero di conoscervi e apprezzare le vostre qualità umane (perché, come dice Vento nei Capelli, "la strada che porta all'uomo è sempre la più importante" - per traslato anche alla donna.... i nativi americani non avevano un linguaggio totalmente politically correct..). E stavolta, grazie al blog, ho l'occasione per mostrare qualcosa di un vecchio amico, che sapevo appassionato di foto e che ho ritrovato grazie al blog perché divenuto appassionato di vino (sommelier diplomato, mica cotica!). Insomma, com'è come non è, mi ha mandato delle foto che ha scattato di nuovo, tirando fuori dalla carbolina (si fa per dire) tutti gli attrezzi del mestiere che aveva ignorato per qualche tempo. Io spero che adesso lui veda i suoi lavori, perché per me davvero valgono la pena di essere visti, e si decida a rincamminarsi sulla vecchia strada. Che non significa abbandonare la passione per il vino, ma magari individuarne una terza che accomuni le due passioni. Che so: un reportage sulle strade del vino e sulle cantine della nostra provincia... foto in cui illustrare un particolare perlage di qualche vino importante... io mi "sacrifico" (come sono buona...!), e mi offro di pubblicare qualsiasi cosa. WinTaste, se mi leggi, batti un colpo!!! E guarda le tue splendide foto, a cui io mi sono divertita a dare dei titoli


"Energia liquida"



"Geometrie di metallo, acqua e luce"


" Superfici levigate"





"Sinuosità sovrapposte"


"Metafora uno"


"Metafora due"

Bravo Win!!!!!! 
 E voi, che ne pensate? Non può appendere la Nikon al chiodo, non è vero?

giovedì 16 gennaio 2014

Vi ricordate del mio corso di fotografia?

Vi ricordate il corso di fotografia di cui vi ho parlato? Ecco, queste sono le foto fatte secondo gli insegnamenti del maestro: macchina impostata sul manuale, calcolo della luce, eccetera eccetera...






  La nuvola tipo Tiepolo (avete presente, nei quadri del Settecento, la luce della Grazia che squarcia le nubi?)


La drammatica centralità della figura dell'albero....

Queste altre invece sono foto fatte in automatico. Il mio studio si è riferito solo all'inquadratura da scegliere.


Qui ci tenevo che si vedesse la striscia centrale di luce e la vela nel mezzo. E invece se il mio maestro vedesse quella macchia rosa nel mezzo inorridirebbe! Il problema è che non  so come toglierla, nemmeno con i programmi di ritocco (ma che capra!)!

Mi sembrava che non si notasse un'eccessiva  differenza, tra le foto fatte in modalità manuale e quelle in automatico, invece indubbiamente le seconde sono un po' piatte, un po' banali... Ma sarà anche l'ora del giorno? Voi che ne dite?


Qui volevo riportare l'incontro- scontro tra colori caldi della terra e dei rami e colori freddi ai lati e sullo sfondo.


In queste due foto ero interessata  a rendere il concetto di quinta, dietro a cui si vede il mare.


Ma sarò riuscita nel mio intento? Mah? Intanto continuo a provarci....

domenica 12 gennaio 2014

Comfort food per me parte seconda: i frollini di Natale senza glutine



Ancora per la serie: non ci facciamo mancare niente!

Ingredienti
125gr farina di riso

125 grammi di farina di grano saraceno
150 grammi  di burro
50 grammi di cacao in polvere

125 grammi zucchero bianco

2 tuorli 
latte q.b.
cioccolato bianco per decorare

Procedimento
Si tratta della classica pasta frolla, per cui scegliete il metodo che preferite: il robot, avendo la sola cura di far fare una giratina agli ingredienti secchi prima e aggiungere i semiliquidi e liquidi dopo, utilizzando il latte a gocce per eventuali correzioni di consistenza, oppure la fontana, ovvero con le polveri a creare un vulcano e gli ingredienti umidi versati nel cratere, da impastare progressivamente fino al raggiungimento consistenza voluta.
In entrambi i casi fate riposare la palla frolla in frigo per mezz'ora, come al solito. Dopodiché  stendete con un mattarello in una sfoglia piuttosto sottile  e intagliate col tagliabiscotti. Vi consiglio di tirarli piuttosto sottili perché sono molto meno friabili di quelli di farina zero zero e rischiano, più spessi, di essere davvero troppo duri.
Anche i tempi di cottura sono gli stessi dei biscotti di farina normale. 10 minuti a 160°. 
Una volta cotti metteteli su una gratella a raffreddare, fate fondere il cioccolato bianco (anche nel microonde: potenza intermedia, 15 secondi  tirare fuori e mescolare, ancora in forno e così via fino al raggiungimento della consistenza desiderata) e decorate con una sac a poche.




sabato 11 gennaio 2014

Comfort food per me parte prima: cookies senza glutine con gocce di cioccolato e arancia candita

Nell'apoteosi di biscotti e dolci natalizi in genere, chi come me detesta i panettoni e i dolci senza glutine comprati, è destinato a restare a bocca asciutta.
Ma quest'anno ho deciso che non avrei rinunciato alla mia piccola dose di biscotti natalizi (piccola si fa per dire!) e così alla sfilata di biscotti di Natale ho aggiunto anche i miei, alcuni in versione frollini, altri in versione cookies. Ovviamente con gli ingredienti delle feste, ovvero cioccolato, cannella e scorza di arancia. Perché il comfort food, per confortarti davvero e non farti solo venire i più cupi sensi di colpa, deve essere come si deve, altrimenti che comfort food è?



Ingredienti:

125gr farina di riso

125 grammi di farina di grano saraceno

200 gr di o gocce di cioccolato fondente 

80 grammi di arancia candita in pezzetti
un cucchiaino di cannella in polvere
1/2 bustina di lievito per dolci (8 grammi)

125 gr burro

125 gr zucchero di canna
125 gr zucchero bianco
2 uova
latte q.b.


Procedimento
Accendete il forno a 180°. Montate le uova con lo zucchero di canna e il burro con lo zucchero bianco. Unite i due impasti tra loro quando ciascuno di essi risulta essere è ben amalgamato. Miscelate le farine con il lievito e la cannella e aggiungetene una cucchiaiata alla volta all'impasto cremoso. Quando l'impasto risultante si sarà ben amalgamato aggiungete i canditi passati nella farina e le gocce di cioccolato. Quindi prelevatene dei mucchietti, aiutandovi con due cucchiai, e adagiateli su una teglia da forno coperta di carta apposita, ben distanziati. Qualora l'impasto risultasse troppo compatto per eseguire questa operazione ammorbiditelo aggiungendo pochissimo latte alla volta. 
Cuocete per 10 minuti in forno caldo. 


Hanno un gusto molto rustico (il sapore della farina di grano saraceno è inconfondibile..), ma sono venuti morbidoni morbidoni, con ogni tanto la sorpresa del cioccolato e dell'arancia! Yum! Poi ho dovuto sudare le sette camicie in palestra, per smaltirli, a suon di step e zumba, ma ne è valsa la pena!!!

venerdì 3 gennaio 2014

Il Natale a casa dei miei

I miei genitori hanno appena ristrutturato la loro casa. Con molto spirito si sono trasferiti per l'estate in un residence e lì sono stati ad aspettare "pazientemente" che architetta, direttore dei lavori e operai finissero di spellare completamente la loro casa e la rimettessero in sesto. Detto così sembrebbe che tutto fosse filato liscio. Invece in questo scorcio di anno è successo un po' di tutto. I miei hanno avuto entrambi qualche problema di salute, poi rivelatosi di poco conto ma spaventoso all'inizio, io col mio piedone (ricordate?) ho potuto fare poco o nulla e ad ogni pie' sospinto sul cantiere succedeva qualcosa: finivano le mattonelle per una stanza, una misura non tornava, le porte bloccavano per sempre i cassetti della cucina. Ma adesso che la casa è finita, e addobbata a festa, volevo proprio immortalarla in tutto il suo algido splendore!!! Algido davvero, visto che mamma ha rinunciato definitivamente allo stile country, tanto amato in passato, e ha sposato lo stile urbano contemporaneo, con alcune concessioni al suo spirito inesorabilmente decorativo. Quanto a babbo, da tempo (da circa  qurantanove anni, per la precisione) ha rinunciato a qualsiasi stile, adeguandosi pazientemente a quello della padrona di casa! 








giovedì 2 gennaio 2014

Una famiglia di creativi

Le feste stanno quasi per finire, ma prima di archiviarle con la fatidica data del 6 gennaio, volevo postare alcuni lavori che proprio per queste feste hanno fatto i miei figli. Si sa, i figli, come diceva Mario Merola "so' piezz 'e core". I miei, modestamente, sono anche figli d'arte.
Questa è la maglia che Niccolò ha regalato al suo maestro di Win Chun, con ideogrammi dipinti da lui con i colori da stoffa. Questa scritta significa " Maestro di Win chun " (e io che mi credevo che ci fosse scritto "forza, coraggio e speranza..." o cose simili....mah!?)



Questi sono i regali confezionati da Niccolò; è raro che un maschio sappia fare i pacchetti, ma lui sfata il mito dell'uomo imbranato (eppure un pochino lo è.... ). Da solo ha avuto anche l'idea dei Candy canes come chiudipacco, e li ha perfino presi intonati alla carta da regalo! Incredibile! Giovani crafter crescono....


Questi invece sono i cioccolatini regalo di Viola: in un altro post la ricetta, anzi le ricette. 



Che dire? Buon sangue non mente?