giovedì 29 agosto 2013

Ileana, del blog "In cucina per gioco" ci ha attribuito il premio "Blog 100% affidabile"!




http://cucinapergioco.blogspot.it/2013/08/fine-delle-vacanze-e-unaltro-premio.html

Ora devo nominare 5 Blog che rispondono ai seguenti requisiti... mumble mumble...quest'attività mi consuma sempre, perché è difficilissimo scegliere 5 blog tra i tanti.  
Come si distingue un Blog Affidabile? Per alcuni semplici ma importanti regole:
1) E' aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non è infarcito di troppa pubblicità

"Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog Affidabile"  disponibili a questa pagina http://www.gliaffidabili.it/a/altro/il-premio-il-blog-affidabile . Sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio come gli artigiani, le aziende e i professionisti iscritti su http://www.gliaffidabili.it/".

Eccone 5 scelti tra quelli che non lo hanno ancora ricevuto (ce ne sarebbero tanti..)

"Dyl Jewels": http://dyljewels.blogspot.it/p/premi-ricevuti.html
 "Mi piace e non mi piace" :        http://silviabrisimipiaceenonmipiace.blogspot.it/search/label/Riconoscimenti%20ed%20Iniziative
 "MissCarrie"      http://misscarrie79.blogspot.it/2013/08/trend-2014-tartan.html
"La mia famiglia ai fornelli": http://unafamigliaaifornelli.blogspot.it/
"La dimora degli elfi":    http://la-dimora-degli-elfi.blogspot.it/2013/08/balsamo-per-i-piedi-tipo-badger-balm.html

mercoledì 28 agosto 2013

al contadino non far sapere; ovvero formaggio, pere, e un tocco speciale

La fase furibonda di pulizie della cucina non si è conclusa come avrei voluto. Non sono riuscita a svuotare il freezer e la dispensa è rimasta ancora troppo piena di buste di cibo ammezzate per i miei gusti. Constatato il mio parziale fallimento avevo deciso che non avrei fatto la spesa per un po' per smaltire quela riserva. Ho deciso soprattutto che avrei impedito a mio marito di fare la spesa! In questo mese e mezzo di infortunio c'è andato sempre lui e ha comprato di tutto e in quantità industriale! E' capace di uscire per comprare due yogurt e tornare con tre casse di roba! Solo che ogni volta in cui si avvicina l'ora del pranzo o della cena, lo vedo aspettarmi al varco. "Cosa si mangia ora?" Mi chiede ironico.. e ad un mio minimo, impercettibile tentennamento replica "te lo avevo detto io, che si doveva fare la spesa...". E siccome mi manda in bestia, quando mi dice "te lo avevo detto" e siccome invece in bestia non ci voglio andare (o almeno non per cose così banali e non con una frequenza così alta), mi dedico con tutte le mie energie alla preparazione di mangiarini speciali. Soprattutto pastasciutte, pizze e torte salate. Ma domenica avevamo speso quasi tutta la mattina a sistemare il giardino (ero abbastanza tranquilla perché i ragazzi sarebbero stati a pranzo fuori) e quando alle una e trenta ho aperto il frigo al mio "Accipicchia!" di disappunto il frigo ha risposto: "icchia icchia icchia"..C'era solo qualche formaggio e un po' di frutta. A quel punto, dopo una mattina di lavoro in giardino, mio marito non sarebbe stato più solo ironico,  e la discussione si faceva sempre più probabile. Così mi è venuto in mente un proverbio (la fame gioca brutti scherzi, direte voi): al contadino non fare saper quanto è buono il cacio con le pere". E dunque ho lavato e affettato due pere, trasformato delle fettine di emmental, disposto qualche polpa di Parmigiano e preparato una salsina ad ok, et voilà:



Ingredienti per la salsa alla senape
tre cucchiai di maionese
tre cucchiai di yogurt bianco intero
un cucchiaino di senape in crema (quella che si mette sui wurstel)
una spolverata di paprika forte.

Procedimento
Amalgamate tutti gli ingredienti e spolverizzate la paprika quando la crema sarà già versata nel vasetto con cui la porterete in tavola.



Ah! Poi avevo anche delle pesche, ho ripreso la ricetta delle finte pesche all'aleatico, e così ho "stampato" anche il dessert...

lunedì 26 agosto 2013

Conosciamoci


Siccome siamo sempre in vena di fare nuove amicizie, partecipiamo all'iniziativa del blog "Calendula e Camomilla" di Ylenia. Si tratta di un blog che si occupa di "bio-cosmesi,  beauty e life-style". I primi due argomenti sono vicini soprattutto a Viola, per età e vanità. Io, che sono troppo un motorino per soffermarmi sull'estetica, apprezzo soprattutto il life- style. Anche se un po' di lezioni di trucco e parrucco forse male non mi farebbero, anzi.... Comuque con questa iniziativa di amiche se ne trovano di tutti i tipi! Io  ho conosciuto già almeno una decina di blog che vale la pena di vedere e consultare.

                                                      

domenica 25 agosto 2013

Salsa Barbecue (ma più in generale del barbecue e delle sue prerogative)

Quando, per scrivere questo post, ho pensato di fare un viaggetto sul web a partire dalla parola "barbecue", sapevo che avrei trovato tanto, in proposito, ma non credevo davvero di trovare così tanto!  Ci sono non dico blog, ma siti, forum e riviste on line che trattano esaustivamente e da tutti i punti di vista di questo argomento e basta!! Tra le tante realtà  alcune sono ad un livello di specificità e tecnicismo tale che i propri adepti parlano un incomprensibile linguaggio da iniziati. Dal poco che ho letto, mi è parso di capire che ci sia in corso una guerra tra sostenitori del forno a gas vs gli adepti del forno a carbonella. Ma siccome le guerre non mi sono mai piaciute (tranne quelle col fucile ad elastici in cortile, da bambina), lascio le loro cronache a chi voglia farlo.
Da cronista di guerra vi segnalo due link delle diverse fazioni: 
 Fuori dal campo di battaglia e sempre sul web vi segnalo una guida vera e propria, quella di più agile lettura e gradevolezza di scrittura che abbia trovato. (Non me ne voglia chi altri si sia cimentato in questo tipo di lavoro; la mia è un'opinione personale..)
http://www.dissapore.com/cucina/guida-al-barbecue-piu-di-quanto-avete-mai-osato-chiedere/

Tanto per chiarire, il nostro barbecue è di tipo a carbonella, anzi, a dire il vero a carbonella e a legno. Utilizziamo soprattutto legnetti secchi che troviamo, e i ritagli del gelsomino e della vite del Canada dopo che siano stati ad essiccarsi almeno un mese. Per accendere il fuoco utilizziamo delle mattonelle di guscio di cocco pressato, che non appestano l'aria come gli altri accenditori che ricordano i gas di scarico dei tir di seconda mano!

Dallo stesso blog da cui ho tratto il link per la guida prendo questa guida: 
"Il barbecue può essere a gas o a carbonella. Uno non è necessariamente superiore all’altro, entrambi hanno pro e contro.
Barbecue, carbonella
Barbecue a carbonella
  • Ce ne sono a prezzi molto diversi, è facile trovarne di economici così come di molto costosi (+)
  • Diventa molto caldo (+ -)
  • Deve essere pulito manualmente e preriscaldato per almeno 20 minuti – di solito di più (-)
  • E’ più difficile pulirlo a causa della cenere (-)
  • Lascia un sapore affumicato tutte le volte che grigli (+ -)
  • E’ difficile mantenerlo a una temperatura costante (+)
  • Cosa c’è di più divertente per un uomo che giocare con del vero fuoco? (+)"
Adesso concentriamoci su questo attrezzo da cucina delle meraviglie, con alcuni consigli pratici per l’uso:
Per ottenere ottime grigliate bisogna usare un olio con un alto punto di fumo. (Noi usiamo l'extravergine di oliva.)
Cosa grigliare?
  • formaggio
  • verdure
  • pannocchie
  • salmone
  • carne rossa
Per non perdere i succhi mentre si gira la carne, bisogna utilizzare sempre le pinze o una spatola, invece della forchetta, e girarla il meno possibile (si dovrebbe fare solo una volta durante tutta la cottura).
Non bisogna premere gli hamburger o il pollo con una spatola mentre si stanno grigliando, poiché così si perdono i succhi e una volta che se ne sono andati … beh.... (Chi si annoia e ha bisogno di qualcosa da fare con le mani, può darsi alla giocoleria)
Se decidete di riscaldare la carne prima di porla sulla griglia potrete ottenere una cottura più veloce e meno secca.
Per un grandioso sapore affumicato, immergete alcuni bastoni di legno (noce o quercia, ad esempio) in acqua per un po’, poi buttateli sul barbecue e coprite la griglia.
Per ottenere gusti più decisi, mettete le erbe aromatiche sulla griglia mentre state già grigliando, o in infusione nell’acqua e poi sopra la carne.
Se volete grigliare le verdure, tenetele per ultime.
Infine non dimenticate la salsa! Per un vero barbecue degno dell’ Indipendence day non ci si può esimere dal preparala in casa o se proprio volete, di comprarla."
Ingredienti per sei persone

3 cipolle rosse grandi
3 spicchi di aglio
6 cucchiai di olio di oliva
250 ml di pomodori pelati
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di tabasco
1 cucchiaio di salsa di soia

Procedimento
Affettate finemente le cipolle e l'aglio
Scaldate l'olio in una pentola antiaderente e, raggiunta la giusta temperatura, aggiungete il trito e lasciate appassire.

Una volta che le verdure sono schiarite aggiungete la salsa di pomodoro.



Fate cuocere almeno per 20 minuti. Avete presenti le salse barbecue che sono in commercio: sono molto scure: quel tipo di sfumatura voi lo potrete raggiungere solo cuocendo molto la preparazione.


Passati questi minimi venti minuti aggiungete lo zucchero di canna


il tabasco


e la salsa di soia. Spengete il gas sotto alla pentola e lasciate intiepidire almeno per dieci minuti.


A questo punto frullate la preparazione e servite.


sabato 24 agosto 2013

pouf cheese a sorpresa (continua lo svuotamento dei pensili!)

                                         

Questa è una ricetta di totale sperimentazione: tra i barattoli cominciati e le buste fermate dai nasini che le avevo predisposto (ricordate le mie pulizie furibonde e i miei altrettanto furibondi intenti riciclatori dello scorso post?) Viola ha acciuffato tutte le cose che le piacciono di più e le ha messe insieme, senza prendere nota di niente e senza pensare neppure alla macchina fotografica. Argh! Ma come? Non bastano almeno 6 torte artistiche di cui si sono perse le tracce perché  lei non ha avuto voglia o tempo di fotografare? E non ci sono già abbastanza preparazioni irriproducibili perché non si è segnata gli ingredienti? Così stavolta ho messo immediatamente mano al computer (c'è questo computerino che abbiamo preso per Nicco e che mi è servito quando avevo problemi a strisciare fino al piano dello studio) e ho interrogato la pasticcera più sventata del West. Che stavolta ha trovato anche, bontà sua, il tempo per realizzare ai suoi pouf cheese un servizio fotografico degno di Elle Decor. Ah! Anche il nome è un'invenzione!


Ingredienti per 18 pouf cheese di 6 cm di diametro

1 rotolo e mezzo di pasta sfoglia
250 grammi di mascarpone
3 uova intere
150 grammi di zucchero
85 grammi di farina di cocco
30 grammi di farina di mandorle

Procedimento
Sbattete le uova con lo zucchero finché il composto non diviene più chiaro (ci vorranno circa 6- 7 minuti); aggiungete con delicatezza il mascarpone e, in seguito, le due farine miscelate.
Tagliate con un coppa pasta tondo di almeno 8 centimetri dei dischi di pasta sfoglia (Viola ha usato un bicchiere perché non aveva voglia di fare ricerche accurate dopo le mie pulizie campali della cucina, che hanno sovvertito l'antico ordine degli oggetti) e foderate gli stampini dei muffin, facendo attenzione a non strappare la pasta. Versare sopra la pasta il composto morbido e infornare a forno caldo 150-160° per almeno 30 minuti.





giovedì 22 agosto 2013

Cheesecake svuotatutto


Sono giornate di furiose pulizie, queste. Il piedone non più piedone fa qualche progresso, grazie anche alla fisioterapia, e anche il ginocchio mi pare aver ripreso un po' della sua pieghevolezza (non totale, ma accontentiamoci). Siccome è saltata causa fratture e acciacchi la manutenzione annuale che faccio alla casa nel mese di luglio, sto cercando, con altri tempi (meno frenetici di quelli abituali), di rimettermi in pari. Se quando avevo ancora il gesso sono riuscita a ritingere e a ritoccare la cucina e a pulire di cima a fondo dopo la pittura fatta da Viola le camere dei ragazzi, ora che posso salire di nuovo sulla scala ho affrontato lo svuotamento e la saponata dei pensili della cucina. Non sono tollerabili, in questi frangenti, bustine ammezzate e barattoli semivuoti. E siccome la cucina non può dirsi finita se non si sbrina il congelatore, anche i contenitori qui conservati hanno i minuti contati. Da qui è partita una campagna di riciclaggio senza se e senza ma. Certo il mio oltranzismo riciclatorio non arriva ad abbinamenti pericolosi, tipo il granchio e gli amaretti in briciole, ma tutto il possibile deve essere fatto! 
 La prima di queste ricette è questa: la Cheesecke svuotatutto, che riutilizza gli avanzi sbriciolati in fondo al contenitore dei biscotti (temevate quelli raccolti dallo smontaggio del divano eh!) e un barattolo di ganache al cioccolato conservata in freezer.
Ovviamente questo vale quando i "reperti" manifestano ancora un'ottima qualità. Le cose sciroccate o comunque non integre vanno buttate, in contenitori diversificati per materiale, ma inderogabilmente!

Ingredienti
150 grammi di biscotti 
300 grammi di ganache al cioccolato (fatta con 200 grammi di cioccolato fondente e 100 grammi di panna da montare)
200 grammi di zucchero
80 grammi di formaggio spalmabile tipo quark
250 grammi di ricotta
250 grammi di mascarpone
50 grammi di cioccolato bianco per decorare

Procedimento
Sbriciolate i biscotti e pressateli sulla base dello stampo scelto. Accendete il forno a 120°. 
Se non avete già pronta la ganache preparatela mettendo sul fuoco bassissimo la panna e, appena scaldata, sciogliendovi lo zucchero e il cioccolato tritato in precedenza. 
Lasciate raffreddare e intanto montate insieme i formaggi, dopo aver passato al setaccio la ricotta perché perda l'umidità. 
Se per caso anche voi avete una ganache pronta aggiungete lo zucchero ai formaggi nel  momento in cui li montate. Quando i formaggi saranno amalgamati versateli sulla base di biscotti tritati e infornate per 30 minuti. Lasciate raffreddare e mettete in frigo per almeno un'ora. Ricavate dei riccioli dal cioccolato bianco e decorate con queste la vostra cheesecake



mercoledì 21 agosto 2013

Finte pesche all'aleatico (nostalgia dell'Isola d'Elba)

Le vere pesche all'aleatico erano un dessert  che preparavo in quantità industriali quando lavoravo al ristorante di mia zia, a Marciana Marina, circa vent'anni fa. Se ora ne ho nostalgia deve essere l'effetto leopardiano delle "rimembranza", che rende belli nel ricordo anche momenti che al tempo in cui furono vissuti non erano poi così belli. In effetti al ristorante, soprattutto in agosto, c'era da faticare e da arrabbiarsi parecchio... ma  avere vent'anni di per è una bella esperienza, così bella che forse fa passare in secondo piano tutto il resto. Comunque, il ristorante era uno di quelli da segnalazione nelle guide, e tutto doveva essere di grande qualità. Le pesche ce le portava un contadino di Procchio la cui coltivazione  poi è diventata presidio slow food, mentre l'aleatico era del vinaio di fiducia, di produzione elabana doc (perché . Dopo aver sbucciato e irrorato le pesche non c'era bisogno di altro. Ma in questo clima di ristrettezze, di versare quasi due litri di aleatico (dagli  8 ai 12 euro al litro) sulle pesche non ce la sentivamo. Questo non significa che si possa usare un vinaccio fatto "con le presine". Scegliete un vino rosso fermo, di una certa corposità, magari DOC, ma che costi entro i due- tre euro a litro. Mio marito mi dice che in alcuni discount si trovano a quel prezzo vini decorosi.  

Ingredienti per 6 persone 
1 kg di pesche gialle
1 litro e mezzo di vino rosso  corposo e fermo
200 grammi di zucchero semolato
una manciata di chiodi di garofano


Preparazione
Scaldate a fuoco basso un bicchiere di vino, scioglietevi lo zucchero e versatevi i chiodi di garofano. Lasciate raffreddare. Intanto sbucciate le pesche e tagliatele a tocchetti.
Mescolate il vino aromatizzato a quello "liscio" e versatelo sulle pesche. Io vi consiglio di filtrare il vino che avrete riscaldato per togliere i chiodi di garofano, ma altri componenti della famiglia hanno preferito tenerli.
Mettete le pesche a raffrescare. Scolate dal vino sono ottime con una pallina di gelato alla crema o all'amarena.


Se invece avete deciso di godervi un bicchierino di questo squisito Aleatico, credo che si possa trovare presso le cantine più fornite, visto che da qualche tempo è diventato docg. Ve lo consiglio, perchè è davvero buonissimo. Per me, che non me ne intendo, è all'altezza del Porto. E se intanto volete saperne qualcosa di più, fate un salto qui: http://www.sottocoperta.net/cucina/enologia/art26.htm

lunedì 19 agosto 2013

salvia fritta senza glutine e senza uova


Questo è un antipastino super economico e super buono, strategicamente postato in questi giorni, in cui l'estate, ahimè, volge al suo termine, e le piantine aromatiche cominciano tristemente a dare qualche segnale di cedimento. E' così buono che è in grado di spazzare via la malinconia che questa consapevolezza inevitabilmente ci porta.
Ingredienti
20 foglie di salvia
100 grammi di farina di riso
50 grammi di farina di mais fioretto
150 ml di birra fredda senza glutine
sale q.b.
olio di oliva per friggere q.b.

Procedimento
Lavate accuratamente le foglie di salvia e mettetele a sgocciolare in un colino prima e su un panno pulitissimo poi. 


Preparate una pastella unendo le due farine e il sale e poi versandovi sopra a filo la birra fredda, possibilmente contenendo la schiuma. Amalgamate un po' alla volta la birra, facendo una polentina che poi diluirete un po' alla volta. Se seguirete queste accortezze non dovrete poi combattere una lotta impari con i grumi che di certo si formeranno. E se eventualmente quegli stramaledetti grumi dovessero comunque formarsi, almeno non avrete sensi di colpa: sarete nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per non farli venire.


Immergete le foglie poche alla volta, sgocciolandole dalla pastella e passandole direttamente nell'olio. Noi abbiamo usato la friggitrice, che usiamo al massimo 2 volte l'anno. Vi assicuro che ne è valsa la pena.Quando saranno ben dorate toglietele con una schiumarola di metallo dall'olio e mettetele ad asciugare dell'eccesso di olio su un foglio di carta da cucina senza disegni (perché non sappiamo se siano termostabili o meno), o meglio ancora di carta gialla (di cui eravamo sprovviste). Spolverizzate di sale fine (l'ideale sarebbe il sale polvere, lo conoscete? Per le fritture è un giulebbe!) e servite il prima possibile. Di questa salvia fritta non vi posterò il possibile riciclo creativo, perché non ne resterà, sono sicura, neppure un gambo! 


domenica 18 agosto 2013

torta e muffin di cous cous: della serie "Non si butta via nulla"

Come promesso posto la ricetta del riutilizzo del cous cous. Voi lo sapete che una delle logiche che sottende a questo blog è proprio quella del risparmio, anzi, della lotta allo spreco. Che poi non deve prevedere ovviamente il sacrificio personale fine a sé stesso, ma la consapevolezza del fatto che questo mondo non può essere impunemente depredato. Quello a cui aspiriamo è il raggiungimento di uno stile di vita più rispettoso e "morigerato", equidistante sia da intenti autopunitivi (mi vengono in mente i cilici di qualche politico  integralista, anche qui da noi) e lo sfarzo sprecone e volgare che ha caratterizzato gli ultimi, ingloriosi  tempi (e chissà perché mi vengono ancora in mente i politici, quelli delle feste con le maschere da maiale, ad esempio). Convinte che ognuno di noi debba fare la propria parte, noi abbiamo scelto di farlo così. Facendosi anche bene...


Ingredienti
250 grammi di cous cous cotto (se salato in precedenza deve essere sciacquato bene)
1/2 litro di latte
2 uova
180 grammi di farina autolievitante
200 grammi di zucchero
100 grammi di burro
la buccia grattugiata di un limone

Per la glassa dei muffin
un bicchierino di liquore al mandarino; 
2 cucchiai di zucchero a velo
1 cucchiaino di acqua

per la caramellatura della torta
3 cucchiai di zucchero semolato

Procedimento
Mettete il cous cous in una pentola con il latte a fuoco bassissimo e intanto in un robot mettete a montare le uova con lo zucchero. Entrambe le operazioni richiederanno almeno 10 minuti. Quando le uova saranno montate aggiungete  il burro fuso e freddo, la farina autolievitante setacciata e la buccia di limone grattugiata. Togliete il cous cous dal fuoco e mettetelo in una zuppiera, sulla quale verserete gli altri ingredienti. Amalgamate bene e versate negli stampi. 

Cuocete i muffin in forno caldo a 170° 15 minuti. 


Cuocete la torta per almeno 40 minuti. Se avete a disposizione un bruciatore da cucina potrete fare questa caramelizzazione in superficie, cospargendo la superficie della torta di zucchero semolato e dandoci dentro con il fuoco. 


La glassatura dei muffin invece è ottenuta sciogliendo nel liquore lo zucchero a velo. Gli astemi diluiranno il liquore in acqua.


sabato 17 agosto 2013

cous cous di emergenza

Siccome non bastava un piede fratturato, due borsiti e un attacco di periartrite a rendere "particolare" questa mia estate, ci si è messa (suo malgrado, ovviamente) anche mia mamma, che ha avuto una colica fortissima ed è stata ricoverata in ospedale per una settimana. Ecco il perché della nostra sparizione. Niente ferie, dunque, ma scossoni a non finire. Insomma... Comunque già da tre giorni mamma è a casa, e abbiamo ripreso a cucinare e a fotografare. Questo è un cous cous di emergenza. Sì, perché improvvisato con cose che avevo in casa. 
Oltre ad un quintale di cous cous, (nelle indicazioni di quello precotto c'è scritto che bastano 50 grammi a persona: non ci credete, ce ne vuole almeno il doppio) ci sono dei condimenti semplicissimi e veloci da fare.

Ingredienti per 5 persone (di discreto appetito, però)

500 grammi di cous cous precotto (esiste anche di mais, ed è buonissimo)
sale q.b
olio extravergine di oliva q.b.
80 grammi di burro

per le zucchine al curry
2 zucchine grandi
200 ml di latte
50 grammi di amido di mais o farina di riso
1 tazza di brodo ( anche di dado)
1 cucchiaio abbondante di curry
sale q.b
olio extravergine di oliva q.b.

per la minestra alla curcuma
300 grammi di minestrone surgelato
1 cucchiaio abbondante di curcuma
un dado da brodo (io lo uso vegetale bio)
sale q. b.
olio extravergine di oliva q.b.

per il goulash
400 grammi di cipolle
mezzo bicchiere di vino rosso
2 pomodori maturi
400 grammi di passata di pomodoro
una tazza di brodo (anche di dado)
polpettine cotte come volete 
un cucchiaino di paprika forte
sale q.b.
olio extravergine di oliva q.b.




Procedimento (non vi lasciate scoraggiare dalla lunghezza del procedimento; in realtà si fa presto)

  1. Affettate a rondelle le zucchine e mettetele su un tagliere cosparse di sale. 
  2. Mettete a cuocere il minestrone ancora surgelato, coprendolo di acqua fredda e con un dado da brodo. Mettete a scaldare in una padella capiente tre o quattro cucchiai di olio.  
  3. Affettate a rondelle le cipolle e, non appena l'olio nella padella sarà caldo, mettetele a soffriggere. 
  4. Se dovete fare il brodo di dado questo è il momento di farlo. Calcolate le dosi e fate cuocere l'acqua in un unico pentolino.
  5. Prelevate dalla padella mezza cipolla soffritta e tenetela da parte.
  6. Aggiungete il vino alle cipolle e fate evaporare
  7. Aggiungete i pomodori maturi spellati e tagliati a tocchetti e fateli appassire un poco 
  8. Aggiungete la passata di pomodoro; allungate con il brodo e lasciate "tirare" il sugo. 
  9. Mettete al fuoco un'altra padella con due cucchiai di olio.
  10.  E' il momento di ricordarsi delle zucchine: sciacquatele e  asciugatele. 
  11. Trasferite le cipolle già soffritte nella padella "nuova" e aggiungetevi le zucchine. Fatele friggere per almeno cinque minuti.
  12. Aggiungete il brodo alle zucchine, coprite con un coperchio e lasciate stufare. Controllate le altre cose che avete sul fuoco.
  13. Aggiungete le polpettine al sugo rosso; abbassate al minimo l'intensità del fuoco e coprite.
  14. Il minestrone dovrebbe essere cotto; se così fosse prelevatene tre ramaioli e frullatelo finemente. Mescolatevi la curcuma e rimettete il frullato nel resto del minestrone.
  15. Scaldate il latte e scioglietevi il curry. Create poi un emulsione con la farina di riso, aggiungendo a questa il latte col curry un po' alla volta. Dovrà avere la consistenza della panna da cucina.
  16. Mettete nel frullatore almeno 10 foglie di basilico con due cucchiai d'olio; frullate brevemente e versate in una ciotola. Guarnite con altre foglie di basilico.
  17. Mettete a bollire l'acqua per il cous cous, seguendo le indicazioni sulla scatola. Salate a vostro piacere; se riutilizzate il pentolino in cui avrete sciolto i dadi, ricordatevi che nel fondo è contenuto sale, e non esagerate.
  18. Mettete il cous cous in un contenitore grande e possibilmente piatto e conditelo con un cucchiaino di olio per ogni commensale. Prelevate dal frigo una noce di burro a commensale.
  19. Assaggiate le zucchine: se sono pronte spengete il fuoco e mescolatele con la preparazione al curry.
  20. Spengete il fuoco sotto alla padella del sugo rosso e aggiungetevi la paprika. 
  21. Versate l'acqua bollente sul cous cous e fate gonfiare. Aggiungete il burro e condite.
  22. Sperando che nel frattempo qualcuno che vi ama abbia apparecchiato, impiattate e servite.







Io di solito apparecchio con i soli piatti piani, dove si mette il cous cous in quantità, e distribuisco invece i vari condimenti in più scodelle che dissemino sulla tavola, per evitare il via vai di condimenti  e i vari "mi passi quello?", "prendi quest'alto..". Quanto al cous cous, se ne fate di più, mi raccomando, non buttatelo. Innanzi tutto è buono anche la sera stessa, se vi fossero avanzati i condimenti. Ma anche perché, a breve (calamità permettendo...) posterò una ricetta per riciclare il cous cous avanzato! Ciao a tutte e a tutti, ovunque voi siate!

sabato 10 agosto 2013

Torta e muffin alle banane senza glutine e senza grassi


I nostri lettori e le nostre lettrici penseranno: "Ma se le banane non le mangiate, perché continuate a comprarle? Bella domanda! Il problema è che il nostro frigo è veramente sottodimensionato, e dentro ci sono le cose che, se tenute fuori, ci farebbero inesorabilmente beccare una salmonella con i fiocchi. Le nostre vittime sacrificali al caldone di questi giorni restano così le banane. Comunque la verità è che ero gelosa dei dolcetti alle banane per la famiglia fatti qualche giorno fa, e così ho pensato di replicare con un preparato senza glutine. 
Ebbene sì, un preparato! Le/i  puriste/i inorridiranno, ma i/le più, che mi conoscono, sanno che io oscillo tra preparazioni che durano dei giorni a momenti in cui necessito di ricette speedy. Questo era uno di quei momenti.

Ingredienti
Una busta di preparato per torta margherita senza glutine
300 grammi di yogurt bianco all'1,5 % di grassi
2 uova
2 banane
50 grammi di zucchero a velo (quello da prontuario)
p.s: se amate le torte molto dolci aggiungete almeno altri 100 grammi di zucchero; se la volete più soffice mettete lo yogurt intero.




Procedimento

Frullate le banane con lo yogurt in un robot da cucina, oppure schiacciate le banane e unitele con un mestolo allo yogurt (ma sarà più faticoso, vi avverto..). Aggiungete un uovo alla volta e, infine, il preparato. Amalgamate e versate negli stampi. Infornate a 160 gradi sul ripiano intermedio. 


Mi dispiace per voi, ma dovrete prima mettere i muffin e poi la torta. Se mettete tutto insieme dovrete scegliere se bruciare i muffin o fare afflosciare la torta! Per i muffin, infatti, vi basteranno 15 minuti, per la torta ce ne vorranno almeno 35- 40.
Fate raffreddare su una griglia e spolverizzate con zucchero a velo.


Sono magri ma carini, non è vero?


venerdì 9 agosto 2013

Più tempo e più ordine per il decoupage

In una rivista che amavo tantissimo e che purtroppo ha cessato le pubblicazioni da un giorno all'altro (facendomi anche arrabbiare: io ero abbonata e avevo regalato l'abbonamento a mia sorella e a una mia amica) l'editoriale scritto da una famosa bricoler era per me sempre fonte di ispirazione. Siccome le donne sono generalmente molto versatili, lei, oltre che creativa, era anche una brava giornalista- scrittrice, e cominciava il suo editoriale raccontando sempre qualche aneddoto spiritoso. In uno dei suoi pezzi raccontò che, in visita da un'avvocata, dando un'occhiata alle pareti ordinatissime dello studio, accanto ai faldoni presumibilmente del suo lavoro,  ne aveva scorti altri con scritto "fiori", "figure vittoriane", eccetera. La giornalista- bricoler aveva allora chiesto alla segretaria di cosa si trattasse. La segretaria aveva risposto che l'avvocata aveva la passione per il decoupage, e in quei faldoni raccoglieva ordinatamente i vari ritagli. Per me è stata un'illuminazione. All'epoca io annegavo in un mare di fogli, perché una rivista che compro tutti i mesi ne ha diversi allegati. In più non so resistere ad alcune carte da regalo che trovo in giro, quando faccio spese, o anche di risulta, da qualche pacco non troppo stropicciato. O addirittura in quei numeri unici che ogni tanto escono in edicola, che con due euro ti danno un sacco di roba...A quelli addirittura do la caccia! Risultato: ogni volta in cui si apriva un cassetto, saltava fuori una mezza pagina vittoriana, una carta da regalo sempre più stropicciata, un tovagliolo di carta dai disegni vivaci...Con relativi arrabbiamenti di mio marito. che con quelle carte mi avrebbe incartato e spedito verso una lontanissima destinazione. Finché, qualche anno fa, ho messo in pratica i consigli della mia amata giornalista- bricoler e ho messo mano ai faldoni...
Materiali
Faldoni per contabilità ad anelli
buste di plastica ad anelli
strisce di carta anche di recupero
un foglio di carta bianca
forbici
colla stick
penna o pennarelli a punta fine


Dunque: anch'io mi sono procurata dei contenitori da ufficio ad anelli ed una serie di buste con anelli laterali, dei ritagli di carta e della colla stick.




Sui foglietti ho scritto il tipo di immagine che intendevo riporvi e li ho attaccati alla busta di plastica.


Siccome se avete tante buste è complicato orientarsi, al momento della ricerca, vi consiglio di attaccare un'etichetta anche sul retro.


Vi consiglio anche di mettere categorie di immagini "vicine"; per esempio "dolci" tra "cibi " e "cose per la cucina"; "Cani" accanto a "animali".



Estraete poi la striscia del faldone contenuta nella plastica sulla costola, fatene un'altra prendendola a misura e scrivetevi il contenuto delle buste, in ordine di "apparizione".


Infilate la striscia con l'elenco dei ritagli e riponete il faldone. Il lavoro può sembrare lungo, ma sarà molto più semplice poi affrontare la decorazione con il decoupage, perché saprete già dove andare a cercare. In più, quando avrete voglia di rilassarvi con il vostro hobby ma non avete la necessaria ispirazione, o non avrete ancora trovato l'oggetto giusto, potrete estrarre le carte dalle buste di plastica e darvi al ritaglio, certe che non si perderà niente e che, quando avrete a disposizione l'oggetto giusto e l'ispirazione, avrete molto più tempo per provare e trovare la giusta combinazione di immagini. Quello che fate oggi, dunque, servirà per un domani.


giovedì 8 agosto 2013

Zia Mara guest star e le sue melanzane sotto il pesto


Avete spesso sentito nominare in questo blog la zia Mara: eccola! (E' la signora bionda tra Viola e Niccolò). Oggi partecipa, quasi a sua insaputa, alla rubrica "Guest star" del nostro blog, con una pietanza che non può mancare a casa nostra in qualsiasi buffet, cena, compleanno, scampagnata degna di questo nome: le sue famose melanzane sotto il pesto! Ci ha confessato che la ricetta non è sua, ma è quella di nonna Anna, che ci ha lasciato prima che Niccolò nascesse, e che lei ha ereditato, riproducendola filologicamente. Il risultato lo verificherete quando le avrete provate. E poi ci farete sapere...

Ingredienti
4 melanzane scure  grandi
5 spicchi di aglio
1 bicchiere di olio di oliva
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di  aceto bianco
peperoncino q.b.
sale q.b.

Procedimento

Affettate le melanzane e cospargetele di sale fine.


Mettele a sgocciolare l'acqua amarognola in un colapasta



Lavate le melanzane in acqua corrente e strizzatele energicamente


Le donne di Livorno, si sa, sono vigorose, lo dicono anche i letterati: ecco le povere melanzane dopo la strizzatura.


Consolate le melanzane strizzate passandole nella farina; per i/ le celiaci/che: va bene anche la farina di riso.


Scuotete le melanzane dalla farina in eccesso 


e friggetele in un bicchiere di olio di oliva giunto a temperatura (lo sarà quando mettendovi uno spigolo di melanzana vedrete formarsi intorno ad essa delle bollicine).


Scolate le melanzane e mettetele in una zuppiera foderata di carta da cucina senza disegni (con l'alta temperatura non sappiamo per certo cosa succede ai colori delle decorazioni dei fogli di carta..)


Mettete in una padella 1 bicchiere di olio extravergine di oliva, 5 spicchi di aglio tagliati a fettine, un' abbondante spruzzata di peperoncino,

 
 e mezzo bicchiere di aceto bianco
Accendete il fuoco sotto alla padella e fate scaldare qualche minuto


Mettete le melanzane in una zuppiera, irroratele con il condimento nella padella, giratele, e lasciatele riposare fuori dal frigo almeno mezza giornata. In seguito, qualora avanzassero (a noi non succede) conservatele coperte in frigo. 

Noi le abbiamo usate anche per farcire il mitico cinque e cinque, ovvero la labronica focaccina con la torta di ceci, così chiamata perché in altre epoche era fatta con cinque centesimi di focaccia (schiacciata) e cinque centesimi di torta di ceci (o meglio torta, e basta). E buon appetito!

Ah! Famose sono anche le melanzane nel panino con prosciutto e salsa verde, che a Livorno ha fatto la fortuna di un paniniere antelitteram di nome Giovanni, la cui dinastia ora è alla terza generazione. In un altro post tenteremo la riproduzione di quella salsa verde, senza che però sia proprio lei, perché è brevettata come la bevanda scura con le bollicine e che finisce con cola. Cosa 'un t'inventano vesti livornesi! (trad: cosa non inventano questi livornesi!)

Con questa ricetta partecipo al contest di "Cuoco per caso":