venerdì 31 maggio 2013

Dopo le ristrettezze caloriche, un trionfo di crema!

La torta del diciannovesimo compleanno di Viola





Quest'anno Viola è andata sul classico, al limite del vittoriano...
Infatti l'impasto è una Victoria Sponge cake, la farcitura  di crema pasticcera, la stuccatura di crema al burro alla vaniglia e la decorazione di pasta di zucchero e glassa reale. Più classico di così! Posto nuovamente le ricette per una vostra comodità, che comunque  provengono da qui:  http://cecieviola.blogspot.it/2013/04/metin-2-cake-quando-la-filosofia-si.html


Ingredienti per tre teglie da 25 cm 

500 grammi di farina
600 grammi di zucchero
500 grammi di burro
8 uova 
4 cucchiaini di lievito in polvere
1 bustina di vanillina

Procedimento:
Sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa e chiara


Aggiungere un uovo alla volta


Aggiungete la farina miscelata con il lievito e la vanillina


La consistenza finale dell'impasto è simile a quello di una crema montata al cucchiaio, e mi dicono in non celiaci che anche al sapore assomiglia a quello di una crema....



Non fatevi tentare e infornate nella prima tortiera in forno caldo a 170° per 25- 30 minuti. Aspettate che la torta intiepidisca un minimo prima di toglierla dallo stampo. Una volta tolta dallo stampo mettetela su una gratella a raffreddare. Non c'è bisogno che rigoverniate la tortiera con chili di sapone, anzi... date una sciacquata sommaria, o la vostra torta sarà all'aroma detersivo (anche se quest'aroma dovesse piacervi non so quanto possa far bene...). Proseguite così fino alla fine dell'impasto. Se l'ultimo impasto è scarsino, riducete sia la temperatura del forno che il tempo di cottura.


per la crema pasticcera
4 tuorli
100 grammi di zucchero
50 grammi di farina
mezzo litro di latte
la buccia grattata di un limone non trattato

Procedimento
ntanto preparate la crema pasticcera


Mescolate i tuorli con lo zucchero e poco latte; mettete intanto a scaldare il resto del latte.

Aggiungete alla miscela la farina setacciata


Aggiungete il restante latte tolto dal fuoco continuando a mescolare


Fate bollire a fuoco dolcissimo per almeno due minuti, senza mai smettere di mescolare.  Togliete dal fuoco e fate raffreddare, ricordandovi di mescolare di tanto in tanto per non far venire la pellicina sopra alla preparazione.


Crema al burro

Ingredienti

  • 100 grammi di burro freschissimo
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 1 bustina di vanillina
  • 4 cucchiani di latte o la stessa quantità di liquore dolce, da unire al composto solo al bisogno

Procedimento

  • Montare il burro (dopo averlo passato per 40 secondi al microonde) con lo sbattitore elettrico
  •  Amalgamare lo zucchero a velo passato al setaccio precedentemente unito alla vanillina sempre con lo sbattitore
  • Unire i quattro cucchiai di latte o liquore



Glassa reale:
200 grammi di zucchero a velo
albume q.b.
un cucchiaino di succo di limone

Procedimento
Unite allo zucchero al velo setacciato gli ingredienti liquidi, quasi una goccia alla volta, fino al raggiungimento della consistenza desiderata; se usate il colorante liquido ricordatevi che anch'esso contribuisce a "liquefare" la glassa. Prima di utilizzare la glassa sulla torta controllatene la consistenza su un piattino.


mercoledì 29 maggio 2013

antipasto giapp-light


Continua la mia esperienza con la dieta proteica. Avrei anche altre perplessità, oltre a quelle che ho esternato negli altri post ...
E' vero che piuttosto che una dieta andrebbe intrapreso un diverso stile di vita basato sulla sostenibilità, e dunque non si può pensare di poter mangiare alcuni cibi "illimitatamente" perché, anche in virtù della crisi in cui viviamo, il senso del limite deve essere ben presente in tutti noi in qualsiasi momento. Trovo anche che i preparati farmaceutici che limitano l'assimilazione delle calorie siano una sorta di "schiaffo alla miseria", in un mondo che non riesce a sfamare tutti; la quantità di cibo dovrebbe piuttosto lasciare spazio alla qualità di quello che si mangia,  qualità che preveda il costo di una produzione sana e equa rispetto alla terra e ai suoi lavoratori. Ma trovo che alcuni eccessi vadano evitati: in un corso di comunicazione ecologica che ho fatto qualche tempo fa un conferenziere ci disse che il sovrappeso è già un'indicazione  chiara dell' insostenibilità ambientale della persona, una specie di patente di individuo irrispettoso dell'ambiente.. Ricordo che mi venne spontaneo tirare  in dentro la pancia, per camuffare il mio antiecologismo distruttivo.... 
In realtà si mangia troppo perché siamo ormai disconnessi rispetto alle reali necessità energetiche del nostro corpo, perché si ha poco tempo per fare movimento e spesso perché il cibo compensa altre mancanze... La mia, al momento, la mancanza che mi ha portato ad accumulare una pancetta insidiosa e insopportabile (oltre a ricollocare le mie solite riserve nei posti critici, come mi succede dall'adolescenza) è quella della sigaretta. Il mio ciuccio avvelenato. La mia passione da trent'anni a questa parte. E' stato un distacco doloroso, e il frigo è stato un ottimo appoggio. Ecco perché adesso devo rimediare, prima che i miei adipociti* raddoppino a mia insaputa, condannandomi ad un futuro sferico. 

Ingredienti
200 grammi di fiocchi di latte
1 cucchiaino di maionese light
100 grammi di yogurt al naturale al 1,5% di grassi 
sale q.b. (meno ne mettete e meglio è)
3 bastoncini di surimi
erba cipollina

Procedimento
Aprite i bastoncino di surimi, e tagliate da questo un rettangolo di circa 6 centimetri per 8 e una serie di striscioline. Amalgamate i fiocchi di latte con la maionese e lo yogurt magro (volendo si trova anche completamente senza grassi, ma la preparazione viene una brodazza; il gioco non vale la candela), aggiustando di sale; non sbattete il composto troppo vigorosamente o vi diventerà troppo liquido. Versate il composto di fiocchi di latte sul rettangolo di surimi e decorate con le striscioline di surimi e l'erba cipollina.


*Lo sostiene il signor Dukan, nel libro dell'omonima dieta.

lunedì 27 maggio 2013

Diamo battaglia agli sprechi, tutti insieme!




Foto: ©Jonathan Bloom
Riprendo dalla blog di Cristina Pipitone  "Happiness and Family"1) la notizia di una interessante iniziativa, che a noi appassionate di cucina e di cultura del cibo può interessare (anzi, dovrebbe interessare di legge!). 

Secondo la FAO (2011) i cittadini europei e statunitensi gettano nella spazzatura tra i 95 e i 115 kg di rifiuti alimentari pro-capite ogni anno, in barba alla crisi. 
Nei 27 Stati membri la quota annuale di rifiuti alimentari raggiunge gli 89 milioni di tonnellate, una media di 179 kg per abitante, anziani e neonati compresi. Gli sprechi alimentari avvengono lungo tutta la catena produttiva, dal campo alla tavola.
Secondo i dati della FAO, a livello mondiale, circa un terzo di tutto il cibo prodotto, per un valore approssimativo di mille miliardi di dollari, va perduto o sprecato lungo la produzione ed il consumo. Le perdite alimentari avvengono per lo più a livello della produzione (raccolto, trasformazione e distribuzione) mentre gli sprechi di cibo avvengono in genere a livello di dettaglianti e di consumatori.
Il documento ha messo in evidenza che:

  • I paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo dissipano all'incirca la stessa quantità di cibo, rispettivamente 670 e 630 milioni di tonnellate.
  • Ogni anno i consumatori dei paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantità di cibo (222 milioni di tonnellate) dell'intera produzione alimentare netta dell'Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate).
  • Frutta e verdura, insieme a radici e tuberi, sono gli alimenti che vengono sprecati maggiormente.
  • L'ammontare di cibo che va perduto o sprecato ogni anno è equivalente a più di metà dell'intera produzione annuale mondiale di cereali (2,3 miliardi di tonnellate nel 2009/2010)

Il rapporto analizza la differenza tra le perdite e gli sprechi; la distinzione è dovuta al fatto che le perdite alimentari avvengono in fase di produzione, raccolto, dopo raccolto e lavorazione dei prodotti ed è una caratteristica che si riscontra maggiormente nei paesi in via di sviluppo dovuto spesso alle carenze tecnologiche ed agli scarsi investimenti. Lo spreco di cibo, invece, avviene nella fase successiva, quando il prodotto è in mano a venditori e consumatori che gettano cibo ancora in buone condizioni e perfettamente commestibile. Il problema dello spreco riguarda maggiormente i paesi industrializzati. Circa il 40 per cento delle perdite e il 40 per cento degli sprechi di cibo avviene in queste fasi di dopo raccolto, lavorazione, nel primo caso, a livello di venditori e consumatori, nel secondo caso.
Perdite e sprechi si trasformano in un enorme sperpero di risorse. Basti pensare all’acqua dolce utilizzata per irrigare le coltivazioni, all’esasperazione ed impoverimento delle terre, al consumo di energia, senza dimenticare manodopera e risorse economiche. Il connubio di questo sperpero di risorse contribuisce all’emissione di gas serra e al riscaldamento climatico con tutte le conseguenze che stiamo vivendo.
Il sistema alimentare mondiale ha profonde implicazioni per l'ambiente e produrre maggior cibo serve solo a esacerbare la pressione su di esso.
    • Oltre il 20 % di tutta la terra coltivata, il 30% delle foreste ed il 10% dei pascoli sono degradati;
    • A livello globale viene prelevato il 9% delle risorse idriche, il 70% del quale viene utilizzato dall'agricoltura irrigua;
    • I cambi di destinazione agricola e del territorio, come ad esempio la deforestazione, incidono per oltre il 30% sul totale delle emissioni di gas serra;
    • A livello mondiale, i sistemi agro-alimentari incidono per circa il 30% dell'energia disponibile a livello di fruitore finale;
    • Lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine, insieme ad una loro cattiva gestione, contribuisce a sminuire le risorse ittiche, con la conseguenza che circa il 30% degli stock ittici sono adesso sfruttati in eccesso2)

Per contribuire a combattere tutto questo è nata un'associazione: l' Associazione di Promozione Sociale Foodsharing

Sprechi alimentari: iniziativa dell'Associazione di Promozione Sociale Foodsharing, cibo gratis
"Negli obiettivi dell'Associazione di Promozione Sociale Foodsharing ci sono oltre alla condivisione dei beni alimentari, effettuare raccolta e distribuzione di generi alimentari da soggetti privati, soggetti giuridici, aziende di piccola e grande distribuzione, produttori diretti, ecc. ; recupero delle eccedenze alimentari in tutte le sue forme, per la loro redistribuzione; la promozione ed il sostegno di specifici progetti formativi inerenti la diffusione di una corretta cultura della alimentazione, organizzazione di incontri ed eventi formativi in tema di diffusione di una corretta cultura nutrizionale tramite il coinvolgimento di professionisti ed esperti del settore."
Riduciamo gli sprechi, incrementiamo la condivisione!!!

P.S.: io mi sono registrata, e probabilmente in estate metterò in rete i miei peperoncini piccantissimi! (consorte permettendo...)

domenica 26 maggio 2013

Pollo dietetico



Ebbene sì, i capricci del tempo non hanno fatto che dilatare l'attesa per il fatidico incontro (o meglio scontro)  con uno degli eventi annuali più temuti - confessiamolo- da noi donne: la prova costume!
Lo so che ci sarebbe da riflettere sia sul tempo- che è inesorabilmente cambiato per colpa nostra, sia sulle ragioni per cui ci si sottomette alla logica dell'essere in forma ad ogni costo... Io non sono una persona superficiale, eppure faccio parte di quella schiera di persone che, soprattutto al momento di togliersi qualche strato di vestiti, non ce la fanno a dichiarare serene allo specchio: "ma chi se ne frega!"....
E dunque, eccomi qui alle prese con la dieta che non voglio pubblicizzare (voi lo sapete che noi non facciamo pubblicità percependo compensi dalle aziende- vuoi perché vogliamo essere indipendenti e vuoi perché nessuna azienda ci ha proposto convenzioni..) ma che è famosissima, che prevede il consumo preponderante di proteine.
Anche qui non è detto che ci si trovi del tutto d'accordo: questa dieta propone un'alimentazione diversa da quella mediterranea, ed è dunque più onerosa, sia in termini economici (la pasta, si sa, costa meno della carne e sazia di più), sia in termini ambientali (perché ormai si sa quanto terreno e quanta acqua costa un essere vivente piuttosto che un metro quadro di vegetale).
Ci sono però tre cose che secondo me vale la pena di estrapolare da tutto un percorso che so essere comunque efficace: l'obbligo dell'attività fisica (e il fatto che l'attività obbligata sia il camminare e non scapicollarsi in palestra non è roba da poco!), lo stimolo ad essere creativi in cucina e la sollecitazione a riflettere sulle cose che ci portano a "compensare" con un'assunzione eccessiva di cibo ciò che ci manca nella vita per essere felici (o quanto meno sereni).



Mi sono accorta oggi che non ho aggiunto la ricetta...

Ecco gli ingredienti (la dieta in questione sostiene che la quantità di cibo di questo tipo è pressoché illimitata...)
400 grammi di petto di pollo
2 uova
2 fette di affettato di pollo
2 sottilette light (per questa dieta sono richieste con il 5% di grassi) 

Procedimento
Perché la frittata rimanga particolarmente soffice sbattete bene le uova, montandole un poco. Se avete degli albumi residuali da qualche pasta frolla per i fortunati della famiglia che non sono a dieta, potete aggiungerli, visto che hanno zero calorie, colesterolo e grassi in genere.
Battete bene il pollo, dopo aver tolto le cartilagini ed eventuali parti grasse.


Disponete gli ingredienti a strati, fate dei fagottini e mettete a cuocere in un tegame antiaderente che avrete unto con pochissimo olio, aiutandovi con della carta da cucina.
Rosolate dapprima a fuoco medio-alto, e poi abbassate la fiamma, bagnate con un poco di brodo fatto con dado vegetale light e coprite.




sabato 25 maggio 2013

Scusate.......



Abbiamo avuto moltissimo da fare...
Oltre al lavoro io e allo studio (?) Viola, abbiamo dovuto affrontare una gara (Viola):


e il giardino (io) ....
In entrambi i casi i risultati sono stati soddisfacenti:  menzione sul giornale per Viola e giardino abbastanza rigoglioso per me...





Comunque, a breve torneremo a pubblicare, perché, pur non avendo postato, non abbiamo certo smesso di cucinare! Anzi!
Io mi sono dedicata a cibi dietetici (anche se il tempo metereologico non lo dimostra siamo quasi in Estate, e la prova costume incombe..), mentre Viola preparava dolci e dolcetti per le feste del suo compleanno (una in una palestra, una in un altra, una con gli amici, una con i parenti...).
Insomma, care amiche e cari amici, mi raccomando, non perdiamoci di vista! 


giovedì 16 maggio 2013

Un altro graditissimo premio!




Il bellissimo blog "In the mood for pies" http://inthemoodforpies.blogspot.it/2013/05/un-nuovo-gradito-premio.html#comment-form ci ha conferito un altro gradito premio!

Queste le regole del premio:
a) scrivere un post indicando il blog che te lo ha assegnato;
b) rispondere alle 11 domande della persona che te lo ha donato;
c) scegliere 11 blogs con meno di 200 followers per donarlo;
d) fare 11 domande ai bloggers scelti;
e) avvisare i bloggers che lo hanno ricevuto.


1.Cibo preferito? Cecilia: Impepata di cozze; Viola: melanzane della zia Mara
2.Cuoco preferito ? Cecilia: Alessandro Borghese; Gordon Ramsey
3.Tempo dedicato alla cucina? Cecilia: 20 ore settimanali; Viola: 20 ore settimanali  ma facendo una statistica tra 40 ore filate quando deve fare una torta decorata e i 20 minuti per passare in padella una piadina.
4.Tempo dedicato al blog ? Cecilia: 30 ore mensili; Viola: poche
5.Preferisci dolce o salato? Cecilia: dolce; Viola: tutti e due
6.Quale pizza preferisci? Cecilia: alle verdure, ma da quando me la preparo senza glutine margherita, perché non ho mai voglia di "ammattire" per una cosa che mangio solo io; Viola: mascarpone e speck
7.Sport praticato ? Cecilia: Pilates; Viola: Karate
8.Un aggettivo che ti rappresenta? Cecilia: due con un'avversativo nel mezzo: creativa ma disordinata; Viola: ancora più creativa e ancora più disordinata 
9.Dove vorresti vivere? Cecilia: a Roma (mah?!); Viola: in un loft pieno di armadi,  a Tokyo o a Oslo
10.Ultimo libro o rivista letta? Cecilia: "Il libro dell'Es"; Viola: "Madame Bovary"
11. Dove vorresti andare in vacanza? Cecilia: negli USA; Viola: Nepal o giù di lì


Questo è l'elenco dei blog vincitori: 

http://cucina-russa.blogspot.it/2013/05/biscotti-con-karkade-e-cioccolato.html
http://lalunasulcucchiaio.blogspot.it/2013/05/angelica-all.html
http://leparfumdecannelle.blogspot.it/
http://fimoperlefantasia.blogspot.it/
http://federico2ndgenuineitalian.blogspot.it/
http://blog.giallozafferano.it/dulcisinforno/red-velvet-cake/
http://lacuocacialtrona.blogspot.it/2013/05/una-folata-di-vento-e-altre-casualita.html
http://lapartepiudolcedime.blogspot.it/2013/05/torta-alla-panna-e-fragole-con-pan-di.html
http://tentazionidigusto.blogspot.it/
http://vidadeprazeres.blogspot.pt/2013/05/biscoitos-de-coco.html
http://ilcucchiaiodianita.blogspot.it/

E queste sono le domande che rivolgiamo alle/ai blogger premiati:

  1. Qual'è il piatto che più ti ricorda la tua infanzia?
  2. Quanto tempo dedichi alla cucina?
  3. Quanto al blog?
  4. Il tuo profumo gastronomico preferito?
  5. Il colore privilegiato per i tuoi piatti?
  6. Quale piatto è legato per te a sentimenti di invidia (penso a qualcosa come alle inarrivabili lasagne della suocera...)
  7. Qual'è il piatto che non cucineresti mai?
  8. E perché?
  9. Qual'è il cibo che preferisci quando hai bisogno di conforto?
  10. Quale cibo ti sgomenta escludere dal tuo menù, in caso di dieta?
  11. Quale è il piatto che sogni di cucinare, ma che rappresenta una vera e propria prodezza culinaria (e la cui preparazione dunque rimandi, perché ti desta un po' di preoccupazione..)?


domenica 5 maggio 2013


Per la serie: non si butta via niente: pops di recupero alla crema al burro

Quando penso al concetto di recupero associato al cibo mi viene in mente un pezzo di Brignano, in cui racconta del riso "svuotafrigo" della madre.. e non posso evitarmi, oltre alle risate, dei brividi sulla schiena....




Ahahah! A parte che la storia dell'infanzia di Brignano è un po' anche la mia (anche mia madre era una pulitrice compulsiva) il rischio che per non buttar qualcosa si finisca con il produrre emerite schifezze l'ho corso anch'io (anzi, l'ho proprio realizzato!), con delle polpette di lesso il cui solo pensiero mi agita lo stomaco a distanza di anni...
Embè, dierete voi, ma questo post lo hai fatto per schifarci o per darci un messaggio ecologioco-economico e una ricetta carina? La seconda, ovviamente, ma la premessa mi pareva d'obbligo!
Dunque, dicevamo
Ingredienti
le calotte di 16 muffin piccoli, sia alla vaniglia che al cacao
350 grammi di crema al burro al cioccolato
100 grammi di torta cotta sbriciolata (possono anche essere biscotti, o altre calotte di cupcacke)

Procedimento
Fate la crema al burro; copio qui la mia ricetta, che integro con il cioccolato:

Ricetta della crema al burro

Ingredienti

  • 100 grammi di burro freschissimo
  • 100 grammi di zucchero a velo
  • 150 grammi di crema spalmabile al cacao (noi usiamo quella del commercio equo e solidale)
  • 2 cucchiani di latte  da unire al composto solo al bisogno

Procedimento

  • Montare il burro (dopo averlo passato per 30 secondi al microonde) con lo sbattitore elettrico
  •  Amalgamare lo zucchero a velo passato al setaccio 
  • Unire la crema al cacao
  • Unire il latte (eventualmente)

Mettete in frigo la crema al burro e intanto sbriciolate la torta o cos'altro avrete deciso di sbriciolare in una scodella.

Dopo circa mezz'ora di frigo la crema è pronta per essere spalmata in uno strato generoso tra le calottine  e su tutta la superficie.



Mettete in frigo un'altra mezz'ora e dedicatevi a qualcos'altro, che so io, magari proprio alla pulizia della casa, come faceva la mamma di Brignano, perché non si sa mai, dovesse arrivare qualcuno...


Rotolate i pops tra le briciole e rimettete in frigo, perché sono da servire freddi.


A proposito dell'arrivo di qualcuno... anch'io ho preso dalla mia mamma una certa mania per la pulizia, ma non quella dell'ordine; dunque, quando viene qualcuno, sebbene la casa sia sempre abbastanza pulita, una punta di vergogna la provo sempre...

Ps: prossimamente  proseguirò questo outing mostrando le foto della cucina devastata dai nostri pasticci...

mercoledì 1 maggio 2013




BUON PRIMO MAGGIO!!!!!!!



Scusate se prendo di peso e incollo direttamente da Wikipedia, ma non ho il tempo materiale per fare un articolo degno di questo nome, e, nel contempo, non posso lasciarmi scappare un'altra festa fondamentale, dopo essere scivolata sul 25 aprile, data che pure onoro da sempre (anche quest'anno il 25 aprile sono stata a Fosdinovo, con i partigiani della montagna di Massa Carrara).  Per non ripetere l'errore,  ecco a voi: 
"La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il r.d.l. n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
L'origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro  a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio.
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole Mc Cormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.
L'11 novembre del 1887 a Chicago, quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1º maggio dell'anno precedente lo sciopero e una manifestazione per le otto ore di lavoro.
Il 20 agosto fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte; Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte. Le ultime parole pronunciate furono: Spies: "Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!" Fischer: "Hoch die Anarchie! (Viva l’anarchia!)" Engel: "Urrà per l’anarchia!" Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: "Lasciate che si senta la voce del popolo!"
L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questi episodi. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro. Pochi giorni dopo il sacrificio dei Martiri di Chicago, i lavoratori di Chicago tennero un’imponente manifestazione di lutto, a prova che le idee socialiste non erano affatto morte.
La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista "La Rivendicazione", pubblicata a Forlì, cominciava così l'articolo Pel primo Maggio, uscito il 26 aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento".

La Festa dei Lavoratori in Italia

Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.Appena si diffuse la notizia dell'assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura, dove si diceva che si fosse rifugiato il console USA.
In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare la Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.
Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina."