mercoledì 27 febbraio 2013

Grazie a Elena abbiamo un altro premio!!!!






all'amica Elena, del blog "E meno male che"( http://emenomaleche.blogspot.it/), che ci ha conferito un ulteriore premio"The versatile blogger".

Immagine tratta dal web

La regola è che dobbiamo scrivere 7 cose di noi e nominare 15 blog con meno di 200 iscritti cui "girare" il premio. Non sono facili nessuna delle due cose... Ma siccome già in occasione del primo Versatile blog ci siamo raccontate in 7 punti "scritti", ora lasciamo la parola alle immagini, perché queste descrivano le ragioni che ci hanno spinto a creare questo blog :

1) per condividere una passione tra noi due....

 
 2) e con  i familiari e gli amici







http://cecieviola.blogspot.it/2012/07/il-reportage-del-compleanno-di-viola-2.html


                                                      
http://cecieviola.blogspot.it/2012/10/sunday-chillies-fever.html                                                                                                          

http://cecieviola.blogspot.it/2012/07/il-reportage-del-compleanno-di-viola-2.html

3) per trasmettervi l'entusiasmo con cui facciamo le nostre specialità e i nostri esperimenti per  loro 
http://cecieviola.blogspot.it/2012/12/brutti-ma-buoni-mandorle-e-nocciole.html       http://cecieviola.blogspot.it/2012/07/per-il-compleanno-di-luca-ad-alcuni.html

4) e con cui cerchiamo di fare qualcosa di utile per gli altri....


5) per poter contare sul vostro aiuto, che arriva sempre!




6) per, seppure "in pillole", magari di zucchero,  manifestare il nostro impegno civile.....

7) nonché per esercitare quotidianamente la nostra ironia, anche in cucina


Ecco i nomi e i link dei blog cui giriamo il premio:


  1. A  casa con estro http://acasaconestro.blogspot.it/ di Francesca
  2. Camilla ai fornelli http://cuochilla.blogspot.it/ di Camilla
  3. Ci pensa mamma  http://cipensamamma.blogspot.it/  di Lidia e Agnese
  4. Cotto e scrappato http://cottoescrappato.blogspot.it/ di Gina
  5. Esercito di cobalto http://esercitodicobalto.blogspot.it/ di Milena
  6. Farfy Farfuglia http://farfuglia.blogspot.it/ di Farfy
  7. Fiordizucchero http://fiordizuccherolorella.blogspot.it/   di Lorella
  8. Il blog di Marta http://www.ilblogdimarta.com/ di Marta
  9. La casa dei dolcetti http://lacasadeidolcetti.blogspot.it/
  10. La girandola creativa http://lagirandolacreativa.blogspot.it/ di Sara e Alessandra
  11. Le cose di Ba http://lecosediba.blogspot.it/
  12. Maghella di casa http://maghelladicasa.blogspot.it/ di Ste
  13. Mamma taua http://mammataua.blogspot.it/ di Nicoletta
  14. Nana e Nana cake design http://nanaenanacakedesign.blogspot.it/
  15. Quel genio di mio marito http://quelgeniodimiomarito.blogspot.it/ di Fragolina





martedì 26 febbraio 2013

Sformato di cavolfiore


Questa è una ricetta molto ricca, abbastanza rapida nella preparazione ma che mi ha dato filo da torcere in cottura. Al di là degli aneddoti sul nostro forno, credo che stavolta la responsabilità sia tutta mia, o della ricetta stessa... Il fatto è che l'ho preparata con uno stampo di silicone, cotta per quaranta minuti, secondo la ricetta della zia, verificata in consistenza e dunque cotta ancora per altri venti minuti, e ancora buttava fuori umidità... Dunque l'ho passata al microonde col grill e ventilato. Allora finalmente si è consolidata (ma non perfettamente). Riconosco che si tratti di un procedimento laborioso, però il risultato è ottimo. Il consiglio che do a tutte/i voi è di cuocerlo in una pirofila, così non rischierete smottamenti. 

Ingredienti
1 cavolfiore piccolo
200 gr prosciutto cotto
200 grammi di groviera
250 grammi di besciamella
2 tuorli d'uovo
sale e pepe q.b.



Procedimento
Pulite dalle foglie terminali e dal torsolo e dividete a cimette il cavolfiore. Lessatelo al dente, o fatelo cuocere al vapore, poi passatelo al mixer. Aggiungete  all'impasto il tuorlo delle uova, la besciamella, il formaggio e il prosciutto tritati, il sale e il pepe secondo il vostro gusto.  Mettete in una pirofila; io l'ho messo in uno stampo di silicone e sono impazzita per non fargli perdere umidità una volta sformato (e almeno ci fossi riuscita!).
Mettete dunque in forno a 180° per mezz'ora e a 150 per un'altra mezz'ora. La consistenza finale sarà comunque morbida. Qualora riusciate a cuocerne uno in uno stampo in tempi compatibili con gli impegni di una giornata tipo e a sformarlo non grondante fatemelo sapere, perché anch'io ambisco a raggiungere un tale risultato.


lunedì 25 febbraio 2013

Pane senza glutine senza farine speciali

Questo è un pane che ho sperimentato per la festa di Carnevale, prendendo spunto dal blog incucinasenzaglutine (http://incucinasenzaglutine.blogspot.it/2012/03/pane-con-farine-naturalmente-senza.html) per cercare un pane da farsi senza i soliti preparati, che si potesse affettare e spalmare di crema al cioccolato. Ho  fallito miseramente l'obiettivo, proprio perché ho esagerato nell'ansia di sperimentazione, e non ho seguito la ricetta di Valentina (che tra l'altro mi aveva anche sconsigliato di fare un pane "naturale" per quella circostanza, e di ricorrere ad un preparato, di sicura resa). Ciò che è saltato fuori è stato un pane di certo buono e saporito (sarà apprezzato da chi ama la polenta), ma con una crosta molto spessa e una mollica leggermente umida. Io l'ho comunque finito nello spazio di due giorni (anche se questo depone più a favore del mio appetito che a favore della buona qualità del pane...). Lo consiglio agli amanti dei cantucci di pane (nella mia famiglia ce ne sono, non so se altrettanto è nella vostra...). Di certo lo sconsiglio a chi ha una protesi o delle otturazioni al limite della resistenza....

Ingredienti

410 ml acqua
1 cucchiaio olio
250 grammi farina di riso
200 grammi di farina di mais
1 cucchiaino zucchero
1 cucchiaio sale fine
mezzo panetto di lievito di birra fresco
















Preparazione
Miscelate le farine. Mettete l'acqua intiepidita e l'olio nella vaschetta dell'impastatrice, il sale in un angolo, lo zucchero in quello opposto e il lievito fresco sbriciolato nel mezzo, dove avrete fatto una buchetta con le dita.

Avviate la macchina sul programma "impasto" e lasciatela al suo destino.
A fine del programma stendete l'impasto su una teglia con l'aiuto di un cucchiaio

Vi troverete davanti un impasto molto morbido, che non si lascerà lavorare con le mani. 

Dategli una forma con un cucchiaio periodicamente inumidito con acqua e olio



Fate lievitare in un posto caldo per almeno mezz'ora.
Infornate in forno caldo a 180° per mezz'ora, poi spengete e tenete ancora 10 minuti a 100°. Una volta sfornato il pane mettetelo a raffreddare su una griglia, altrimenti si inumidirà troppo.


Ricordatevi che il pane deve essere tagliato solo quando si sia già raffreddato. Buon appetito

sabato 23 febbraio 2013

ecco la ricetta della cassata siciliana (promessa tanto tempo fa...)

Salve; in questo periodo da una parte le giornate sono sempre più convulse e rapide nel loro scorrere, dall'altra i dissidi con le mie capacità di organizzazione sono sempre più accesi....risultato:  non riesco a trovare il tempo di sperimentare alcunché di nuovo, e anche quando cucino ripropongo le mie ricette solite, inserendo il pilota automatico. Però, guardando le foto nella cartella chiamata "torte e dolcetti", ho trovato diverse cose che non avevo ancora postato, e così, foglietti di ricette trascritte qua e là e ricettari autarchici alla mano, eccomi a coprire qualche vecchia (si fa per dire, visto che il blog non ha ancora un anno..) lacuna!
Guardando i vecchi (!) post, poi, ho addirittura visto una roba inquietante: una promessa non mantenuta:  la ricetta della cassata siciliana!

Pan di Spagna:
3 uova
100 grammi di zucchero
80 grammi di farina o di fecola (per i celiaci)
1 bustina di vanillina

Ripieno
400 grammi di ricotta
400 grammi di frutta candita mista
250 grammi di zucchero
200 grammi di zucchero a velo
200 grammi di gelatina di albicocche
1/2 bicchiere di Marsala (io ci ho messo il moscato dell'Elba)
80 grammi di cioccolato fondente
1 bustina di vanillina

Per la glassa (liffia) di zucchero
250 grammi di zucchero semolato
50 grammi di acqua



Preparate per prima cosa il pan di Spagna: montate le uova con lo zucchero fino a quando l'inquinamento acustico nella vostra cucina non avrà raggiunto livelli inquietanti, comunque finché la massa non sia diventata chiara e all'incirca il doppio dell'insieme iniziale degli ingredienti. A questo punto aggiungete la farina o la fecola e la vanillina precedentemente miscelate e setacciate almeno una volta, possibilmente almeno in tre volte e altrettanto possibilmente setacciando ulteriormente








Versate in una teglia da forno e infornate a 170° per 10- 15 minuti. Non preoccupatevi se l'impasto dapprima vi illuderà di gonfiare e poi invece ricadrà su sé stesso; generalmente per le preparazioni che abbisognano del pan di Spagna non è necessario che questo gonfi. E così ci risparmiamo la rabbia che ci fanno sempre le torte che ricadono su loro stesse! Per valutare la cottura vale la solita collaudata tecnica dello stecchino (per le/ i neofite/i: infilate lo stuzzicadenti nella torta; se ne esce pulito e asciutto la cottura è ultimata)



Togliete con un coltello a lama seghettata la parte superiore del pan di Spagna, ovvero quella "crostosa". Se siete maniache del riciclo creativo come me tenetelo da parte e utilizzatelo con comodo per fare dei pops (e non faccio altre promesse di ricette..)





Tagliate il pan di Spagna in modo da foderare lo stampo che avete scelto per ospitare la vostra cassata. Qualora lo stampo non sia di silicone, come invece era il mio, foderatelo precedentemente di carta da forno.


fate un lavorino di precisione, utilizzando i ritagli per non lasciare buchetti di cui potersi pentire quando si arriverà al fatidico momento del rovesciamento del dolce. Nella pasticceria, come nella vita, cerchiamo quanto più si possa di non crearci i presupposti per avere dei sensi di colpa.


  Spalmate su tutto il pan di Spagna la gelatina di albicocche scaldata


Fate sciogliere lo zucchero in pochissima acqua; nel frattempo passate la ricotta attraverso le maglie di un colino. Quando l'uno sarà sciolto e la seconda sarà passata, sono pronti per amalgamarsi l'un con l'altra, non prima però che lo zucchero fuso non si sia un po' intiepidito. Amalgamate lentamente e aggiungete i canditi tagliati a pezzetti e il cioccolato precedentemente tritato. Versate il composto nello stampo foderato di pan di Spagna, livellate il composto e copritelo con altre fette di pan di Spagna, che spalmerete con altra gelatina di albicocche. Fate raffreddare in frigo per almeno 2 ore. 

 

Passate alla glassatura: fate sciogliere lo zucchero semolato nell'acqua a fuoco lentissimo, facendo attenzione a che non brunisca, finché, provandolo con un cucchiaio, non scenderà a filo. A questo punto aggiungete il succo di mezzo limone (se volete un sapore acidulo che contrasti con lo zucchero, ma è facoltativo) e passate nel mixer per almeno tre minuti (questo non è facoltativo!). Aspettate che la glassa raffreddi e versatela sulla cassata. 


Decorate a piacere, so che lo sapete fare (certamente meglio di me, che quel giorno, tanto per cambiare, avevo una fretta cane ed ero già in ritardo!).









giovedì 14 febbraio 2013

Donne, spengiamo il forno e andiamo a ballare!!!!


             


    Non c'è bisogno che vi dia statistiche sulle donne uccise in questo ultimo anno; sono in ogni giornale, in ogni sito, su ogni tg. Questa iniziativa rivoluzionaria rappresenta un'occasione, e per noi donne potrebbe essere come il giorno di san Crispino http://www.eaf51.org/Citazioni_ITA.htm ("Enrico V" Shakespeare), di cui permarrà il ricordo perenne a chi parteciperà e forse il rimpianto di non esserci state a chi non parteciperà, senza neppure correre il rischio di morire (che invece alla vigilia della battaglia di Azincourt c'era, eccome).

Questi sono i passi:

Lasciate che chi non hbbba voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partLasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza,dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi.
Da noi in Inghilterra questo giorno è la festa di Santo Crispiniano
PoPossibilmente vestitevi di nero con un particolare in
 rosso.
E buon flash mob a tutte!!!!!; 

lunedì 11 febbraio 2013

come fare una pentolaccia-forziere in meno di due ore


Per la festa di Carnevale di venerdì scorso poteva forse mancare la Pentolaccia? Girando su internet ho trovato, indicato sul sito di "Mamma felice" (http://www.mammafelice.it/2009/07/15/come-costruire-la-pignatta-o-pentolaccia/) l'indicazione per un link (http://www.fun-pinata-party-ideas.com/make-a-pinata.html) dove ho trovato una bellissima guida per la costruzione di "Pignatas"; l'unico problema è che era in inglese, e tradotto, suonava più o meno come la macchina traduttrice di Mars Attack: vi ricordate? Un esempio: "Se fare un tiro e pinata yank, rendono la botola ora." 
Quindi ho fatto come fanno i bambini e ho guardato solo le figure. Ho poi pensato che magari c'è qualcuno come me che ha perso negli anni tutto il suo inglese, e che magari ha più fretta (?) e meno materiali a disposizione di quanti non ne abbia io (Viola fa il liceo artistico, e io sono una ex decoratrice, Nicco dipinge ideogrammi orientali, mio marito si diletta con giardinaggio e falegnameria... vi immaginate cosa c'è in casa nostra?) ed ho pensato di fare questo post. Non so cosa ne penserete, ma visto che l'ho fatto, ormai lo metto.....
Materiali
scatola di cartone del supermercato
cartoncini bristol anche di recupero
carta di giornale
carta da pacchi color naturale
nastro adesivo
nastro isolante (solo se volete anche fare le rifiniture)
lapis
colori acrilici* (bastano il marrone, il nero, il bianco e l'oro)
colla vinilica
*Se avete a casa solo tempere miscelatele con la colla e acqua fino ad avere una consistenza coprente

Strumenti
taglierino
forbici per carta
forbici trinciapollo (in mancanza del taglierino)
pennellessa a setole morbide
pennellessa a setole rovinate
pennello fine



  •  Rinforzate la scatola lungo i bordi con il nastro adesivo. Se la scatola è bucata, come lo era la mia, poco male; non deve essere davvero un forziere, altrimenti i bambini non la spaccheranno mai! Però non deve neppure disintegrarsi implodendo su sé stessa al primo colpo. Dunque, serrate i ranghi!

Dopo aver fatto un modello su carta da giornale tagliate i due lati più stretti stondandoli e tagliate i lati lunghi di conseguenza (io sono andata ad occhio ma questo è un brutto vizio che mi auguro che voi non abbiate.....)

  • Grazie allo stesso modello di carta di giornale ritagliate nella carta da pacchi un pezzo per ciascun lato e attaccatelo alla scatola. Utilizzate la colla pura o poco diluita, altrimenti  la carta da pacco "sbollerà" e sarà bruttissima (e difficile da decorare)









  • Preparate il coperchio ritagliando i cartoncini e mettendoli a doppio (altrimenti non saranno abbastanza consistenti). La larghezza sarà qualche millimetro inferiore alla lunghezza del lato lungo della scatola, mentre la lunghezza andrà misurata empiricamente. Una volta stabilita la lunghezza desiderata, foderate i cartoncini con la carta da pacco. Fissate ciò che ormai è diventato il coperchio del vostro forziere con il nastro adesivo alla base della scatola
  • Incidete sotto alla scatola un buco rettangolare, che sia l'eventuale scappatoia se i bambini non dovessero essere in grado di rompere la pentolaccia. L'unico diaframma tra le caramelle e le bastonate sarà la carta da pacco. L'animatore eventualmente guiderà i piccoli colpitori, ormai stremati, alla soluzione. Del resto non si può sapere quanto sarà forte una pentolaccia finché non la si spacca....(Questo potrebbe essere un sistema per riutilizzare la pentolaccia, visto che come cominciano a cadere le caramelle, ai bambini della pentolaccia non importa più nulla (non hanno un furore distruttivo fine a sé stesso..) e la si può sfilare  dalle loro grinfiette senza danno...). 
  • Bordate quello che ormai è il vostro baule con il nastro isolante (io lo avevo nero, ma marrone lo avrei preferito...) 





  • Dipingete con una pennellessa a setole morbide il forziere stendendo un colore più chiaro e ripassate un colore qualche tono più scuro con una pennellessa a setole un po' rovinate, quando ancora il colore di base è fresco. Se avete un pennello che avete straziato con qualche vernice antipatica, questo è il momento per tirarlo fuori.









  • Con un pennello fine e due colori più scuri delle sfumature tracciate qualche linea e qualche nodo

A questo punto non vi resta che riempire il vostro forziere!

























A seconda di quanto lo riempirete sarà piuttosto pesante; per la festa Viola, che si occupava dell'animazione, non ha osato attaccarlo alla carrucola del soffitto della sala dal momento della preparazione della festa, anche perché avevo preso una corda di plastica di cui non si fidava. Dunque al momento giusto il forziere è stato issato e tenuto da Niccolò, che ha sfidato le bastonate degli agguerritissimi festanti!
Onde evitare ciò, trovate una corda possibilmente non di plastica e assicuratevi che il gancio a cui appendete il vostro forziere sia forte abbastanza da fare stare tranquilli voi e sicuri i bambini  e ... buon divertimento!!!!

Per un San Valentino solidale



Per un San Valentino solidale....


Ricordate i gadget che io e Viola avevamo fatto per Natale,  per finanziare le iniziative del gruppo di autoaiuto dei genitori di ragazzi e ragazze con Dsa? Ebbene, abbiamo fatto il bis per San Valentino. Anche in questo frangente ci ha aiutato la nostra amica scrapbooker Tiziana, stavolta in modo assolutamente determinante.


Questi meravigliosi cuori di cartoncino sono infatti opera sua.


Bravissima, no!?

domenica 10 febbraio 2013

La festa di Carnevale è andata benissimo, anche grazie a voi!!!!!!!!!!!!!!!

Appena possibile metteremo qualche foto!

 Intanto il Gruppo di autoaiuto dei genitori di ragazze/i con dislessia e dsa di Livorno ringrazia chi è passato di qua...

E ringraziano anche le ragazze e i ragazzi, che potranno seguire iniziative didattiche e ludiche che riusciremo a finanziare !





Un grazie speciale a 


 Presto vedremo come valorizzarle ulteriormente.











domenica 3 febbraio 2013

Richiesta di aiuto a tutte/i voi per una festa di carnevale per bambini!!!!


Venerdì prossimo dobbiamo organizzare una festa di beneficienza per sostenere il gruppo di autoaiuto (genitori di ragazzi/e con DSA - dislessia e disturbi dell'apprendimento) di cui faccio parte e dobbiamo preparare tante cose in pochissimo tempo, visto che io lavoro come una disperata tutta la settimana, e il giorno della festa almeno fino alle due. Lo stesso dicasi per le altre mamme che hanno dato disponibilità. Viola deve (o almeno dovrebbe...) studiare, nonché pensare all'animazione di 3 classi di scuola elementare (i partecipanti alla festa) ! Insomma, abbiamo poche ore per allestire una sala e un buffet carnevalesco! Ci saranno anche diversi/e bambini/e celiaci/che, e anche loro dovranno avere un buffet degno di questo nome, e non le solite tristi merendine confezionate. Pertanto vi chiediamo umilmente ma fortemente:

Aiutoooooo!!!  

Ovviamente ospiteremo le vostre ricette con i maggiori onori nel nostro blog e vi ringraziamo per la collaborazione sentitamente fin da adesso.

Le ricette dovrebbero avere una caratteristica fondamentale: essere veloci!!! Ah, anche poco costose; il caviale, per esempio, è escluso...

venerdì 1 febbraio 2013

Erbettone, ovvero una specie di erbazzone senza glutine e senza lardo....

Lo strano titolo deriva dal fatto che la ricetta a cui questa si ispira è quella dell'"Erbazzone", torta salata tipica della zona di Reggio Emilia. Gli ingredienti però sono diversi: ho sostituito il grano saraceno a quello di frumento e al lardo nell'impasto ho preferito la margarina e nel ripieno la pancetta. Ecco perché non si può più chiamare assolutamente erbazzone, e nemmeno "scarpasun", come si chiama in dialetto. Tra l'altro la versione montanara di questo piatto ha una bella storia, che è cara alla parte di me che è rimasta veterofemminista, perché è una storia di donne e di lavoro, essendo legata alle mondine. Presto la proporrò, nella versione più purista possibile, perché le mondine se lo meritano!

Ingredienti
200 grammi di farina di grano saraceno
60 grammi di margarina (o burro)
acqua fredda q.b.
sale q.b.
500 grammi di spinaci lessati e ben strizzati
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
150 grammi di pancetta affumicata
150 grammi di parmigiano reggiano grattugiato
sale
           olio      q.b.
pepe

Procedimento

Lavorate farina, margarina e acqua a fontana o con il robot per fare l'impasto, che dovrà essere elastico e non appiccicare. Lasciatelo riposare almeno una mezz'ora.




Mettete intanto a soffriggere la cipolla e l'aglio; quando avranno preso colore estraete l'aglio e aggiungete la pancetta tritata. Dopo poco aggiungete gli spinaci; lasciateli soffriggere per qualche minuto. Aggiustate di sale e pepe e spengete il fuoco.


Accendete il forno a 180°; tirate la pasta in una sfoglia più sottile possibile e riempitela con le verdure cui avrete aggiunto il parmigiano. Coprite l'impasto con un ulteriore disco di pasta. Bucherellate la superficie della torta e spennellate con un uovo sbattuto.


Infornate per 30 minuti sul ripiano intermedio.



La sfoglia di grano saraceno è piuttosto, come dire...duretta. Soprattutto quando "attaccherete" i bordi, occhio ai denti, mi raccomando! In più ha un sapore forte, decisamente "antico"; magari non a tutti piace.... Perché usarla, allora? vi chiederete... Beh, non sono ancora riuscita a trovare una farina senza glutine in cui non si riconosca un retrogusto di medicinale, e mi verranno a breve i ciuffetti gialli delle pannocchie in testa per l'uso sfrenato che faccio del mais.... Però grazie al suo ripieno questa torta non è niente male, ve lo garantisco, perché l'umido delle verdure ammorbidisce notevolmente tutto l'insieme.